E SE FOSSE LA GERMANIA A FAR SALTARE L'EURO ADDOSSANDO LA COLPA AI GRECI? - A BERLINO MOLTI GLI ECONOMISTI CONVINTI CHE EUROLANDIA POSSA SOPPORTARE IL “GREXIT” MA L’EURO E’ DIVENTATO ZAVORRA PER L’ECONOMIA CRUCCA

Marcello Bussi per “Milano Finanza
 

TSIPRAS TSIPRAS

Potrà sorprendere ma Alexis Tsipras, il leader del partito di opposizione greco Syriza, può contare su autorevoli estimatori in Germania. E non si tratta degli esponenti della Linke, il terzo partito tedesco composto in buona parte da ex comunisti della Germania Est. Qui si parla di esponenti dell'establishment molto ascoltati a Berlino e saldamente ancorati ai valori del liberismo.

 

Per esempio secondo Hans Werner Sinn, presidente dell'Ifo, l'istituto di ricerca che elabora l'omonimo indice di fiducia delle imprese tedesche, Tsipras è uno dei pochi politici greci «che hanno capito la natura del problema» ed è disposto a prendersi i relativi rischi. In un'intervista pubblicata ieri da Handelsblatt, Sinn ha dichiarato che «con un forte taglio del debito, palese o dissimulato, ci sarebbe un'altra bancarotta» della Grecia, «alla quale seguirebbero nuovi prestiti e nuovi tagli del debito, ancora e ancora per i prossimi anni».

 

TSIPRAS TSIPRAS

L'unico modo per uscire da questo vicolo cieco, secondo Sinn, è «ristabilire la competitività della Grecia attraverso la svalutazione della sua moneta, quindi una graduale uscita dall'euro che ha come condizione un nuovo taglio del debito. Tutto questo va deciso e coordinato a livello internazionale». Il presidente dell'Ifo vede il bisogno di un'azione urgente perché «la situazione è insopportabile per la popolazione».

 

Lo dimostra il fatto che la disoccupazione è raddoppiata al 26% dal maggio 2010, quando venne dato il via alla prima tranche di prestiti al Paese con il contestuale arrivo della Troika (in totale i prestiti ammontano a 240 miliardi di euro), mentre la produzione industriale è inferiore del 30% rispetto ai livelli pre-crisi.

 

hans werner sinn hans werner sinn

Per non parlare dei salari, che sono ancora il doppio di quelli polacchi. Una differenza che non può essere colmata da nessun genere di riforma strutturale del mercato del lavoro, ma solo da un nuovo taglio del 50% degli stipendi.

 

Una pretesa che si può immaginare poco digeribile dai lavoratori greci. In definitiva, Sinn è convinto che in ogni modo la Grecia non sia in grado di ripagare i suoi debiti (probabilmente tutti gli attori coinvolti nella vicenda sono dello stesso avviso). Per il capo dell'Ifo, se la Grecia uscisse dall'euro la Germania accuserebbe perdite al massimo per 76 miliardi di euro. Stesso risultato se si insistesse con i prestiti, che alla fine non verrebbero comunque restituiti.

 

Tanto vale, allora, rompere il circolo vizioso, consentendo così alla Grecia di avere una possibilità di ripresa economica. Una posizione, quella di Sinn, che non dovrebbe stupire nessuno, visto che il governo tedesco non ha smentito in maniera inequivocabile le indiscrezioni di sabato scorso del settimanale Der Spiegel, secondo cui la cancelliera tedesca Angela Merkel e il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, si sono convinti che Eurolandia sia assolutamente in grado di sopravvivere all'uscita della Grecia dalla moneta unica.

schauble MERKELschauble MERKEL

 

Vista però la reazione delle borse a questa prospettiva (due giorni fa piazza Affari ha perso il 4,9% e ieri lo 0,2%, fallendo così il tentativo di rimbalzo), parrebbe invece che i mercati non siano affatto convinti che l'uscita della Grecia sarebbe indolore. Anzi. Per spiegare questa contraddizione non è il caso di fare dietrologie.

 

Però bisogna ricordare una cosa che spesso viene dimenticata: la Germania, intesa come una parte consistente della sua élite (per non parlare dei pensionati tedeschi, i cui risparmi non rendono niente a causa della politica dei tassi zero adottata dalla Bce dell'italiano Mario Draghi), non ha mai sopportato l'euro: la moneta unica è stata infatti imposta dalla Francia in cambio del via libera alla riunificazione tedesca.

 

MARIO DRAGHI MARIO DRAGHI

La Germania è poi stata abilissima nello sfruttare tutte le possibilità offertele dalla moneta unica (qualcuno sostiene che l'euro non è stato fatto per impedire all'Italia di svalutare, ma per consentire alla Germania di farlo). Con il riacutizzarsi della crisi greca l'unione monetaria è però tornata a un punto morto.

 

Dopo aver spremuto fino in fondo il limone dell'euro, ora la Germania è sull'orlo della recessione e della deflazione. A Berlino sanno che l'unico modo efficace per superare l'impasse è quello di aprire il portafoglio. Cosa che da quelle parti non vuole fare nessuno. L'alternativa è buttare via il limone spremuto. E allora l'uscita di Sinn potrebbe essere strumentale al raggiungimento di questo obiettivo non dichiarato.

 

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE... 

giorgia meloni matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - GESÙ È RISORTO, MA DA DOMANI INIZIA UNA NUOVA VIA CRUCIS PER L’ARMATA BRANCA-MELONI: ANCHE SE LO SCANDALO PIANTEDOSI-CONTE FOSSE SOLTANTO UNA RIVALSA SENTIMENTALE DELLA GIOVANE DONNA SEDOTTA E ABBANDONATA DAL POTENTONE, È COMUNQUE UNA MINA PIAZZATA SOTTO PALAZZO CHIGI. L’UNICO CHE GODE È MATTEO SALVINI, CHE DA TEMPO SOGNA DI PRE-PENSIONARE IL SUO EX CAPO DI GABINETTO PIANTEDOSI PER TORNARE AL VIMINALE – PERCHÉ I DONZELLI E LE ARIANNE HANNO LASCIATO SENZA GUINZAGLIO IL GIOVANE VIRGULTO DI ATREJU, MARCO GAETANI? PERCHÉ LA DUCETTA HA PERMESSO UNA TALE BIS-BOCCIA? E SOPRATTUTTO: QUANTO POTRÀ RESISTERE PIANTEDOSI? FINIRÀ COME SANGIULIANO: DOPO AVERLO DIFESO DI SOPRA E DI SOTTO, POI LA FIAMMA MAGICA LO COSTRINGERÀ A FARSI ‘’CONFESSARE’’ DA CHIOCCI AL TG1? QUALI RIVELAZIONI E QUANTE INTERVISTE HA IN SERBO LA MESSALINA CIOCIARA? NEI PROSSIMI GIORNI SALTERANNO FUORI MAIL, POST E CONTRATTI CHE POTRANNO ANCOR DI PIÙ SPUTTANARE IL MINISTRO INNAMORATO? AH, NON SAPERLO...

vespa lollobrigida infante rossi

VIDEO-FLASH! - VESPA, FURIA CONTINUA - NON ACCENNA A SBOLLIRE L’IRA DELL’OTTUAGENARIO CONDUTTORE DI “PORTA A PORTA” PER AVER SUBITO LA SOVRAPPOSIZIONE DEL PROGRAMMA DI MILO INFANTE SU RAI2 – DOPO L’INTEMERATA IN DIRETTA (“UNA CORTESE, SOTTOMESSA PREGHIERA AI RESPONSABILI DI QUESTA AZIENDA PERCHÉ FACCIANO RISPETTARE LE REGOLE’’), AL RECENTE INCONTRO IN MASSERIA, VESPA HA RINCARATO LA DOSE CON LOLLOBRIGIDA. BERSAGLIO: L’AD GIAMPAOLO ROSSI. E GIU’ LAGNE DEL TIPO: PERCHÉ MELONI INSISTE A TENERLO ANCORA LÌ… - VIDEO

matteo piantedosi claudia conte

TUTTE LE DOMANDE SUL CASO CONTE-PIANTEDOSI – PERCHÉ CLAUDIA CONTE, CHE SOSTIENE DI ESSERE UNA “PERSONA MOLTO RISERVATA”, HA DECISO DI ROMPERE GLI INDUGI E DICHIARARE AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO PROPRIO ADESSO? LA GIORNALISTA E “PRODUCER” DEI SUOI AFFARI SI È RESA CONTO DI AVER MESSO IN DIFFICOLTÀ IL PREFETTO IRPINO, E PURE SE STESSA (I SUOI INCARICHI PASSATI E FUTURI SARANNO PASSATI AL SETACCIO) – CON TUTTI I GIORNALISTI CHE CONOSCE, PERCHÉ CLAUDIA CONTE SI È FATTA INTERVISTARE DAL “FRATELLINO D’ITALIA” MARCO GAETANI, CONCORDANDO PRIMA LA DOMANDA SU PIANTEDOSI? IL BOCCOLUTO CONDUTTORE DI RADIO ATREJU SI È ACCORTO CHE LA NOTIZIA SAREBBE STATA UNA BOMBA SU PALAZZO CHIGI? – INFINE, LA DOMANDA DELLE DOMANDE: QUAL È L’OBIETTIVO DEL “COMING OUT”? C’È UN INTERESSE SINGOLO O MULTIPLO? E DI CHI? È DI CONTE E PIANTEDOSI INSIEME? DELLA SOLA EX "RAGAZZA CINEMA OK"? OPPURE LA NOTIZIA INTERESSA ANCHE QUALCUN ALTRO, CON CONSEGUENZE POTENZIALMENTE FATALI PER IL GOVERNO?

parolin papa leone xiv prevost pena parra barbara jatta franceaca francesca immacolata chaouqui

DAGOREPORT - GRRRRR! LA ZAMPATA DI PAPA LEONE: IN SOFFITTA L’ERA BERGOGLIO, PIENI POTERI A PAROLIN - PREVOST HA RESTITUITO IL FAVORE DELLA SUA ELEZIONE AL TRONO DI PIETRO CONCEDENDO, FINALMENTE IL GOVERNO DELLA CHIESA A PIETRO PAROLIN - PER 13 ANNI IL SEGRETARIO DI STATO E' STATO INFATTI IGNORATO E UMILIATO, PREFERENDO IL PAPA ARGENTINO FARSI RIMBAMBIRE DAL DISCUSSO EDGAR PEÑA PARRA, UNA SORTA DI RASPUTIN NELLE STANZE DI SANTA MARTA - COME NUOVO SOSTITUTO AGLI AFFARI GENERALI DELLA SEGRETERIA DI STATO ARRIVA PAOLO RUDELLI, MENTRE PEÑA PARRA VIENE ACCANTONATO COME NUNZIO IN ITALIA MA PARE CHE DURERÀ POCO: IL SUO NOME È DESTINATO A RIENTRARE NELLE CARTE DEL PROCESSO BECCIU - CON PAROLIN LA CURIA TORNA AD ESSERE UN'ISTITUZIONE CATTOLICA. E FORSE PER QUESTO C’È GRANDE AGITAZIONE TRA “LE CARDINALESSE” DELL'ERA BERGOGLIO, PRIVE DELLO SCUDO  DELLO SCUDO DI PEÑA PARRA: SUOR RAFFAELLA PETRINI, PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO VATICANO; BARBARA JATTA, DIRETTRICE DEI MUSEI VATICANI; L’AVVOCATO CANONICO LAURA SGRÒ, PALADINA DI CAUSE MOLTO MEDIATIZZATE E FRANCESCA IMMACOLATA (SI FA PER DIRE) CHAOUQUI...

matteo piantedosi claudia conte

FLASH – FERMI TUTTI: MATTEO PIANTEDOSI E CLAUDIA CONTE SI CONOSCEVANO GIÀ PRIMA CHE IL PREFETTO IRPINO DIVENTASSE MINISTRO! IL 16 DICEMBRE 2021, PIANTEDOSI PARTECIPÒ ALLA PRESENTAZIONE DEL ROMANZO DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, “LA LEGGE DEL CUORE”. UN EVENTO PATROCINATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA, ALLORA GUIDATO DA “SU-DARIO” FRANCESCHINI – GLI “ADDETTI AI LIVORI” “DATANO” L’INIZIO DELLA RELAZIONE TRA I DUE AL 2023, QUANDO CLAUDIA CONTE MODERÒ UN CONVEGNO SULL'EREDITÀ DI ALDO MORO AL SENATO, A CUI PARTECIPAVA IL MINISTRO DELL'INTERNO. AVEVANO INIZIATO A FREQUENTARSI PRIMA?