alitalia giuseppe leogrande luigi di maio

UNA TEGOLA GRANDE, ANZI LEOGRANDE, PER ALITALIA – LA NOMINA DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO DELLA COMPAGNIA POTREBBE SALTARE PER UN VIZIO DI FORMA – PER CAPIRE PERCHÉ BISOGNA TORNARE AL 2018, QUANDO DI MAIO ERA MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO E CAMBIÒ IL SISTEMA DELLE NOMINE DEI COMMISSARI. QUELLA RIFORMA NON FU RISPETTATA IN OCCASIONE DELLA SCELTA DEI COMMISSARI DI “CONDOTTE”. E ORA SAREBBE STATA VIOLATA PURE PER ALITALIA…

Daniele Martini per “il Fatto Quotidiano”

 

giuseppe leogrande

Da una stazione all' altra è ormai diventata una via crucis la vicenda dell' Alitalia. L' ultimo atto doloroso riguarda la nomina del commissario straordinario, Giuseppe Leogrande, decisa dal governo dopo settimane di preoccupate riflessioni. A nemmeno 15 giorni di distanza dalla scelta operata dal ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli con la collaborazione della senatrice Giulia Lupo a cui il Movimento 5 Stelle ha affidato il dossier dell' ex compagnia di bandiera, si scopre che quella nomina, presentata come l' avvio di una nuova fase virtuosa, potrebbe saltare. Il motivo del possibile annullamento è soprattutto, anche se non esclusivamente, di natura procedurale, un vizio di forma, ma si sa che in queste storie di nomine la forma non è tutto, ovviamente, ma va comunque rispettata.

 

luigi di maio diretta facebook di capodanno 1

Il fatto che ha portato alla sorprendente scoperta è esterno ad Alitalia: riguarda un' altra impresa fallita, la Società italiana per Condotte d' acqua (Condotte). Ma si interseca con Alitalia per i criteri di nomina dei commissari. Secondo una sentenza del Tar del Lazio pubblicata il 30 dicembre i criteri adottati non erano quelli legittimi che erano stati introdotti con una direttiva nell' estate 2018 dall' allora ministro del Mise Luigi Di Maio, che cambiò il sistema delle nomine dei commissari nelle procedure di amministrazione delle grandi imprese in stato di insolvenza con l' obiettivo di limitare l' aspetto politico e discrezionale nella scelta volendo introdurre elementi di maggiore trasparenza ed equità. Quella riforma non ha però avuto un gran successo nell' applicazione pratica. A nemmeno un mese di distanza dal suo varo non fu rispettata in occasione della scelta dei commissari di Condotte.

STEFANO PALEARI DANIELE DISCEPOLO

 

E più di recente è stata di nuovo ignorata quando si è trattato di nominare il nuovo commissario Alitalia che dovrà sostituire i tre precedenti, Stefano Paleari, Enrico Laghi e Daniele Discepolo. I quali, tanto per complicare ancora di più le vicende non hanno abbandonato immediatamente la carica, rimanendo al loro posto probabilmente fino alla fine di gennaio, con l' obiettivo dichiarato di garantire continuità nella gestione.

 

LUIGI DI MAIO AL TELEFONO

Cioè continuità in quella condotta implicitamente ritenuta insufficiente dal governo. Ancorché poco rispettata la direttiva di Di Maio sui criteri di nomina è però in vigore e non può essere ignorata, pena l' annullamento della procedura. La possibilità che il commissario Leogrande debba lasciare la poltrona ancor prima di essercisi seduto sopra è il nuovo inciampo che rischia di rendere ancora più dolorosa la via crucis Alitalia.

 

LUIGI DI MAIO STEFANO PATUANELLI

La direttiva di Di Maio sui criteri di nomina è datata 19 luglio 2018 e prevede una serie di passaggi. Il primo è che i soggetti che hanno le carte in regola e ambiscono al ruolo di commissario devono presentare le loro candidature a una commissione che provvederà alla selezione di una rosa di non meno di 5 candidati. La commissione valuta tenendo presente che i commissari non debbano avere incarichi plurimi, abbiano una provata esperienza e possibilmente risiedano vicino all' azienda che dovranno prendere in affidamento.

 

luigi di maio giuseppe conte

La direttiva prevede che "la scelta dei professionisti da nominare sarà effettuata mediante estrazione a sorte, da tenersi in seduta pubblica, tra i nominativi indicati dalla commissione". Sia nel caso di Condotte sia per Alitalia questi criteri non sono stati seguiti. A sostegno del mancato rispetto della direttiva era stata invocata al Tar del Lazio nel caso Condotte la necessità dell' urgenza. I giudici amministrativi hanno stabilito che l' urgenza non poteva giustificare la scelta di derogare dalle norme ministeriali. A maggior ragione l' urgenza non può essere ora addotta per Alitalia per la scelta di una nomina politica al di fuori delle regole.

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