letta renzi berlusconi

RENZI PENSA AL GRANDE CENTRO CON BERLUSCA E TORNA A SFIDARE IL SOTTI-LETTA SU CONTE, GIUSTIZIA E 5 STELLE: “SCEGLI DA CHE PARTE STARE. SE IL PD VUOLE FARE CONTE CAPO DEI PROGRESSISTI, NOI NON CI SIAMO” (IN SETTIMANA L'INCONTRO CON ENRICHETTO) - POI DELINEA IL PERIMETRO DELLE FUTURE ALLEANZE: “NON VOGLIAMO ANDARE ALLE ELEZIONI CON I SOVRANISTI (MELONI E SALVINI) E NON CI CANDIDEREMO CON I POPULISTI 5 STELLE” (RESTANO SOLO IL CAV, CALENDA E I CESPUGLI DI CENTRO) – E SUI SENATORI DI ITALIA VIVA IN FUGA VERSO IL PD DICE CHE… - VIDEO

 

 

Giovanna Casadio per “la Repubblica”

 

Berlusconi Renzi

«Caro Enrico, io ti prendo in parola ma a patto che passi dalle dichiarazioni sul riformismo ai fatti. E comunque se il Pd vuole fare Conte capo dei progressisti, allora noi non ci siamo. Vediamo da che parte state ». Matteo Renzi offre una sponda al Pd di Enrico Letta. Ma a modo suo: sfidando quell'Enrico che sfrattò da Palazzo Chigi dopo averlo rassicurato con il famoso #Enricostaisereno. Era il 2014, una era politica fa. Ora Renzi è leader di Italia viva e nell'assemblea del partito - ieri - lancia una offerta di collaborazione a Letta appena diventato segretario del Pd. Dialogo quindi, ma sotto condizione.

 

E nei primi giorni di questa settimana Renzi e Letta dovrebbero incontrarsi, mettendo da parte la ruggine. Renzi ragiona: chi si è formato alla scuola dei Popolari sa che c'è un bene comune che vale ben più dei vecchi rancori. Si mostra sicuro della scommessa di Italia viva, benché il partito non decolli. È stimato intorno al 2,5 per cento. «Oh, non so' bravo coi sondaggi, so' bravo con la politica».

Berlusconi Renzi

 

Infatti rivendica di avere schiodato Salvini e la sua brama di pieni poteri nel 2019 e adesso di avere («pensa se avessimo avuto il 10 per cento!») gettato le basi per l'avvento di Draghi che è «la sconfitta del populismo e il trionfo della politica con l'Italia che riacquista una leadership internazionale credibile». E sulla collocazione di Iv dice: «Noi non vogliamo andare alle elezioni con i sovranisti. E non ci candideremo con i populisti. Se questo messaggio suona chiaro ai Meloni e Salvini da una parte e ai Di Maio e Di Battista dall'altra è perché la nostra posizione è il riformismo».

 

LA STRETTA DI MANO TRA ENRICO LETTA E MATTEO RENZI

Un cantiere insomma per uno «spazio centrale e riformista», con i moderati e liberaldemocratici. Intanto parte la "Primavera delle idee" da oggi fino a giugno: mille iniziative in programma. Ancora più esplicito, Renzi afferma: quelli del Vaffa, i Grillo e compagnia, sono «pregiudicati/spregiudicati », il Pd spezzi e si allontani dalla catena di odio ed esca da quella fase in cui era «sotto incantesimo di Conte ». Anche in vista dell'incontro con il neo segretario dem, mette sul tavolo i temi "sfidanti", perché «la svolta rispetto all'epoca Zingaretti» va misurata in concreto. Quindi, sulla giustizia: i dem stanno con il giustizialismo grillino o lo archiviano?

 

matteo renzi enrico letta

Poi i diritti. E il lavoro: il Jobs act ha creato un milione di posti, se ne è capita l'importanza? E così su Sud, riforme («bene se il Pd punta al Mattarellum, ma non si farà»), e ricorda la vicenda Eni che «grida vendetta» con le accuse per Descalzi e Scaroni che poi erano inesistenti. C'è però per Renzi il problema dello spopolamento del partito: due senatori tornano nel Pd, Eugenio Comincini l'ha già fatto, Leonardo Grimani quasi. «Non ci sono lucchetti, chi va e chi viene», chiosa. Parla invece di due o tre parlamentari in arrivo dai 5S e da altri gruppi. In Europa con Renew Europe è passato il grillino Marco Zullo.

ENRICO LETTA RENZI

 

Lo dice Sandro Gozi, rispondendo anche a Brando Benifei il capogruppo dem all'europarlamento che chiede ai renziani di scegliere: «Stanno con l'alternativa alla destra oppure no?». Gozi replica: «Noi siamo alternativi a un centrodestra trainato dai sovranisti e a un centrosinistra alleato con i populisti 5Stelle». Al Nazareno, sede dem, l'assemblea online di Iv è stata registrata. Letta ha sentito ieri il capogruppo a Montecitorio, Graziano Delrio. Oggi o domani vedrà il capogruppo al Senato, Andrea Marcucci. Un nodo, questo, ancora da affrontare.

berlusconi renziBerlusconi incontra Renzi, Patto Nazareno del 2014

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