giorgia meloni sud nord autonomia

SI METTE MALE PER LA MELONI: IL FRONTE ANTI-AUTONOMIA È SEMPRE PIÙ AMPIO – DOPO PUGLIA E SARDEGNA, ANCHE TOSCANA E CAMPANIA AVVIERANNO RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE CONTRO LA LEGGE CALDEROLI - E LA RACCOLTA DELLE FIRME PER CHIEDERE IL REFERENDUM ABROGATIVO HA GIÀ RAGGIUNTO LE 500 MILA FIRME NECESSARIE PER LA CONSULTAZIONE POPOLARE – IL DAGOREPORT: L’ESITO DELLA CONSULTAZIONE SULL’AUTONOMIA È SCONTATO (SONDAGGI: I CONTRARI DAL 65 AL 75%). E A QUEL PUNTO SALVINI POTREBBE AZZARDARE UN PAPEETE 2…

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Estratto dell’articolo di Antonio Fraschilla per “la Repubblica”

 

giorgia meloni 12

Dopo la Puglia, anche Sardegna, Toscana e Campania avviano ricorsi alla Corte Costituzionale contro la legge Calderoli sull’Autonomia differenziata. Nel frattempo la raccolta delle firme per chiedere il referendum abrogativo ha già raggiunto le 500 mila firme necessarie per la consultazione popolare. Una strategia a «doppio binario», come la definisco dal centrosinistra, per fermare lo «spacca Italia»: la riforma cara alla Lega e varata dal centrodestra guidato dalla premier Giorgia Meloni.

 

RACCOLTA FIRME CONTRO L AUTONOMIA DIFFERENZIATA

Dopo la giunta pugliese guidata da Michele Emiliano, ieri è stata la volta della giunta sarda presieduta di Alessandra Todde dei 5 stelle: «Sono orgogliosa che la Sardegna sia capofila in questa battaglia, in difesa di chi ha di meno e contro la volontàdi questo governo di aumentare una disparità inaccettabile tra i territori », dice Todde […]

 

Nel ricorso della Sardegna si fa riferimento alla «gravissima lesione del principio di leale collaborazione» tra enti dello Stato, considerando che le intese con i governatori che chiedono l’Autonomia vengono varate dal Palazzo Chigi senza alcun coinvolgimento della conferenza Stato-Regioni. […]

 

PROTESTA DELLE OPPOSIZIONI CONTRO IL DDL AUTONOMIA

Oggi sarà invece la volta della Toscana, guidata dal dem Eugenio Giani. E lunedì sarà presentato il ricorso alla Consulta della Campania di Vincenzo De Luca. Non ci sarà il ricorso di un’altra regione “rossa”, l’Emilia Romagna: dopo le dimissioni del governatore Stefano Bonaccini, eletto all’Europarlamento, la giunta non ha la forza politica per votare una delibera del genere.

 

A luglio però il consiglio regionale ha votato una mozione per chiedere il referendum abrogativo. Che è la seconda strada che l’opposizione sta percorrendo per fermare la legge Calderoli. Per il referendum abrogativo occorrono i voti di cinque consigli regionali o la raccolta di 500 mila firme. E quest’ultime ieri sono state raccolte, anche se l’obiettivo politico resta arrivare ad almeno un milione […]

SONDAGGIO IPSOS SULL AUTONOMIA 2SONDAGGIO IPSOS SULL AUTONOMIA 1RACCOLTA FIRME CONTRO L AUTONOMIA DIFFERENZIATA

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