franco gabrielli elisabetta belloni mario draghi

UN SERVIZIETTO AI SERVIZI - I CAPI DELL'INTELLIGENCE ITALIANA ED I LORO VICE NON POTRANNO LAVORARE CON "SOGGETTI ESTERI, PUBBLICI O PRIVATI" NEI TRE ANNI SUCCESSIVI ALLA FINE DEL LORO INCARICO TRA GLI 007 (LA NOTIZIA E' CHE POTEVANO FARLO, FINO A IERI) - LO PREVEDE UN DPCM DI DRAGHI, PUBBLICATO OGGI IN GAZZETTA UFFICIALE. IL PROVVEDIMENTO ARRIVA DOPO LE POLEMICHE SEGUITE ALL'INGRESSO DEL DIRETTORE DEL DIS, ELISABETTA BELLONI, NELLA ROSA DEI CANDIDATI AL QUIRINALE

MARIO DRAGHI

1 - DOPO FINE CARICA, CAPI 007 NON POTRANNO LAVORARE CON ESTERO

(ANSA) - I capi dell`intelligence italiana ed i loro vice non potranno lavorare con "soggetti esteri, pubblici o privati" nei tre anni successivi alla cessazione del loro incarico. Lo prevede un decreto del presidente del Consiglio, Mario Draghi, pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento arriva dopo le polemiche seguite all`ingresso del direttore del Dis, Elisabetta Belloni, nella rosa dei candidati al Quirinale, ma in realtà era già stato messo a punto in precedenza ed esaminato anche dal Copasir che aveva dato parere positivo. 

 

ELISABETTA BELLONI FRANCO GABRIELLI

E` stato ritenuto, si legge nel testo, di introdurre "un`apposita disciplina in tema di  incompatibilità successive al rapporto di impiego presso gli organismi di informazione per la sicurezza, al fine di limitare il rischio di un possibile pregiudizio alla tutela del patrimonio informativo acquisito durante l`espletamento dell`incarico, ovvero alla sicurezza nazionale, che possa derivare dall`instaurazione di rapporti lavorativi, professionali o di consulenza, nonche`  dall`assunzione  di  cariche,  presso  soggetti esteri o a questi riconducibili".   La misura vale anche per coloro che "abbiano svolto incarichi dirigenziali di prima fascia di preposizione a strutture organizzative di livello dirigenziale generale".

 

2 - 007 ITALIANI IN AZIENDE ESTERE? DRAGHI METTE UN FRENO

Gabriele Carrer per www.formiche.net

 

MARIO DRAGHI

D’ora in avanti, i vertici dell’intelligence italiana – cioè del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna e dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna – non potranno, “nei tre anni successivi alla cessazione dall’incarico, svolgere attività lavorativa, professionale o consulenziale, ovvero ricoprire cariche presso i soggetti esteri, pubblici o privati”. È quanto si legge nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 21 gennaio scorso.

 

L’obiettivo della norma è reso chiaro dallo stesso decreto: “limitare il rischio di un possibile pregiudizio alla tutela del patrimonio informativo acquisito durante l’espletamento dell’incarico, ovvero alla sicurezza nazionale, che possa derivare dall’instaurazione di rapporti lavorativi, professionali o di consulenza, nonché dall’assunzione di cariche, presso soggetti esteri o a questi riconducibili”.

 

SERVIZI SEGRETI A ROMA

A ispirare la disposizione dei tre anni di raffreddamento è il fatto che “l’informazione è una delle merci più rapidamente deperibili e che, oggi, nessun segreto dura troppo a lungo, neanche quelli in mano all’intelligence”, per utilizzare le parole scritte dal prefetto Adriano Soi qualche giorno fa su Formiche.net con riferimento all’eleggibilità dei vertici del comparto.

 

Il regolamento modifica il decreto del presidente del Consiglio dei ministri 23 marzo 2011, numero 1, aggiungendo un nuovo articolo, il 46-bis.

 

FRANCO GABRIELLI

Il primo comma prevede le sopracitate “incompatibilità successive al rapporto di impiego presso gli Organismi”. I soggetti interessati sono direttore generale e vice direttore generale del Dis, direttore e vice direttore di Aise e Aisi, ma anche coloro che svolgono incarichi dirigenziali di prima fascia e siano preposti a strutture organizzative di livello dirigenziale generale presso il Dis o le agenzie. E come spiega l’articolo 2 (“Disposizioni transitorie”), il regolamento si applica “anche a coloro che, alla data di entrata in vigore del presente regolamento” – cioè il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale –, ricoprono questi incarichi.

 

LUIGI DI MAIO E ELISABETTA BELLONI A PRANZO

Ma torniamo al primo articolo. Il secondo comma spiega cosa si intende per “soggetti esteri, pubblici o privati”. Tre i casi: “a) qualsiasi persona fisica o persona giuridica che non abbia la residenza, la dimora abituale, la sede legale o dell’amministrazione, ovvero il centro di attività principale nello Stato italiano, o che non sia comunque ivi stabilita; b) qualsiasi persona giuridica che abbia stabilito la sede legale o dell’amministrazione o il centro di attività principale nello Stato italiano o che sia comunque ivi stabilita, e che risulti controllata, direttamente o indirettamente, dai soggetti di cui alle lettere a) e c); c) un’amministrazione pubblica, compresi organismi statali o Forze armate, di uno Stato diverso da quello italiano”.

 

SERGIO MATTARELLA FRANCO GABRIELLI

Inoltre, il presidente del Consiglio o l’Autorità delegata, ove istituita, possono anche porre il veto “all’assunzione di incarichi o cariche presso soggetti privati italiani cui si applica il decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21”, cioè la normativa cosiddetta Golden power, “qualora l’influenza da parte dei soggetti esteri di cui al comma sia tale da poter porre un pregiudizio alla tutela del patrimonio informativo acquisito durante l’espletamento del mandato, ovvero possa costituire altrimenti un rischio per la sicurezza nazionale”. È quanto viene previsto dal terzo comma. Il presidente del Consiglio o l’Autorità delegata possono esercitare il potere di veto entro 45 giorni “dal ricevimento dell’informativa” oppure, “in assenza della predetta comunicazione, d’ufficio”. È previsto, inoltre che nel caso di istruttoria “di particolare complessità”, il termine di 45 giorni possa “essere sospeso, per una sola volta, per un massimo di venti giorni”. Il decreto con cui e’ esercitato il potere di veto è trasmesso al Copasir.

ELISABETTA BELLONI LUIGI DI MAIO

 

Il quarto comma prevede l’impegno “all’atto dell’assunzione dell’incarico” presso gli organismi (cioè l’intelligence) a non assumere incarichi come previsto dalla legge. Un impegno a cui si somma quello a quello fondamentale del comparto, cioè alla riservatezza.

 

I contratti e gli incarichi che violino le disposizioni “sono nulli, con obbligo di restituzione dei compensi eventualmente percepiti e accertati”, recita il quinto comma.

 

La vigilanza e l’applicazione delle disposizione sono compito del Dis, spiega il sesto.

 

L’iter del Dpcm è iniziato alcune settimane fa e si è concluso, dopo i passaggi al Copasir e al Cisr, con la firma del decreto da parte presidente del Consiglio Mario Draghi il 21 gennaio scorso. Cioè, pochi giorni prima che le Camere si riunissero per (ri)eleggere il presidente della Repubblica e prima che l’intelligence finisse in mezzo alla partita quirinalizia con Elisabetta Belloni, direttore generale del Dis, coinvolta dalle forze politiche nelle polemiche.

Ultimi Dagoreport

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…