nucleare conte cingolani

L’ENNESIMA GIRAVOLTA DI CONTE – IN COLLEGAMENTO CON IL CONVEGNO DEI GIOVANI DI CONFINDUSTRIA, PEPPINIELLO APPULO ORA APRE AL NUCLEARE: “RAGIONEREMO SU QUELLO DI NUOVA GENERAZIONE” – SOLO QUALCHE MESE FA, CONTE AVEVA DETTO “NO” A QUALUNQUE IPOTESI DI NUCLEARE - NON SARÀ FACILE PER LUI CONVINCERE LA BASE DEL M5S, IN GUERRA CON L'IPOTESI NUCLEARE FIN DAI TEMPI DEL REFERENDUM DEL 2011 CHE ABROGÒ LA POSSIBILITÀ DI INSERIRE LE CENTRALI ATOMICHE TRA LE POSSIBILI FONTI DI APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO. ERANO GLI ANNI IN CUI BEPPE GRILLO SI SCAGLIAVA CONTRO I REATTORI…

incontro fra grillini conte e cingolani sul nucleare 8

Andrea Bulleri per “il Messaggero”

 

Non è un sì, ma neanche un «no» che non ammette repliche come quello scandito solo pochi mesi fa. «Il nucleare di nuova generazione? Ci ragioneremo». Parola di Giuseppe Conte, che in collegamento con il convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria a Rapallo risponde così a chi gli domanda se l'energia atomica possa rappresentare una soluzione per tirar fuori il Paese dalle secche del gas russo.

 

«Stiamo parlando di investire nella ricerca sul nucleare di nuova generazione, e siamo favorevoli», afferma l'ex premier. Che subito precisa: «Al momento però non sappiano ancora molto delle ricadute sul piano pratico. Valutiamo quando avremo tutti i dati».

 

incontro fra grillini conte e cingolani sul nucleare 14

Dunque, «ci ragioneremo». Parole che a molti, in platea e non solo, sono suonate come un'apertura inedita del Movimento 5 stelle (il partito di cui Conte è presidente) alla prospettiva di nuove centrali atomiche. Quantomeno un passo in avanti rispetto alle frasi pronunciate solo lo scorso gennaio, quando Conte mise a verbale che «il nucleare e il gas non sono il futuro: il governo italiano ne prenda atto e faccia sentire forte e chiara la propria voce.NNoi concluse allora Conte non cambieremo certo posizione».

 

Qualcuno fa notare che da quel niet così categorico al «vedremo» un'inversione di rotta già si registra. «Sono contento delle parole di Conte punge Matteo Renzi intervistato dallo stesso palco di Rapallo ha dato due notizie. La prima è che apre al nucleare, la seconda è che ragiona».

 

centrale nucleare 2

Ancor più netta la presa di posizione di Matteo Salvini: «La prima nuova grande, innovativa centrale? Fatela nella mia Milano si spinge il leader della Lega la voglio nel mio quartiere, Baggio». Poi chiama in causa il governo: «Chiedo un impegno della maggioranza per il futuro, una parola chiara da parte di tutti: se dobbiamo essere sempre più indipendenti dal punto di vista energetico, l'Italia non può essere l'unico grande paese al mondo senza nucleare».

 

Ribatte di nuovo Renzi: «Forse Salvini ha un gemello: quando io lavoravo sul petrolio in Basilicata e le trivelle (ai tempi del referendum sul gasdotto Tap del 2016, ndr) lui fece la campagna elettorale dicendo che sarebbero scappati i turisti. Lui e i Cinquestelle sono i populisti di sempre».

 

giuseppe conte contro il nucleare

Ma ad aprire sul tema centrali, nella Lega, è anche il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. «Finalmente osserva si ricomincia a parlare di nucleare: questo è un tempo in cui non si possono dire i no», scandisce il ministro. Secondo cui il discorso vale anche sul fronte rigassificatori, come quello che si progetta di installare a Piombino. Basta coi «no», è la linea: anche perché «ci sono 440 reattori nucleari attivi al mondo, 56 in Francia, 53 in costruzione di cui zero in Italia», continua Salvini citando un rapporto del presidente di Confindustria Carlo Bonomi. E «non possiamo pensare di liberarci dal gas, dalla benzina e dal diesel senza il nucleare».

 

LE RESISTENZE Chissà se alla fine si convincerà del tutto anche Giuseppe Conte, accusato da molti dei suoi ex compagni di partito di scarsa «maturità» nel prendere posizioni. Di certo non sarà facile per lui persuadere la base del M5S, in guerra con l'ipotesi nucleare fin dai tempi del referendum del 2011 che abrogò la possibilità di inserire le centrali atomiche tra le possibili fonti di approvvigionamento energetico.

 

torre di raffreddamento

Erano gli anni in cui un tonitruante Beppe Grillo si scagliava contro i reattori: «L'energia del futuro è l'intelligenza», proclamò il fondatore M5S davanti alle telecamere di Annozero. Lui, di certo, non ha cambiato spartito: «Il conto effettivo di emissioni di gas serra» dell'atomica « è di 250 mila tonnellate di CO2 in un anno», scriveva solo venti giorni fa sul suo blog. «Non raccontate balle! L'energia nucleare non può rientrare tra le rinnovabili, perché non è verde, è marrone». Chissà se Grillo (e Conte) hanno letto le parole di Greta Thunberg. Che a domanda precisa («Come risolviamo il problema energia in attesa delle rinnovabili? Usiamo il carbone?»), ha risposto: «No, il nucleare».

centrale nucleare

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)