xi jinping vladimir putin europa unione europea

UNO SPETTRO SI AGGIRA PER L’EUROPA: LA GUERRA! - CI SONO TRE CRISI CHE POTREBBERO SFOCIARE IN UN CONFLITTO ARMATO. C’È LA BOSNIA, DOVE SONO RIESPLOSE LE ISTANZE SEPARATISTE, POI C’È IL CONFINE TRA BIELORUSSIA E POLONIA, DOVE LUKASHENKO GIOCA AL RIALZO SULLA PELLE DEI MIGRANTI. E OVVIAMENTE L’UCRAINA, CON LE TRUPPE DI PUTIN PRONTE A INVADERE – L’UE HA LASCIATO CAMPO LIBERO A RUSSI, CINESI E TURCHI. E ORA DEVE CORRERE AI RIPARI…

migranti al confine tra polonia e bielorussia 3

Riccardo Sessa per "il Messaggero"

 

Venti di guerra stanno soffiando su un'Europa distratta dalla nuova emergenza della pandemia e dalle dinamiche di politica interna con seri rischi che possibili distrazioni, o sottovalutazioni, facciano precipitare la situazione.

 

MILORAD DODIK

Non mancano gli analisti più pessimisti che sostengono che una serie di pericolose situazioni di crisi messe tutte insieme potrebbero portare addirittura ad una Terza Guerra Mondiale. Siamo veramente a questo punto? E quali sono i focolai che quei venti potrebbero attizzare? Non stiamo parlando di scenari mediorientali o asiatici, né di war games che coinvolgono Taiwan, e quindi Usa e Cina, ma di Europa, di casa nostra.

 

GLI SCENARI

truppe russe a smolensk

Da mesi ci sono tre teatri di crisi, rispettivamente in Bosnia, Bielorussia e Ucraina, che, se non gestiti con professionalità e saggezza, costituiscono obiettivamente serie minacce alla nostra sicurezza. Crisi che investono quei tre paesi, ma nelle quali ritroviamo coinvolte potenze di primo e secondo piano, come Russia, Cina e Turchia, ma anche gli Usa, oltre alla Nato e all'Unione Europea e interessi nazionali, migranti, rapporti economici.

 

C'è di che preoccuparsi, anche perché gestire contemporaneamente tre crisi è un esercizio non dei più semplici. In Bosnia, a più di 20 anni dalla fine della guerra sono riesplose tutte le contraddizioni etniche e religiose della migliore - o peggiore - storia della ex Jugoslavia.

 

migranti al confine tra polonia e bielorussia

Le componenti serba, croata e musulmana riconosciute dagli accordi di Dayton del 1995 tuttora stentano a placare risentimenti, diffidenze e soprattutto odi che impediscono un minimo di stabilità e di coesistenza. Da ultimo, lo storico esponente bosniaco di etnia serba Milorad Dodik, da anni uomo forte della Repubblica Serba di Bosnia, ha impresso una pericolosissima accelerazione sulla via di un mai sopito (sin dai tempi di Milosevic) separatismo arrivando a minacciare di costituire un esercito serbo distinto rispetto alle forze bosniache.

navi russe in crimea

 

Se a questo aggiungiamo che quelle tre componenti bosniache non hanno mai avuto pace, e che nei Balcani la violenza purtroppo è endemica, la possibilità di un conflitto non può essere esclusa.

 

GLI EUROPEI

antony blinken

In passato in quell'area l'influenza di Francia, Germania e Italia era forte, così come quella della Russia. I tre europei hanno mostrato meno attenzione negli ultimi anni, mentre Mosca non ha mai ridotto il proprio impegno, al contrario. In più oggi dobbiamo registrare un attivismo cinese e turco nella regione che, come altrove, è andato a colmare lo spazio lasciato dall'Europa.

 

alexander lukashenko vladimir putin

La ciliegina sulla torta balcanica, infine, è l'impotenza, per non dire l'incapacità delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea e della Nato di attivare strumenti convincenti. Anche in questo caso per mancanze da imputare non a quelle organizzazioni, ma agli Stati membri. Si pensi che Albania, Croazia, Macedonia del Nord, Montenegro e Slovenia sono membri della Nato, e che Bosnia e Serbia hanno dei programmi di collaborazione, che, se sapientemente attivati, potrebbero contribuire a ridurre o risolvere le tensioni.

 

migranti al confine tra polonia e bielorussia 5

Altro teatro di crisi, per certi aspetti di più urgente preoccupazione per le conseguenze anche sul piano umanitario, è rappresentato da quanto sta accadendo al confine tra la Bielorussia e la Polonia, dove Minsk ha fatto affluire migliaia di migranti, in condizioni devastanti che abbiamo visto tutti, con la promessa di un trasferimento in Germania via Polonia usata come arma contro le minacce dell'Unione Europea. Qui sono in gioco anche la credibilità dell'Europa e l'incapacità di trovare le motivazioni per una politica europea seria di gestione dei migranti.

 

migranti al confine polonia bielorussia

IL FRONTE UCRAINO

L'altra situazione di crisi, forse più preoccupante delle precedenti, è quella al confine tra l'Ucraina e la Russia, dove Mosca ha schierato 175 mila militari in un assetto definibile di tipo aggressivo con riferimento ai mezzi e agli armamenti. La forza è schierata nel Donbass, a Est dell'Ucraina, nelle due autoproclamate repubbliche di separatisti filorussi, dove da mesi si trovano già varie migliaia di soldati russi.

 

erdogan putin

La Russia sostiene che sta compiendo delle manovre militari e che non vuole invadere l'Ucraina. I pareri sono molto divisi e i più credono al peggio. Alcuni ipotizzano che l'invasione avverrebbe a gennaio dell'anno prossimo. Sono scenari molto seri, che veramente potrebbero scatenare logiche che renderebbero inevitabile un conflitto, e questa prospettiva non la vuole nessuno.

 

È chiaro che Mosca sta attuando una politica di potenza nei confronti dell'Occidente, dell'Europa e gli Stati Uniti. Il discorso sull'Ucraina è reso più complesso perché investe direttamente la Nato, con la Russia che da anni non perde occasione di lanciare segnali molto chiari che non gradisce, per usare un eufemismo, una adesione all'Alleanza Atlantica di Kiev, che sta invece procedendo nel programma di integrazione nella Nato fortemente sostenuto dagli Usa.

 

LA CAUTELA

XI JINPING E VLADIMIR PUTIN

Allora? Dobbiamo essere cauti, dobbiamo adoperarci in tutti i modi per favorire il dialogo e non alimentare incomprensioni e tensioni. Intanto non si può escludere che quella di Mosca sia una manifestazione della politica personale di Putin, che mira ad essere riconosciuto l'unico interlocutore con il quale discutere di stabilità e sicurezza in Europa.

 

Inoltre, certamente Putin tende a rafforzare la già consistente presenza nel Donbass e a indebolire l'Ucraina. Alcuni hanno anche parlato di un possibile obiettivo di finlandizzare l'Ucraina, da non escludere. In realtà, nessuno è talmente folle da spingere le tre situazioni di crisi che abbiamo menzionato al punto da scatenare una guerra. Una guerra è già in corso, ed è quella dei nervi, ma dobbiamo gestire le emozioni.

 

mario draghi ursula von der leyen

E quindi, più che mai è il momento della diplomazia, ma di quella vera, di quella che sa come muoversi e sa come interfacciarsi con l'avversario. Americani e russi, che non hanno alcun interesse a farsi la guerra, sembra che lo abbiano capito e, a prescindere dalle dichiarazioni di facciata, pare che abbiano in corso un dialogo importante. Sono gli europei che devono muoversi, che devono far sentire la loro voce ed il loro peso, non solo con le sanzioni, ma con la politica. Bosnia, Bielorussia, Polonia, Ucraina sono in Europa.

 

LA POSTA IN GIOCO

Carri armati ucraini

È in gioco la sicurezza europea. Abbiamo il Trattato del Quirinale e quello dell'Eliseo, e giustamente si sta cercando di chiudere il cerchio con la Germania (e domani la Spagna?). Che prenda l'Italia, forte della riconosciuta leadership del nostro premier, un'iniziativa decisa, sentendo prima Parigi e Berlino, insieme a Washington, per convocare un Consiglio europeo straordinario.

 

emmanuel macron mario draghi trattato del quirinale 3

E venga attivata anche la Nato, dove comincia a pesare il problema della nuova leadership che dovrà insediarsi l'anno prossimo e per la quale è più che mai urgente che il nuovo Segretario Generale non sia ancora espressione dell'Europa del Nord, ma finalmente del Sud, e dell'Italia in particolare. Non dimentichiamo che la sicurezza transatlantica passa per la sicurezza europea, che a sua volta necessita della sicurezza nel Mediterraneo, quello allargato, che include, guarda caso, l'Adriatico dei Balcani e il Mar Nero.

VLADIMIR PUTIN XI JINPING BY EDOARDO BARALDIambasciata usa a mosca migranti al confine tra polonia e bielorussia 2scontri al confine tra polonia e bielorussia 4migranti al confine tra polonia e bielorussia 1Jen PsakiVolodymyr ZelenskyVolodymyr Zelensky 2Aereo in esercitazioneSoldato ucraino 2militari polacchi al confine con la bielorussia

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?