nicola zingaretti luigi di maio pablo iglesias pedro sanchez marco travaglio

TRAVAGLIO HA UN SOGNO: ZINGARETTI E DI MAIO COME SANCHEZ E IGLESIAS – “IL PSOE HA VINTO PERCHÉ FA O PROMETTE L’OPPOSTO DELLE POLITICHE DEL PD. MA DA NOI CHIUNQUE OSI DIRE O FARE COSE DEL GENERE VIENE BOLLATO COME ‘GRILLINO’ O ‘COMUNISTA’ O ‘POPULISTA’” – “L'UNICO DIBATTITO CHE ANIMA IL PD È IL SÌ O NO AI 5STELLE: I QUALI NON ESISTEREBBERO PROPRIO, SE CHI DOVEVA FARE LA SINISTRA IN QUESTI ULTIMI VENT'ANNI AVESSE FATTO LA SINISTRA…”

Marco Travaglio per “il Fatto Quotidiano”

 

sanchez

A furia di guardarci l' ombelico e attendere l' Apocalisse (che pare un' altra volta rimandata, dopo i dati di ieri su Pil e occupazione), rischiamo di perdere di vista ciò che accade attorno a noi.

 

sanchez 2

In Spagna vince il centrosinistra tradizionale ed europeista, il Psoe (anche se non ha i numeri per governare da solo), perché fa o promette l' opposto delle politiche del suo omologo italiano e dell' austerità europea: patrimoniale dell' 1% sulle rendite oltre 10 milioni, aumento dell' Irpef locale per i più ricchi (+2% per redditi superiori ai 13 mila euro e +4% per gli over 300 mila), Tobin tax dello 0,2% sulle transazioni finanziarie delle imprese sopra il miliardo di capitale, "tassa digitale" per le multinazionali del web, aumenti alle pensioni e al salario minimo (lì ne hanno uno) da 735 a 900 euro al mese, misure per le fasce più deboli come i bonus sulla bolletta dell' elettricità, impegno a demolire la controriforma del lavoro del 2012 (il Jobs Act spagnolo, realizzato però dal centrodestra, non dal centrosinistra), riduzione delle tasse universitarie, lotta all' evasione, politiche per la casa e per l' ambiente, incentivi alle auto elettriche e alle energie rinnovabili, aumento del 6,7% dei fondi per la ricerca. Il tutto coperto con gli aumenti di imposte ai ricchi, con la lotta all' evasione e lo sforamento del deficit concordato da Rajoy con l' Ue per il 2019 (non più 1,3%, ma 1,8%).

EMMANUEL MACRON

 

In Francia, per sopravvivere alla morsa piazze-Le Pen (di nuovo prima nei sondaggi), l' idolo degli europeisti acritici Emmanuel Macron arriva a dichiarare che quelle dei Gilet gialli sono "giuste rivendicazioni" e lui ha sbagliato a "sottovalutarle".

 

E si impegna ad allargare la democrazia diretta, a introdurre una quota proporzionale del 20% nell' Assemblea nazionale, a varare un piano ecologico partecipato, a non alzare l' età pensionabile (oggi a 62 anni), a indicizzare le pensioni sotto i 2 mila euro netti all' inflazione, a garantire un reddito universale ai poveri, a ridurre le tasse sul ceto medio e perfino a riformare drasticamente l' Ena, la scuola di amministrazione ritenuta troppo elitaria.

 

SANCHEZ MACRON

Nel nostro povero Paese, chiunque osi dire o fare cose del genere viene bollato come "grillino" o "comunista" o "populista", "nemico delle imprese", "del Pil" e della "crescita", anche se l' unico grande Paese europeo che cresce - la Spagna - lo fa esattamente con quella ricetta: lotta alle diseguaglianze, redistribuzione della ricchezza, aiuti alle classi sociali sterminate dalla crisi finanziaria, dal ceto medio ai precari, dai vecchi ai nuovi poveri. Una ricetta molto più simile al contratto giallo-verde che alle "riforme" montiane e renziane.

 

zingaretti suda all'assemblea pd 1

Per sconfiggere l' ondata di destra nazionalista che i poveretti chiamano fascismo o populismo o sovranismo, si fa così. Eppure, incredibilmente, il fu partito della sinistra detto Pd continua a biascicare fumisterie e ambiguità, candidando tutto e il contrario di tutto (da Pisapia a Calenda, e per fortuna Mimmo Lucano ha rifiutato, altrimenti ci sarebbe anche lui nell' Armata Brancaleone), a pasticciare con Miccichè (Miccichè!) in Sicilia e a inseguire un macronismo ormai sconfessato pure da Macron. L' unico dibattito che anima questi onanisti del nulla è il sì o no ai 5Stelle: i quali non esisterebbero proprio, se chi doveva fare la sinistra in questi ultimi vent' anni avesse fatto la sinistra, mentre la destra faceva benissimo la destra. E, ora che esistono, sono gli alleati naturali di una sinistra che faccia finalmente la sinistra.

ZINGARETTI CALENDA SIMBOLO PD EUROPEE

 

 Certo, Pd e M5S se ne son dette e fatte di tutti i colori. I 5Stelle nel 2013 rifiutarono l' appoggio esterno a Bersani, poi il Pd rifiutò l' offerta di Grillo di votare Rodotà al Quirinale per poi governare insieme (preferirono B. e il Napolitano bis) e l' anno scorso respinse il contratto di governo proposto da Di Maio per salire sull' Aventino e godersi i pop corn, il rutto libero e la resistibile ascesa di Salvini.

 

grillo su rodota e bersani

E ora continuano a rinfacciarsi i rispettivi errori come i bambini dell' asilo. Avrebbero potuto farlo anche Pedro Sánchez, premier del Psoe, e Pablo Iglesias, leader di Podemos. Ancora nel marzo 2016, quando Sánchez gli chiese di appoggiare un governo coi centristi di Ciudadanos, Iglesias gli diede del "servo delle oligarchie e dei poteri forti" e lo iscrisse d' ufficio "ai consigli di amministrazione, al traffico di influenze e alle élite finanziarie", sfidandolo a "togliere dal nome del partito la S e la O" (di "socialista" e "operaio").

 

bersani grillo

L' altro replicò definendo Podemos "l' àncora di salvezza del Partito popolare". Infatti Iglesias votò col Pp contro il governo Sánchez e rispedì la Spagna alle urne. Che produssero un nuovo governo Rajoy, grazie all' astensione decisiva del Psoe. Ma non impedirono il riavvicinamento fra le due sinistre nel 2018, col governo Sánchez appoggiato dall' esterno da Podemos, protagonista della "legge di Bilancio più di sinistra della storia".

 

pedro sanchez pablo iglesias

I due la chiamarono "Manovra per uno Stato sociale", con un preambolo simile a un manifesto politico: "I cittadini e le cittadine di questo Paese hanno visto crescere in questi anni le disuguaglianze, la povertà e la precarietà, mentre si riducevano gli investimenti nel Welfare La maggioranza degli spagnoli si è impoverita mentre si privilegiava una minoranza: con la scusa della crisi si è portata avanti un' austerità a oltranza, esclusivamente sulla riduzione del debito pubblico". La manovra fu bocciata dai catalani, che fecero cadere il governo.

 

Ma ora viene premiata dagli elettori. E di lì ripartirà Sánchez con l' appoggio esterno o interno di Podemos. Chissà se qualcuno, nel Pd, se n' è accorto. Invece di litigare pro o contro l' alleanza col M5S , basta guardarsi intorno. Domandarsi che cosa vuol essere e deve fare oggi un centrosinistra. E darsi una risposta. Se sarà quella giusta, le alleanze verranno da sole.

Ultimi Dagoreport

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…

antonio di pietro raul gardini

FLASH – PERCHÉ TONINO DI PIETRO HA ASPETTATO 33 ANNI PER RIVELARE LA VERITÀ SULLA PISTOLA RITROVATA LONTANO DAL CADAVERE DI RAUL GARDINI IL 23 LUGLIO 1993? SOLO ORA, IN UN’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO CHE ANDRÀ IN ONDA DOMANI SU LA7, DURANTE “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, DI PIETRO AMMETTE: “L’HO PRESA IO STESSO CON IL FAZZOLETTO QUANDO SONO ARRIVATO E ABBIAMO PRESO ATTO CHE SI ERA UCCISO”. POI PRECISA: “NON FUI IO IL PRIMO A INTERVENIRE, MA L’EX MAGGIORDOMO”. NON CAMBIA IL SUCCO DEL DISCORSO: PERCHÉ NE PARLA PUBBLICAMENTE SOLO ADESSO, DOPO TRE DECENNI IN CUI SI È SUSSEGUITO OGNI TIPO DI IPOTESI SU QUELLA PISTOLA…

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI BATTERÀ I TACCHI E ANDRÀ ALLA KERMESSE LEGHISTA “IDEE IN MOVIMENTO”, DAL 23 AL 25 GENNAIO A ROCCARASO? PER L'ADNKRONOS, IL GENERALE NON CI SARA' MA I RUMORS SOSTENGONO CHE IL GENERALE E SALVINI AVRANNO UN FACCIA A FACCIA, PROPRIO IN ABRUZZO - IL MILITARE ABBASSERÀ I TONI, RIALLINEANDOSI ALLA VECCHIA BASE LEGHISTA, O SALUTERÀ INAUGURANDO UN PARTITO SUO? - UNA FORMAZIONE “VANNACCIANA” POTREBBE VALERE TRA IL 2-3%. POCHINO MA IN GRADO DI ROMPERE LE UOVA ALLA LEGA E AL CENTRODESTRA...

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...