barack obama kamala harris joe biden donald trump

SI SCRIVE BIDEN, SI LEGGE OBAMA – IL VERO BURATTINAIO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE DEL VECCHIO JOE È BARACK, CHE ALLA CONVENTION DI MILWAUKEE FA IL DISCORSO PIÙ DURO CONTRO TRUMP: “RADERÀ AL SUOLO LA DEMOCRAZIA, VA FERMATO” – “HO SPERATO CHE MANIFESTASSE QUALCHE INTERESSE A PRENDERE SERIAMENTE IL SUO LAVORO, MA NON È CRESCIUTO, PERCHÉ NON PUÒ” – E PUNTA A KAMALA COME LEADER DEL FUTURO (JOE AVRÀ 78 ANNI A NOVEMBRE) – VIDEO

 

 

1 – "CON TRUMP DEMOCRAZIA IN PERICOLO" E OBAMA DETTA L'AGENDA AI DEMOCRATICI

Paolo Mastrolilli per “la Stampa”

 

il discorso di barack obama alla convention dem 4

Barack e Kamala, cioè il primo presidente nero degli Usa, e quella che spera di diventare la prima donna di colore alla Casa Bianca. Già dai nomi si intuisce la rivoluzione che i democratici stanno tentando in America, che però passa prima dal sostegno di un uomo bianco irlandese di 77 anni alla presidenza.

joe biden nominato candidato presidente per i democratici

 

Perciò ieri Obama e Harris hanno parlato alla Convention virtuale di Milwaukee, nella serata intitolata "A More Perfect Union", dal preambolo della Costituzione che sollecita i cittadini a tendere sempre verso la costruzione di una unione più perfetta. Il primo, per sottolineare quello che non va oggi, perché «la democrazia è in gioco» a causa del cinismo di Trump. La seconda, per indicare la strada della ricostruzione possibile, attraverso la sua biografia, e il programma concreto condiviso con Biden.

 

Kamala Harris:e Obama

Barack, che nel 2016 aveva preferito Hillary e secondo i maligni ha sempre dubitato delle capacità del vice di prendere il suo posto, ha usato il discorso per sottolineare soprattutto tre punti. Primo, il successo di Joe nel gestire la ricostruzione dell' economia dopo la Grande recessione, dimostrando che può adesso risollevarla dalla devastazione del Covid e di Trump.

 

Secondo, il cinismo di Donald, che non si vergogna neppure di sabotare il Servizio Postale, pur di sopprimere il voto dei suoi oppositori e restare alla Casa Bianca con l' inganno. Terzo, la visione per tornare a costruire un paese più generoso, nobile e inclusivo.

 

kamala harris nominata candidata vice di biden alla convention dem

 

«Ho sperato che Trump manifestasse qualche interesse a prendere seriamente il lavoro, che potesse sentire il peso della carica e scoprire un po' di reverenza per la democrazia messa nelle sue mani.

 

Ma non l' ha mai fatto. Non ha mostrato l' interesse di trattare la presidenza come niente altro che un reality show, da usare per ricevere l' attenzione a cui anela. Trump non è cresciuto perché non può. E le conseguenze del fallimento sono severe.

TWEET DI TRUMP CONTRO BARACK OBAMA

 

170.000 americani morti. Milioni di lavoro perduti». Quindi Obama ha elogiato Biden: «Ha il carattere e l' esperienza per rendere migliore il nostro Paese». E si è appellato agli elettori: «Vi chiedo di credere nella vostra capacità di garantire che i principi basilari della nostra democrazia resistano. Perché questo è in gioco ora. La nostra democrazia».

OBAMA BIDEN

 

Obama doveva funzionare da ponte fra la generazione di Biden, la sua, e quella dei giovani, facendo accettare a tutti il ruolo di transizione di Joe, per battere Trump e poi aprire la strada ai leader del futuro.

 

Qui entra Kamala, con la sua età, la biografia di figlia di immigrati giamaicani e indiani, e il curriculum di procuratrice. Biden l' ha scelta perché i sondaggi interni dei democratici dicono che può aiutarlo con alcuni gruppi di elettori decisivi negli stati più contesi, come le donne suburbane, i giovani e gli ispanici.

trump e obama alla casa bianca

 

Il discorso serviva anche a sedurre l' ala più liberal del partito, orfana di Sanders, anche se il suo passato di procuratrice dura che mandava in galera gli spacciatori insospettisce i progressisti. E poi bisogna riportare alle urne i neri, che con il loro calo di affluenza del 7% tra il 2012 e il 2016 hanno condannato Hillary alla sconfitta in stati come Pennsylvania e Michigan. Il 95% di quelli sopra i 65 anni vuole votare Joe, ma la percentuale scende al 77% sotto i 45 anni.

il discorso di michelle obama alla convention dem di milwaukee

 

Durante un briefing virtuale con i giornalisti, la vice manager della campagna Kate Bedingfield ha spiegato che le prime due giornate della Convention servivano a demolire Trump, e fin qui ci siamo: il partito è unito sulla priorità di batterlo. Ieri e oggi invece riguardano la visione propositiva di Biden, e qui la strada si fa più scivolosa.

 

TWEET DI TRUMP CONTRO BARACK OBAMA 1

Perché lui punta a ristabilire la normalità, più che lanciare la rivoluzione. Su economia, sanità, istruzione, ordine pubblico, immigrazione, ambiente, l' unità fra l' anima moderata e quella liberal è più fragile, e Trump è pronto a sfruttare ogni slittamento verso il socialismo per deragliare Joe.

 

 

2 – CALAMARI, MUCCHE, CACTUS E CASINÒ: LA CONVENTION DEM IN STILE TIKTOK

Anna Guaita per “il Messaggero”

 

joseph mcnamara e i calamari del rhode island

Al secondo giorno della Convention democratica, ben pochi si sarebbero aspettati che a dominare fosse la parola calamari. Si deve al deputato del Rhode Island, che si è presentato all'appello per l'investitura di Joe Biden comparendo su una spiaggia con accanto un cuoco che mostrava un vassoio pieno di calamari fritti, il piatto tipico del piccolo Stato affacciato sull'Oceano.

 

L'iniziativa ha riassunto il carattere di questa «unconventional convention», tutta virtuale, che i democratici hanno ideato nell'era del covid. Il Philadelphia Inquirer è stato il primo a sottolineare che la Convention ha assunto un carattere da TikTok, scrollandosi di dosso il vecchiume delle maratone politiche.

il discorso di barack obama alla convention dem 1

 

E così invece di lunghi discorsi di senatori, governatori, ecc, abbiamo visto alcuni big del partito ridotti a soli cinque minuti (Bill Clinton ad esempio) mentre le telecamere sono entrate nelle case della gente, dando loro il microfono.

kamala harris convention dem 2020

 

E invece di sentire i politici riassumerci i problemi degli americani, abbiamo sentito gli americani stessi raccontarceli, dai loro salotti, cucine, giardini. Ognuno di questi testimonials ha la lunghezza proprio di un minivideo TikTok, e difatti molti già girano sui social, più popolari degli interventi dei vip politici. Il capitolo più vivace è stato comunque il roll call, quando gli Stati confermano i voti per un candidato, che martedì sera è stato una carrellata di mini-video dai diversi Stati.

delegati dell'iowa alla convention dem

 

I MINI VIDEO

Il Rhode Island ha vinto su tutti per la sua originalità, facendo pubblicità ai suoi «calamari». Il Montana ha centrato sulle sue famose mucche, l'Iowa sui suoi vasti campi di mais, la delegata dell'Arizona si è sistemata davanti ai leggendari cactus giganti, il deputato del Nuovo Messico ha parlato nel suo costume della tribù Pueblo Sandia, la delegazione del Michigan ha puntato sull'industria delle auto e ha messo come background tre smaglianti e patriottiche macchine, una rossa, una bianca e una blu. A rappresentare i vari Stati, poi, erano quasi sempre persone comuni: vigili del fuoco, infermiere, agricoltori, giovani e anziani, l'America in carne ed ossa, non l'establishment politico.

derrick lente e il vestito dei nativi in new mexico alla convention dem

 

Naturalmente la serata ha avuto anche la sua parte di politica, con gli interventi dell'ex segretario di Stato John Kerry, con la testimonianza di due repubblicani pro-Biden, l'ex generale Colin Powell e la vedova del senatore John McCain. Abbiamo sentito l'intervento della pasionaria della sinistra, Alexandria Ocasio Cortez, e infine la testimonianza della moglie di Joe Biden, Jill.

hillary clinton parla alla convention dem di milwuakee

 

Tutti hanno fatto il loro dovere di criticare Trump e lodare Biden, e sollecitare la gente a votare il prossimo 3 novembre. E ieri sera si ricominciava, con Elizabeth Warren, Kamala Harris, Hillary Clinton e Barack Obama, mentre stasera ci sarà l'ultimo appuntamento, e ascolteremo Biden stesso presentare la sua battaglia «per l'anima dell'America».

 

le auto di detroit alla convention dem eva longoria conduttrice della convention dem di milwuakeejoe biden i cactus dell'arizona alla convention dem kamala harris convention dem 2020il discorso di barack obama alla convention dembernie sanders convention dem milwuakeeil repubblicano john kasich chiede di votare per bidnemichelle obama joe biden joe biden hillary clinton 1kamala harris joe biden convention milwuakeekristin urquiza convention demhillary clinton candidata nel 2016hillary clinton parla alla convention dem di milwuakee 1le mucche del montana alla convention dem

 

il discorso di nancy pelosi alla convention dem doug emhoff e kamala harris joe e jill biden andrew cuomo alla convention dembarack obama hillary clinton 2016joe biden hillary clinton n

Ultimi Dagoreport

andrea orcel banco bpm giampiero maioli brasseur banco bpm giuseppe castagna

DAGOREPORT – AVVISATI QUEI "GENI" DELL'EGEMONIA BANCARIA DI PALAZZO CHIGI: BANCO BPM È PASSATO DALLA PADELLA DI UNICREDIT ALLA BRACE DI CREDIT AGRICOLE – ALTRO CHE ACCORDO: SI È CONSUMATA SOTTOTRACCIA LA ROTTURA TRA L’AD CASTAGNA E I VERTICI DELL’ISTITUTO FRANCESE, PRIMO AZIONISTA DELL’EX POPOLARE DI MILANO – IL NUMERO UNO TRANSALPINO, HUGUES BRASSEUR, CHIAMATO DA CASTAGNA IN SOCCORSO PER RIGETTARE L’ASSALTO DI ORCEL, AVEVA POSTO COME CONDIZIONE PER IL SUO SOSTEGNO LA CACCIATA DEL PRESIDENTE, MASSIMO TONONI, OSTILE AI SOCI FRANCESI, IN VISTA DEL RINNOVO DEL CDA. MA TONONI HA LE SPALLE COPERTE: È LEGATO AL “GRANDE VECCHIO” GIUSEPPE GUZZETTI COSÌ COME GIORGETTI, E SARÀ RICONFERMATO – COSÌ I FRANCESI, INCAZZATISSIMI, PRESENTARANNO UNA LISTA DI MINORANZA, E PUNTANO A OTTENERE FINO A SEI CONSIGLIERI, GRAZIE ALLA NUOVA “LEGGE CAPITALI” – IL TERZO INCOMODO E' UN ALTRO ANTI-AGRICOLE: DAVIDE LEONE, AZIONISTA PESANTE CON L’8,2% , CHE SI AGGREGERÀ ALLA LISTA DI ASSOGESTIONI...

massimo giletti urbano cairo fabrizio corona salvatore baiardo matteo salvini pier silvio marina berlusconi

DAGOREPORT – A FINE GIUGNO È PRONTA UNA CORONA DI SPINE PER MASSIMO GILETTI, GIUNTO ALLA SCADENZA DEL CONTRATTO BIENNALE CON LA RAI - LA DECISIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO DI TOGLIERSI DAI PIEDI GILETTI NON È LEGATA AGLI ASCOLTI: A SPAZZARLO VIA E' LO SPAZIO CONCESSO NELLA SUA TRASMISSIONE A FABRIZIO CORONA, CHE HA MESSO NEL SUO FRULLATORE DI SCIACALLO CAMUFFATO DA ROBIN HOOD LA FAMIGLIA BERLUSCONI: “DI SIGNORINI NON MI FREGA UN CAZZO. NEL MOMENTO IN CUI RACCONTI CHE MARINA SCENDE IN POLITICA, RACCONTI ANCHE IL SISTEMA SIGNORINI” – L’IRA FUNESTA DEGLI EREDI DI PAPI SILVIO SI SAREBBE FATTA SENTIRE AI PIANI ALTI DELLA RAI ATTRAVERSO DEBORAH BERGAMINI, VICESEGRETARIA DI FORZA ITALIA, LEGATISSIMA A MARINA ED EX FIDANZATA DELL'AD RAI ROSSI – SENZA IL SALVAGENTE SALVINI, ABBANDONATO  ANCHE DAL LEGHISTA ''FACENTE FUNZIONI DI PRESIDENTE'' RAI, ANTONIO MARANO, CON LA MELONI CHE HA UNA CAUSA PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA CONTRO CORONA, ORA GILETTI RISCHIA DI FINIRE AI GIARDINETTI A FAR COMPAGNIA A BARBARA D'URSO - VIDEO: FIORELLO A RADIO2 CON “FURBIZIO”

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….