matteo salvini renzi legge ddl zan

SAPESSI COM’È STRANO I DUE MATTEI ARCOBALENO - RENZI ALLA LEOPOLDA RILANCIA UNA NUOVA LEGGE ANTI OMOFOBIA: “UN EMENDAMENTO SCALFAROTTO PER ALLARGARE LA TUTELA DELLA LEGGE MANCINO AI CASI DI OMOFOBIA, TRANSFOBIA E ABILISMO”. SALVINI APRE ALL’ASSE LGBT: “PER ME SI PUÒ VOTARE ANCHE DOMANI” - IL MATTEUCCIO DI ITALIA VIVA POI ATTACCA I MAGISTRATI COME IL MIGLIOR BERLUSCONI E CERCA ALTRI VOTI CENTRISTI PER PESARE SUL QUIRINALE, MA NON SOLO: “SI VA ALLE ELEZIONI NEL 2022, TENETEVI PRONTI...”

1 - CENTRO, RENZI ACCELERA: «ORMAI È CHIARO CHE SI VOTA NEL 2022»

Emilio Pucci per “Il Messaggero

 

matteo renzi alla leopolda 2021 5

La convergenza tra Italia viva e il centrodestra è di nuovo sul ddl Zan. Renzi dalla Leopolda, dopo aver accusato il Pd di «bla bla bla» sui diritti civili, lancia la sua proposta: allargare la tutela della legge Mancino ai casi di omofobia e transfobia. «Chi vuole la legge firmi l'emendamento Scalfarotto, chi preferisce il chiacchiericcio continui ad attaccarci».

 

A stretto giro arriva il commento di Matteo Salvini: «Aumentare le pene per chi discrimina, offende o aggredisce in base all'orientamento sessuale? Per me si può votare anche domani, tanto che esiste una mia proposta al Senato». Il progetto del leader di Iv non è certamente quello di ancorarsi alla Lega, ma le distanze tra Iv e i dem continuano ad allargarsi.

 

matteo renzi alla leopolda 2021 4

Il senatore di Firenze lancia la sua proposta al centro e ieri ha fatto la sua prima mossa: «Con Azione non possiamo presentarci divisi alle elezioni», ha detto a Costa, fedelissimo di Calenda, presente in platea.

 

Dieci anni fa l'allora sindaco di Firenze lanciò, a bordo di un camper con lo slogan Matteo Renzi adesso!, la sua candidatura alle primarie del Pd. Ora è pronto a risalirci per un nuovo tour per l'Italia, convinto che si voti nel 2022. «Tenetevi pronti», ha detto molto chiaramente ai suoi.

 

matteo renzi alla leopolda 2021 6

L'obiettivo ormai noto è costruire un raggruppamento centrista, «una infrastruttura moderata», che metta insieme tutti coloro che hanno intenzione di sposare l'agenda Draghi. Andare quindi oltre Italia viva ma non con il Pd e i Cinque stelle.

 

E se Letta non vuole sedersi al tavolo del proporzionale allora gli ruberà voti utili, correrà con un rassemblement alla Macron. Renzi vuole accelerare perché in gioco non c'è solo la partita del Quirinale nella quale tenterà di essere decisivo.

 

matteo renzi alla leopolda 2021 7

I riformisti dem cercano di tirarlo dentro, ieri l'area di Delrio Comunità democratica ha organizzato un'iniziativa a Roma con molti parlamentari Pd, tra gli altri Serracchiani, Borghi e Alfieri (ad ascoltare gli interventi anche Franceschini) per lanciare un coordinamento «nei passaggi delicati» della legislatura. Ma il senatore di Firenze ormai va al di là dei vecchi schemi.

 

OLTRE DESTRA E SINISTRA

Per lui non esistono più destra o sinistra. Ieri alla Leopolda è stata la volta dei sindaci di Milano, Genova e Firenze, Sala, Bucci e Nardella. Presenti sala piena - alcuni di quelli che potrebbero prendersi la tessera del terzo polo, tra cui Della Vedova, l'ex M5S Carelli e, appunto, Costa di Azione.

 

matteo renzi alla leopolda 2021 3

Ma tanti sono gli ostacoli sul cammino. A un'ipotesi di schieramento che tenga dentro Toti, Carfagna e molti altri, lo stesso Calenda resta freddo: «No a fritti misti», dice. E pure quei pezzi di FI, insofferenti per il fatto che Berlusconi non vuole staccarsi da Salvini, frenano. Magari se ne parlerà dopo l'elezione del Capo dello Stato, se il Cavaliere dovesse uscire di scena dalla corsa, ma non ora. E anche diversi renziani non sono convinti dell'accordo che Iv sta tessendo in Sicilia con Micciché, in primis l'area di Migliore alla Camera e coloro che ancora guardano al Pd al Senato.

 

matteo renzi alla leopolda 2021 2

Ma Renzi guarda avanti. Oggi, a conclusione della kermesse giunta all'undicesima edizione, parlerà del suo progetto politico, della necessità di non indebolire Draghi in alcun modo, di Quirinale («Serve un profilo riformista, europeista e contro il sovranismo», afferma spiegando ai fedelissimi di non escludere affatto una convergenza con la parte moderata del centrodestra, la sua preferenza è per Casini ma vedrebbe bene anche Gentiloni, sempre che non corra l'ex numero uno della Bce).

 

matteo renzi alla leopolda 2021 1

Ieri, invece, è tornato sulla vicenda Open. «Un superprocesso che manco le retate mafiose... Se un giudice decide cos' è la politica, la democrazia è a rischio. Il giustizialismo è la negazione della giustizia», ha affermato ricordando il caso Tortora.

 

E ancora: «In questa vicenda non abbiamo violato le leggi, altri hanno violato l'articolo 68 della Costituzione. Interverrò a ogni udienza del processo. Stanno tentando una pesca a strascico». Poi gli affondi contro M5S («Il mio reato è non essere riuscito a distruggerlo») e soprattutto il Pd: «Sa cosa è stata la Leopolda e oggi tace. È il partito che meno degli altri ha offerto solidarietà, solo Irene Tinagli».

 

2 - RENZI: UNA NOSTRA LEGGE ANTI OMOFOBIA, C’È L'ASSE CON SALVINI DOPO IL DDL ZAN

Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera

 

Settantatré. È il numeretto magico che nella sala della Leopolda viene sussurrato dai fedelissimi di Matteo Renzi. Settantatré come i parlamentari di questo ipotetico centro che forse non vedrà mai la luce, ma che di certo peserà sui giochi per il Quirinale.

 

matteo renzi alla leopolda 2021 10

Non a caso vengono invitati a parlare diversi esponenti di quest'area: Enrico Costa di Azione, Emilio Carelli e il sindaco di Genova Marco Bucci di Coraggio Italia, Benedetto Della Vedova di +Europa. Il leader di Italia viva sta preparando le truppe per la partitissima del Colle, ma quello sarà uno degli argomenti di oggi, quando chiuderà la manifestazione.

 

In questa seconda giornata nebbiosa e umida, invece, l'ex premier preferisce puntare sulla giustizia. Prima con una serie di interventi dal palco e in video: Annamaria Bernardini De Pace, Giandomenico Caiazza, Carlo Nordio e Sabino Cassese (a cui la Leopolda tributa una standing ovation).

 

matteo renzi alla leopolda 2021 9

Poi parla lui. Di Open ovviamente. Per un'ora e un quarto. Chiamando in causa gli ex compagni di partito, i dem: «Mi preoccupa il silenzio vigliacco di chi pure è venuto qui più volte. Ma non vi crediate assolti».

 

E Renzi, comunque, non ha nessuna intenzione di farlo. Hanno accusato Open di finanziare una corrente di partito («e quando un magistrato vuole decidere le forme della politica la democrazia è messa a rischio»).

 

matteo renzi alla leopolda 2021 8

Una tesi che il leader di Iv respinge e provocatoriamente fa scorrere l'immagine di Lorenzo Guerini e Paolo Gentiloni: «Se esisteva una corrente renziana, e non esisteva, i capi erano loro». Poi attacca a testa bassa: «Se noi facessimo come il Csm ci prenderemmo gli avvisi di garanzia per traffico di influenze».

 

I magistrati sono nel mirino: «Hanno impiegato più forze dell'ordine per le perquisizioni di Open che per prendere Matteo Messina Denaro, spendendo i soldi dei contribuenti». Quindi tocca ai 5 Stelle. Nei loro confronti, come sempre, è irridente: «Non so se sia un reato volerli distruggere. Il mio vero reato è stato quello di non essere riuscito a farlo. Ma ci stanno pensando loro con lo scontro sotterraneo tra Conte e Di Maio».

 

matteo renzi alla leopolda

Torna ad attaccare Pier Luigi Bersani che «ha ricevuto 98 mila euro dai Riva per la sua campagna elettorale» e da cui non accetta «lezioni di etica». Lo stesso dicasi per Massimo D'Alema che «è riuscito a distruggere il Monte dei Paschi di Siena, cosa che non erano riuscite a fare la guerra e la peste».

 

Va avanti, Renzi: «Io non mi fermo». E infatti fa sapere: «Chiederò di parlare in tutte le udienze». Per raccontare la storia così come la racconta agli «amici» della Leopolda. Una storia di 92 mila cartelle, «in cui ci sono messaggi privati che non hanno nessuna rilevanza penale».

 

salvini renzi

Messaggi, alcuni, scritti nelle chat quando era parlamentare: «Una palese violazione». E in questa giornata dei diritti violati o meno, il leader di Iv avanza una proposta: «Con Ivan Scalfarotto abbiamo lanciato un modo per superare il fallimento del ddl Zan. Un semplice articolo per allargare la tutela della legge Mancino ai casi di omofobia, transfobia e abilismo. Chi vuole la legge firma l'emendamento Scalfarotto».

 

Gli risponde Matteo Salvini, pur non citandolo direttamente: «Aumentare le pene per chi discrimina, offende e aggredisce in base all'orientamento sessuale? Per me si può votare anche domani, tanto che esiste una proposta di legge a mio nome al Senato».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....