qanon

A TRUMP PER VINCERE SERVE UNA BOTTA DI Q - MACDONALD IN GEORGIA CORTEGGIA I COSPIRAZIONISTI DI QANON, CHE CREDONO CHE IL MONDO SIA GOVERNATO DA UNA CRICCA SEGRETA DI PEDOFILI DI CUI FANNO PARTE OBAMA, PAPA FRANCESCO, DALAI LAMA, SOROS E TOM HANKS (MANCA IL MAGO OTELMA) - HILLARY CLINTON E KATY PERRY BEVONO UN ELISIR RICAVATO DAL SANGUE DEI BAMBINI PER RESTARE ETERNAMENTE GIOVANE (CHE ASPETTA NETFLIX A FARGLI FARE UNA SERIE?)

Paolo Mastrolilli per ''la Stampa''

 

inviato a Rome (Georgia)

 

Il mondo è governato da una cricca segreta di pedofili, di cui fanno parte Obama, Papa Francesco, il Dalai Lama, Soros e Tom Hanks. Hillary Clinton beve un elisir ricavato dal sangue dei bambini insieme a Katy Perry, per restare eternamente giovane, mentre John Kennedy junior non è mai morto, e presto si manifesterà al fianco di Donald Trump per ripulire la società corrotta. Le teorie cospirative non sono mai mancate negli Usa, ma tra una settimana entreranno alla Camera. Infatti la candidata repubblicana al 14th District congressuale della Georgia, Marjorie Taylor Greene, ha sostenuto il gruppo QAnon che crede in questi complotti, e conquisterà il seggio perché non ha oppositori.

DONALD TRUMP E QANON

 

La sua vicenda è legata alle presidenziali, perché Trump l'ha appoggiata e non ha mai condannato quella che molti definiscono la nuova «religione» americana, denunciata invece dall'Fbi come una potenziale minaccia terroristica che riguarda anche noi. La Georgia è sorprendentemente uno degli Stati in bilico, in vista del voto di martedì. Secondo RealClearPolitics il capo della Casa Bianca è avanti dello 0,4%, e se perdesse qui si scorderebbe la conferma. Biden pensa di poterlo rovesciare, incoraggiato dal record di 60 milioni di elettori già andati a votare, e sospinto dal picco dei contagi di Covid che ieri ha fatto crollare Wall Street.

 

 Quindi ha mandato la moglie Jill in missione nello Stato dell'ex presidente Carter, e oggi verrà lui. I democratici si sono rafforzati nelle aree urbane come Atlanta, dove la nera Stacey Abrams aveva costruito la campagna per governatrice quasi vinta nel 2018. Perciò i repubblicani devono tenere le zone rurali come il quattordicesimo distretto, se vogliono conservare la Casa Bianca. Il problema è che Marjorie Greene è stata scaricata anche dal leader del Gop alla Camera, Kevin McCarthy, perché teme che associarsi ai gruppi cospirativi distrugga il futuro del partito. L'inizio di questa storia si può far risalire al 4 dicembre 2016, quando Edgar Maddison Welch si presentò con un fucile AR-15 nella pizzeria Comet Ping Pong di Washington, convinto che il manager della campagna di Hillary, John Podesta, gestisse una tratta di bambini da questo ristorante. Per fortuna si era fermato prima di sparare sui clienti.

 

donald trump qanon

Circa un anno dopo, il 17 ottobre del 2017, sul message board 4chan era comparso un messaggio di qualcuno chiamato «Q Clearance Patriot». La lettera Q sta per il presunto alto livello di accesso alle informazioni di intelligence governative del personaggio, che però è rimasto anonimo. Da qui il nome QAnon. Il testo invitata a prepararsi per la «Storm», ossia la resa dei conti contro la cricca di pedofili che controlla il mondo. Il misterioso Q poi aveva continuato a diffondere le sue «drop», gocce di conoscenza, che come una caccia al tesoro avevano attirato seguaci, facendone un culto. Trump ne è l'eroe, che eliminerà la cricca, e molti adepti pensano sia Q. Marjorie, imprenditrice bianca di Alpharetta, ha detto che Q è «un patriota».

 

donald trump e qanon 8

Quindi ha aggiunto vari commenti cospirativi, del tipo: «I suprematisti sionisti vogliono rimpiazzarci, per il più grande genocido nella Storia». Oppure «i neri sono schiavi del Partito democratico», «con le elezioni del 2018 è cominciata l'invasione musulmana del nostro Stato», «i maschi bianchi sono oggi il gruppo più maltrattato negli Usa», «Soros è un nazista che vendeva la sua gente ai tedeschi, e ora vuole completare il lavoro». Poi ha fatto una mezza marcia indietro, quando la leadership del Gop l'ha scaricata, ma Trump l'ha appoggiata, perché in Georgia ha bisogno di ogni voto contro Biden. Ha evitato di condannare QAnon, spesso presente ai suoi comizi, nonostante l'Fbi abbia classificato il gruppo come potenziale minaccia terroristica interna. Indagini sono in corso anche sui collegamenti internazionali, Italia compresa.

 

La cosa sorprendente è l'attrazione tra i repubblicani: secondo il Pew Center, il 41% di quelli che conoscono QAnon lo apprezzano. Come Evelyn, gentile pensionata di Rome, che incontro dopo un comizio di Greene: «Ho già votato per lei, e tutto il ticket repubblicano. Non mi interessa sapere chi c'è dietro Q. L'unica cosa importante è che condivide i miei valori, minacciati dagli estremisti di sinistra. Perciò qui siamo tutti con lui».

donald trump e qanon 3 qanon 5 qanon 1donald trump e qanon 2donald trump e qanon 1 qanon 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…