joe biden benjamin netanyahu abdallah bin salman bin zayed

SEMPRE MEGLIO I SIONISTI DEGLI SCIITI - IL MONDO ARABO SUNNITA È STATO FONDAMENTALE PER DIFENDERE ISRAELE DALL’ATTACCO IRANIANO: GLI EMIRATI DEL GOLFO HANNO CONDIVISO I DATI DI INTELLIGENCE, E I CACCIA GIORDANI HANNO CONTRIBUITO AD ABBATTERE DRONI E MISSILI – BIDEN VUOLE RIPARTIRE DA QUI PER RILANCIARE LE RELAZIONI DIPLOMATICHE DEGLI ACCORDI DI ABRAMO, MANDATE A PUTTANE DALLE STRAGI DI HAMAS E DALLA RISPOSTA ISRAELIANA A GAZA – L’ASSE CON BENNY GANTZ, SU CUI PUNTANO GLI USA PER IL DOPO-NETANYAHU

Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per “la Repubblica”

 

LA DIFESA DI ISRAELE DALL ATTACCO IRANIANO

Dalla grande battaglia notturna potrebbe nascere l’embrione di un’idea diversa di Medio Oriente e di un nuovo paradigma della sicurezza globale in grado di estendersi addirittura fino all’Europa. Perché se Israele è riuscito a fermare le ondate di ordigni iraniani non è stato solo per l’efficienza della sua cupola antiaerea: il successo è dovuto soprattutto all’alleanza con i Paesi sunniti, mediata e gestita dagli Stati Uniti.

 

attacco dell iran a israele cielo di gerusalemme

Sulla scia degli accordi di Abramo è stata infatti tessuta la ragnatela di un’altra intesa, molto più riservata e operativa, chiamata Mead ossia Middle East Air Defence. Un patto top secret che mette insieme le informazioni dei radar oltre a coordinare le operazioni di caccia e batterie terra- aria di numerose nazioni arabe, legate allo Stato ebraico dalla volontà di fermare la potenza missilistica di Teheran.

 

Quanto questa collaborazione abbia pesato nella lunga notte dei droni lo si capisce dalla frase del ministro della Difesa Yoav Gallant: «Il mondo ha visto il potere di una coalizione: ha visto come Israele insieme con gli Stati Uniti e con altre nazioni hanno bloccato questo attacco in una maniera che non ha precedenti».

 

[…] a Israele sono arrivati dati vitali sull’inizio dell’assalto e sulla rotta degli incursori sparati dalla Repubblica Islamica. Li hanno forniti gli emirati del Golfo, secondo i meccanismi del Mead messi a punto dal Pentagono che vengono gestiti dal Centcom statunitense: non a caso il suo capo, il generale Michael Erik Kurilla, è rimasto fisicamente nel comando delle Israeli Defense Forces per tutta la durata della crisi.

 

Vladimir Putin Ali Khamenei Ebrahim Raisi

La paura degli ayatollah ha dimostrato di essere più forte di 191 giorni di bombardamenti su Gaza, convincendo i reali sunniti a mettere da parte le critiche verso il governo Netanyahu per dare forza a uno scudo comune che non si era mai visto nella storia del Medio Oriente.

 

Ovviamente, dopo l’invasione terrestre della Striscia scatenata in risposta ai massacri di Hamas del 7 ottobre, i rapporti con lo Stato ebraico non trovano consenso tra la popolazione musulmana e l’attività concreta svolta l’altra notte viene tenuta segreta. Persino i nomi dei Paesi che aderiscono al Mead sono top secret ma è trapelato che da due anni nelle riunioni tecniche la mobilitazione contro gli artigli degli ayatollah ha messo allo stesso tavolo le autorità militari di Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Uniti, Giordania, Egitto, Bahrein, Marocco.

IRANIANI FESTEGGIANO L ATTACCO A ISRAELE

 

Questa inedita coalizione ha superato una prova del fuoco micidiale e ora sta diventando il punto di riferimento per disegnare gli scenari futuri: un modello alternativo per dare nuovo impulso alle relazioni tra Israele e le monarchie sunnite, partendo dalla consapevolezza della situazione geopolitica.

 

L’abbraccio tra Mosca e Teheran cementato nella guerra in Ucraina sta facendo crescere in maniera esponenziale la qualità dell’arsenale iraniano, grazie all’arrivo di armamenti russi d’ultima generazione come i cacciabombardieri Sukhoi 35, ma soprattutto grazie ai suggerimenti tecnici per migliorare la produzione di ordigni a lungo raggio. Sabato notte la propaganda filo-iraniana ha sostenuto che fossero entrati in azione missili ipersonici e droni Shaded 236 con motore a reazione, entrambi partoriti da questo scambio di tecnologie.

 

resti di un missile iraniano

Il sostegno economico di Pechino e l’intensificazione delle esercitazioni cinesi con le forze russe e iraniane non fa che aumentare i timori sull’eventualità che la Repubblica islamica possa cogliere il momento favorevole per alzare il tiro contro gli storici rivali sunniti. E le immagini dei missili che hanno invaso il cielo di Amman, Baghdad, Beirut hanno trasmesso un brivido di paura in tutte le capitali della regione […].

 

La minaccia non spaventa solo le corti arabe: la presenza al fianco di Israele di intercettori francesi e britannici nella battaglia notturna conferma quanto la preoccupazione contagi l’Europa. Ieri se ne sarebbe discusso anche al quartiere generale della Nato in una serie di riunioni informali con i rappresentanti statunitensi per capire come proteggere il Vecchio Continente, oggi totalmente privo di difese antimissile, da un’incursione simile: l’unico schermo può venire dalle batterie e dagli incrociatori americani.

benjamin netanyahu, donald trump e i ministri degli esteri di barhein e emirati arabi uniti

 

Ecco che all’improvviso la vittoria contro lo sciame modifica equilibri e rapporti di forza. Il presidente Biden può chiedere a Netanyahu di fermare la ritorsione per l’attacco, mettendo sul tavolo una strategia più larga e più incisiva per affrontare la questione iraniana che non i raid omicidi contro i dirigenti dei Guardiani della Rivoluzione.

 

Biden è stato il regista del Mead, a cui aveva iniziato a lavorare già quando era vice di Obama, e ora può indicarlo come l’architrave concreto di un’iniziativa di respiro strategico che può rilanciare la tela diplomatica strappata dalle stragi di Hamas e dalle vittime civili di Gaza.

resti di un missile iraniano

 

Non a caso, nel 2022 l’artefice israeliano dell’accordo anti-iraniano è stato l’allora ministro della Difesa Benny Gantz: il membro del gabinetto di guerra che pochi giorni fa ha chiesto le dimissioni di Netanyahu. E che ieri ha invocato la creazione una “coalizione regionale per contrastare Teheran” […]. Un’altra visione, che può cambiare tutto. All’interno e all’esterno di Israele.

lancia razzi iranraid israeliano contro l ambasciata iraniana a damasco, in siria 8ATTACCO IRANIANO A ISREALE raid israeliano contro l ambasciata iraniana a damasco, in siria 9droni iraniani abbattuti da israele 3iran lancia attacco contro israele usando decine di droniiraniani festeggiano attacco a israele 11vladimir putin ali khamenei droni iraniani abbattuti da israele 2gabinetto di guerra israele iron dome in funzione attacco iraniano a israele iraniani festeggiano l attacco a israele

Ultimi Dagoreport

davide vecchi salvini

FLASH! L'ADDIO DELLA RAVETTO ALLA LEGA SCOPERCHIA IL GRAN CASINO NEL NUOVO STAFF COMUNICAZIONE DEL PARTITO! SALVINI HA VOLUTO AFFIDARE I GRUPPI PARLAMENTARI A DAVIDE VECCHI, (CHE DA GIORNALISTA DEL "FATTO QUOTIDIANO", LO PERCULAVA) E NEL GIRO DI POCHI MESI DUE DIPENDENTI SE NE SONO GIA' ANDATI "PER IL BRUTTO CLIMA". PARE CHE VECCHI PIACCIA SOLO A SALVINI E ALLA FAMIGLIA VERDINI - TRA LE RAGIONI DELL'ADDIO ALLA LEGA DELLA RAVETTO CI SAREBBE ANCHE LA DIFFICOLTÀ AD ACCEDERE ALLE TRASMISSIONI TV, L'UNICA COSA CHE VERAMENTE LE STAVA A CUORE...

 
 
fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…