mario draghi - 2

LO SCOSTAMENTO FATEVELO VOI! – OGGI IL CONSIGLIO DEI MINISTRI DOVREBBE VARARE UN PROVVEDIMENTO PER IL CARO BOLLETTE: NON SARÀ UN EMENDAMENTO AL DL AIUTI, MA UN DECRETO AUTONOMO – SALVINI E CONTE CHIEDONO UN NUOVO EXTRA DEFICIT, MENTRE LA MELONI FRENA. DRAGHI NON HA INTENZIONE DI FARE UN NUOVO SCOSTAMENTO DI BILANCIO: SERVONO UNA DECINA DI MILIARDI E IL GOVERNO CONTA DI TROVARNE OTTO-NOVE, SENZA TOCCARE IL DEBITO…

1 - ELEZIONI, PARTITI DIVISI SULLO SCOSTAMENTO DI BILANCIO PER IL CARO-BOLLETTE | GOVERNO AL LAVORO PER UN DECRETO AD HOC

Da www.tgcom24.mediaset.it

 

mario draghi al meeting di rimini 4

I partiti politici sono impegnati nella campagna elettorale in vista del voto del 25 settembre. La modalità per reperire le risorse per arginare il caro-bollette resta uno dei tempi centrali che divide i partiti. Se Giuseppe Conte ipotizza di lavorare tutti insieme allo scostamento di bilancio, Giorgia Meloni frena: "Siamo già indebitati, può essere solo l'extrema ratio".

 

Fissato per questa mattina alle 10 il Cdm: la riunione potrebbe servire anche per condividere il piano per i risparmi energetici che il ministro per la Transizione ecologica sta completando.

 

AGENDA DRAGHI MEME

Secondo fonti di Palazzo Chigi e del Mef, per mettere a punto una strategia valida contro il caro-bollette sarà necessario attendere però ancora qualche giorno, per avere una ricognizione delle risorse realmente a disposizione. Si attendono i calcoli dell'andamento delle entrate anche di agosto e, soprattutto, gli incassi della tassa sugli extraprofitti, dopo la stretta introdotta proprio con il decreto aiuti bis a inizio agosto.

 

Alle 10 il Cdm - Il Cdm in programma per questa mattina sarà centrato solo "sull'ordinaria amministrazione". La riunione potrebbe servire però anche per condividere il piano per i risparmi energetici che il ministro per la Transizione ecologica sta completando: Roberto Cingolani potrebbe fare una informativa ai colleghi anche per fermare indiscrezioni e proposte circolate nelle ultime settimane, dalle scuole chiuse il sabato allo smart working per due mesi nella Pa. Le nuove misure, che il governo punta ad approvare al più presto, non dovrebbero comunque confluire nel decreto aiuti bis, come ipotizzato in un primo momento.

 

SALVINI MELONI LETTA AL MEETING DI RIMINI

Conte: "Ragionare tutti insieme su un'eventuale variazione di bilancio" - E sulla ricetta per trovare le risorse si riscalda la campagna elettorale. Per Giuseppe Conte è necessario "ragionare tutti insieme" sullo scostamento di bilancio. "Sul piano interno la prima cosa da fare è recuperare quei 9 miliardi" della tassazione sugli extraprofitti, "quella norma è stata scritta male. Dobbiamo assolutamente recuperare questi soldi, queste risorse sono preziose. E poi diciamo da tempo che bisogna valutare tutti insieme, ma in modo ragionato, un'eventuale variazione di bilancio. Tutto questo era già scritto. Non è stato fatto e siamo in forte ritardo".

 

GIORGIA MELONI MARIO DRAGHI BY DE MARCO

Meloni: "Scostamento di bilancio extrema ratio" - Sullo scostamento di bilancio frena Giorgia Meloni. "Lo scostamento di bilancio ovvero un ulteriore debito per questa nazione è l'extrema ratio - ha detto infatti la leader di Fratelli d'Italia -. Siamo la nazione del mondo occidentale che si è già indebitata di più con i soldi del Pnrr. Ora abbiamo quelle risorse che in teoria sono destinate a fare altro prioritariamente perché per l'energia c'è molto poco. Io dico che le priorità sono cambiate e che la prima cosa che dovremmo fare è rivedere quelle priorità dei soldi per i quali già ci siamo indebitati per concentrarci sulla priorità delle bollette".

 

MARIO DRAGHI E MAURIZIO LANDINI

2 - IL GOVERNO CEDE AL PRESSING OGGI IL CDM SULL'ENERGIA, MA SENZA TOCCARE IL DEBITO

Massimiliano Scafi per “il Giornale”

 

Ecco, sbuffano a Palazzo Chigi, ci mancava giusto Landini. «Così non si regge - sostiene il segretario della Cgil - c'è bisogno di risorse robuste e urgenti». E il cerchio si chiude.

Da Letta che parla di «intervento improcrastinabile», a Salvini che vuole riaprire il Parlamento per approvare venti miliardi di extra deficit, fino al leader degli industriali Carlo Bonomi che spiega come «le imprese non possono più attendere»: il governo è circondato, le pressioni aumentano e tra i partiti soltanto Giorgia Meloni, che non vuole ereditare una crisi finanziaria, si dichiara contraria a toccare i conti pubblici. E il sentiero di Mario Draghi per evitare il collasso senza sforare il bilancio diventa sempre più stretto. Lui però non sembra voler cambiare rotta, si fa quello che si può con i soldi che ci sono in cassa.

 

mario draghi al meeting di rimini 5

Stamani infatti al Consiglio dei ministri potrebbe arrivare il caro bollette. L'intervento, reclamato a gran voce da tutti, avrebbe la forma di un decreto autonomo e non di un emendamento al dl Aiuti bis. Intanto prosegue lo stoccaggio del gas: raggiunta quota 82 per cento.

 

Fastidio? Amarezza per le difficoltà delle ultime settimane alla guida del Paese? No, dicono, il premier è sereno e concentrato sul lavoro. Certo, la situazione è drammatica. L'inflazione, la guerra, l'energia, l'affanno di famiglie e industrie.

 

daniele franco

Servono subito almeno una decina di miliardi e il governo conta di trovarne otto-nove, senza però toccare il debito perché lo scostamento sarebbe un pessimo segnale per i mercati e le misure sugli extra profitti non si possono replicare, altrimenti non sarebbero più straordinari.

 

E allora? Allora si cerca di raggranellare la cifra accelerando la riscossione della tassa sui super introiti. Nell'ultimo anno Palazzo Chigi ha messo nel piatto dell'energia quasi cinquanta miliardi di euro. Solo la Germania ha speso di più e adesso i soldi sono finiti. Quello che si può fare è una proroga di 15 giorni, fino al 5 ottobre, dello sconto di 30 centesimi per benzina e diesel.

 

E qui si ritorna all'extra deficit. Una soluzione che, sembra, il premier ritiene al momento inapplicabile, almeno finché non cambiano le regole europee o non ci sia un'iniziativa comune di Bruxelles. Nel frattempo però il pressing trasversale dei partiti aumenta.

 

videomessaggio di draghi per la festa nazionale dell'ucraina 1

L'idea di fondo di chi vuole sforare è che siamo di fronte a una situazione eccezionale, che lega gas, carovita, guerra. Quella dell'energia è un'arma che i russi stanno usando con spietata efficacia per minare la base di consenso dei Paesi occidentali nei confronti dei governi. Il problema non è solamente economico-finanziario ma di coesione sociale: per sostenere la politica estera e le sue difficili scelte occorre evitare in tutti i modi di far pagare il conto alla gente.

 

Già ora l'inflazione sfiora il nove per cento. Per l'autunno si prevede un aumento di 600 euro per la spesa alimentare: quanto reggeranno gli italiani? Argomenti che spingono Matteo Salvini a sollecitare interventi decisi.

mario draghi daniele franco roberto cingolani

 

«Apriamo le Camere e mettiamo un tetto agli aumenti, altrimenti i lavoratori moriranno nelle fabbriche chiuse». Parole simili a quelle di Letta: «Blocchiamo le bollette e fermiamo la speculazione. Siamo pronti a sostenere le scelte del governo». Pure Antonio Tajani dice sì allo scostamento di bilancio, «se la situazione dovesse precipitare». Ma la leader di FdI e contraria. «Questi debiti li pagheranno i nostri figli». E impiomberebbero un governo Meloni.

mario draghi e maurizio landinimario draghi al meeting di rimini 6

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…