santanche' twiga

IL RESTO È MANCIA – IL GOVERNO INVECE CHE OCCUPARSI DI ALZARE I SALARI AI LAVORATORI DEL TURISMO PENSA A TAGLIARE LE TASSE SULLE MANCE! L’IDEA È OVVIAMENTE DELLA MINISTRA DANIELA SANTANCHÈ, CO-PROPRIETARIA DEL “TWIGA”: LE MANCE SARANNO TASSATE AL 5%, CON UN’ALIQUOTA AGEVOLATA SULL’ESEMPIO FRANCESE – UNA NORMA CHE SEMBRA DESTINATA SOLO AI LAVORATORI DEL TURISMO DI LUSSO (SETTORE DI CUI FA PARTE, GUARDA CASO, IL “TWIGA” DI PROPRIETÀ DELLA “PITONESSA” E BRIATORE”)

Kevin Carboni per www.wired.it

 

daniela santanche

Per il governo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la strategia giusta per risolvere la carenza di personale nella ristorazione e nel turismo non è dare un salario minimo garantito, ma quella di tagliare le tasse sulle mance. La proposta della ministra del Turismo, Daniela Santanchè, è stata già inserita nella manovra economica e compare all’articolo 14 della bozza di legge di bilancio.

 

Dal primo gennaio 2023, le mance saranno quindi tassate al 5%, con un’aliquota agevolata rispetto all’attuale tassazione ordinaria Irpef. Non è comunque un’idea innovativa, ma viene direttamente dalla Francia di Emmanuel Macron, dove a settembre 2022 è stata annunciata la completa detassazione di tutte le mance pagate con bancomat e carta di credito. Ma ci sono due piccole differenze in termini di efficacia tra il modello francese e quello del governo Meloni.

mancia

 

Per prima cosa, oltre alla detassazione completa delle mance, la Francia ha aumentato recentemente il salario minimo, portandolo a circa 11 euro all’ora, dando così un aiuto più concreto e immediato a lavoratori e lavoratrici. In secondo luogo, l’Italia non è un paese dove per tradizione vengono lasciate mance a camerieri, receptionist o altri, dato che viene pagato di base il cosiddetto coperto, cosa che in Francia non accade e dove anche l’acqua viene data in maniera gratuita. Pertanto è difficile aspettarsi che una diminuzione delle tasse possa effettivamente rendere più attrattivo un lavoro spesso sottopagato e stressante.

 

daniela santanche' e giorgia meloni – flash mob contro la fase 2

Inoltre, sempre in Italia, le mance vengono spesso date a mano, in contanti e direttamente alla persona che si desidera premiare, oppure inserita nei barattoli predisposti sui banconi. Si tratta quindi di un’entrata già prevalentemente esentasse, perché di solito corrisponde a nero. Ma il governo ha deciso di non escludere le somme ricevute in contanti e, come si legge su Repubblica, la manovra prevede la tassazione agevolata sulle mance ricevute “anche attraverso mezzi di pagamenti elettronici, non esclusivamente, presumendo quindi che le mance in contanti vengano dichiarate.

 

Osservando l’evoluzione della legislazione italiana in materia di tasse sulle mance, questa norma sembra essere dedicata a una minoranza degli operatori del settore, cioè solo quelli che lavorano nel settore del turismo di lusso. Infatti, la tassazione sulle mance è stata confermata nell’ordinamento italiano dalla corte di Cassazione, nel 2021, a seguito di un ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate contro un capo ricevimento di un albergo di lusso della Costa Smeralda che non aveva dichiarato 84mila euro di mance raccolte in un anno.

GIORGIA MELONI E DANIELA SANTANCHE

 

I dubbi sull’efficacia del provvedimento sono condivisi anche dalle associazioni delle imprese del turismo, per le quali “prevedere una tassa agevolata non favorisce l’occupazione, come si legge su Repubblica. Al contrario, per risolvere la crisi di personale servirebbero retribuzioni adeguate e orari compatibili alla vita privata”. Niente di sconvolgente insomma, solo misure di buon senso che le stesse imprese riconoscono come necessarie, ma che il governo sembra preferire aggirare con delle norme che sembrano, come al solito, premiare chi è già privilegiato.

la mancia per i dipendenti a casa per il covid-1mancia manciamancia lo scontrino della mancia di danielle franzoni

 

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)