SALVINI FA ASSE CON CONTE SULLE ARMI ALL’UCRAINA E ATTACCA DI MAIO PER LE SUE PAROLE SU PUTIN: “NON SI DÀ DELL'ANIMALE A QUALCUNO CON CUI DOVREMMO TRATTARE” – LUIGINO INCASSA SENZA FARE UNA PIEGA MENTRE “GIUSEPPI” FRIGNA: “NON VOGLIAMO LOGORARE IL GOVERNO, SEMMAI È STATO IL MIO ESECUTIVO A ESSERE LOGORATO” - SALVINI PROPONE DI FARE EXPO 2030 A ODESSA ("DOPO CHE PUTIN L'HA ANNESSA", RIDONO DAI BANCHI DEM) E SUGGERISCE UNA CONFERENZA DI PACE IN ITALIA…

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MARIA TERESA MELI per il Corriere della Sera

 

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Matteo Salvini inaugura la sua giornata al Senato con un selfie che poi posta su Twitter parafrasando il vecchio slogan fine anni 60 «Peace and Love», che trasforma in «Pace e Lavoro». Con il suo intervento e poi con quello della capogruppo M5S Maria Domenica Castellone va in scena un inconsueto spettacolo, quello della maggioranza che recita il copione dell'opposizione.

 

Non propriamente opposizione dura e pura, però, perché mancano ben 120 senatori e la maggior parte sono proprio grillini e leghisti.

 

Alla Camera, invece, c'è quasi il pienone ma solo perché dopo si deve votare un decreto, e lo spettacolo si replica tale e quale, con i 5 stelle e il partito di Salvini nei panni degli oppositori. «Ma noi non vogliamo logorare il governo, semmai è stato il mio esecutivo a essere logorato», si giustifica Giuseppe Conte.

MATTEO SALVINI CONTESTATO IN POLONIA CON LA MAGLIETTA DI PUTIN MATTEO SALVINI CONTESTATO IN POLONIA CON LA MAGLIETTA DI PUTIN

 

In questo gioco delle parti, fatta eccezione per il Pd, ogni forza politica recita di volta in volta il ruolo che più le aggrada, un giorno fa la maggioranza, il seguente l'opposizione. Però tutti, a cominciare da Conte che ieri ha fatto retromarcia, dicono di voler scongiurare la crisi.

 

Incluso quel Salvini che in aula attacca Di Maio: «Ringrazio il ministro Cingolani per il suo equilibrio, a differenza di qualche altro ministro su quei banchi che dovrebbe distendere i rapporti diplomatici e che invece dà dell'animale a qualcuno con cui dovremmo sederci attorno a un tavolo». Di Maio subisce l'attacco di uno dei leader della maggioranza che lo sostiene senza fare una piega.

SALVINI PUTIN CONTE DI MAIO SALVINI PUTIN CONTE DI MAIO

 

Quindi Salvini chiede di non inviare più armi a Kiev, propone di fare Expo 2030 a Odessa («Dopo che Putin l'ha annessa», ridono dai banchi dem) e suggerisce una conferenza di pace in Italia. Analoga proposta farà più tardi alla Camera Simona Suriano di «Potere al Popolo». Arriva il turno di Castellone che rimbrotta Draghi perché a suo giudizio non viene in Parlamento spesso quanto Conte.

 

«Veramente andava alle conferenze stampa», si sente ironizzare dai banchi di Fi. La capogruppo del M5S che poco prima del dibattito ha certificato la fine della maggioranza («esiste solo sulla carta») senza trarne le conseguenze, sollecita un nuovo voto e una nuova risoluzione sull'Ucraina. Renzi è sconsolato: «La politica estera è oggetto di una rissa interna».

luigi di maio 1 luigi di maio 1

 

Il dibattito si trasferisce alla Camera e il copione è identico. Ma Debora Serracchiani non accetta che il Pd passi per un partito bellicista: «Non ci sono guerrafondai in quest' aula». Per i dem non c'è bisogno di un nuovo voto, però se ci sarà, avverte Letta, «non ci sottrarremo perché non abbiamo paura». Il segretario pd è preoccupato: «Non credo che Conte strappi», dice ai suoi.

 

Ma aggiunge: «Comunque di questo passo il rischio dell'incidente è sempre presente». Quindi avverte gli alleati: «Ogni divisione, ogni distinguo ci rende più deboli». Ma tutti sanno che nessuno alla fine provocherà la crisi, tant' è vero che Renzi sfida Conte a far dimettere Di Maio.

CONTE SALVINI CONTE SALVINI

 

 

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