rodolfo errore massimo dalema donato iacovone

L’EPURAZIONE DEI "D’ALEMA BOYS" – COME DAGO-ANTICIPATO, DOPO AVER FATTO FUORI ARCURI E GUALTIERI, MARIO DRAGHI HA MESSO NEL MIRINO GLI ALTRI FEDELISSIMI DI "BAFFINO" – TRABALLANO IL PRESIDENTE DI “WEBUILD” DONATO IACOVONE E QUELLO DI SACE, RODOLFO ERRORE – LA RETE DI “ERNST & YOUNG”, NOTO COME “CLUB DEI COMMERCIALISTI ROSSI”, DOVE “DALEMIX” È PRESIDENTE DELL’ADVISORY BOARD

 

MASSIMO DALEMA GIUSEPPE CONTE

1 – POCHI SE NE SONO ACCORTI MA SOTTO LE MACERIE DEL CONTE 2 C’È ANCHE IL SUO PERSONAL GURU MASSIMO D’ALEMA, MENTORE POLITICO DEL MINISTRO DEL TESORO GUALTIERI E DI ARCURI. AMBEDUE SILURATI DA EPURATOR DRAGHI CHE PROSSIMAMENTE FARÀ FUORI ARCURI DA INVITALIA E I DALEMIANI IN CASSA DEPOSITI E PRESTITI: ERRORE (SACE) E IACOVONE (WEBUILD) – DAGOSPIA 10 MARZO 2021

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/salutame-39-max-pochi-se-ne-sono-accorti-ma-sotto-macerie-263430.htm

 

Mario Draghi visita il centro vaccinale anti Covid dell'aeroporto di Fiumicino

2 – DRAGHI ALL'ASSALTO DEI D'ALEMA BOYS

Giorgio Gandola per “La Verità”

 

Il Circo Massimo rischia di ridursi al minimo. Il magico mondo di Massimo D'Alema, così in auge durante il governo Conte bis al punto da imporre Domenico Arcuri supercommissario e difenderlo a Fort Alamo anche quando era indifendibile, rischia di pagare a caro prezzo l'arrivo di Mario Draghi.

massimo d'alema con roberto gualtieri

 

Le prime mosse di Dragonball sono felpate come si conviene al personaggio, ma danno l'idea di una rivoluzione silenziosa in atto. Nel mirino di palazzo Chigi ci sono le prime file dalemiane, quei grand commis entrati a innervare il nulla grillino a livello dirigenziale (Rai a parte), persone di fiducia che D'Alema ha segnalato, prestato, parcheggiato nella stagione d'oro pentastellata.

roberto de santis

 

Evaporato Arcuri, dismesso da ministro Roberto Gualtieri, indagato per traffico di influenze l'imprenditore Roberto De Santis (assiduo frequentatore dello yacht dalemiano), oggi a traballare è Donato Iacovone, presidente di Webuild, la nuova denominazione di Salini-Impregilo, partecipata da Cassa depositi e prestiti.

 

Nato in provincia di Teramo, 62 anni, Iacovone è il classico manager che piace alla politica perché inserito alla perfezione nel mondo globale della finanza e dell'industria. Deve il suo successo a Ernst & Young, il network mondiale di servizi professionali di consulenza e revisione contabile, di cui è stato amministratore delegato per l'Italia.

 

EY da anni è partner della fondazione Italianieuropei, che storicamente ha come numero uno D'Alema, il quale sotto la guida di Iacovone è diventato nientemeno che presidente advisory board di Ey, punto di riferimento dei meeting e ospite d'onore a forum di respiro internazionale. La collaborazione fra il network di servizi e l'ex leader di sinistra che neppure Matteo Renzi riuscì a rottamare è molto stretta.

 

DONATO IACOVONE

Una rete di conoscenze e incarichi che rischia di impigliarsi se non di rompersi sulla cresta del Draghi, visto che a fine marzo scade il board di Cassa depositi e prestiti, e a inizio aprile quello di Webuild. Arriva da Ernst & Young anche il presidente di Sace, Rodolfo Errore, nominato dal numero uno di Cdp, Fabrizio Palermo, a capo di quella che oggi è la società specializzata nel settore assicurativo-finanziario a capitale pubblico più importante d'Italia. Un anno fa, per garantire i prestiti alle imprese in ginocchio, Gualtieri pensò di utilizzare proprio Sace, contando anche sulle entrature dalemiane.

rodolfo errore

 

È curioso come tutto si riconduca a Ernst & Young, dipinta con un po' di impressionismo nel mondo della finanza come «il club dei commercialisti rossi». Negli ambienti romani più ovattati, dove ti volti trovi il marchio Ey. La sorella del presidente di Cdp Palermo, Luisa, è direttore marketing e comunicazione per l'area mediterranea.

 

L'uomo al quale papa Francesco ha affidato il risanamento delle finanze vaticane è Fabio Gasperini, revisore contabile di alto livello, presidente del cda di Ey Advisor spa. Arriva da quelle scrivanie anche Susanna Masi, ex consigliere fiscale del ministro Pier Carlo Padoan, nel 2017 accusata di avere venduto segreti governativi dei quali era venuta a conoscenza durante i Consigli dei ministri proprio alla sua ex società.

FABIO GASPERINI

 

In declino il cerchio magico berlusconiano, sotto scacco il giglio magico renziano, ecco il Circo Massimo che ha fatto i fuochi d'artificio nell'anno e mezzo di governo giallorosso e che adesso segna il passo in attesa della possibile mannaia. Nessun problema, D'Alema nel frattempo ha trovato una via d'uscita. È la Via della Seta, dove si è incamminato con il suo alto magistero circondato da cinesi riconoscenti e grillini plaudenti. Fra accordi, relazioni e think tank è un mondo tutto da esplorare.

DONATO IACOVONE 1MASSIMO D ALEMA PIERCARLO PADOAN LUCA DI MONTEZEMOLOdonato iacovoneDalema Vespa e Conte a Vinitaly

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