andrea marcucci

UCCI UCCI, CHE RITRATTO DI MARCUCCI - “IL FATTO”: “È L'UNICO POLITICO ITALIANO COINVOLTO IN “MANI PULITE” NON PER AVER PRESO SOLDI MA PER AVERLI DATI, ESSENDO UN RICCHISSIMO INDUSTRIALE FARMACEUTICO CON TANTO DI ELICOTTERO. E’ PADRONE DELLA KEDRION, 700 MILIONI DI FATTURATO E CENTINAIA DI DIPENDENTI. IL GOVERNO BERLUSCONI HA FATTO LA NORMA CHE PONE FINE AL MONOPOLIO DELLA KEDRION SUI FARMACI EMODERIVATI MA DOPO 14 ANNI ASPETTIAMO ANCORA I DECRETI ATTUATIVI…”

MATTEO RENZI ANDREA MARCUCCI

Giorgio Meletti per il “Fatto quotidiano”

 

Andrea Marcucci, capo dei senatori Pd, non segue nella scissione Renzi, di cui è devoto palafreniere, per impedire che la sagrestia di Nicola Zingaretti sia ripresa dai D' Alema e dai Bersani. L'ha detto: "Resto tra i democratici perché ciò non accada". Strano partito: Zingaretti invita quelli che con lui acclamavano Enrico Berlinguer a festeggiare l' arrivo della turbo-berlusconiana (obbedienza Paolo Bonaiuti) Beatrice Lorenzin.

 

ANDREA MARCUCCI GIAN MARCO CENTINAIO

Bisogna essere inclusivi e plurali, ecologisti e industrialisti, statalisti e liberisti, progressisti e reazionari e anche anti-abortisti ma solo a una certa età. Forse funziona, comunque fatti loro. La figura di Marcucci invece raffigura l' incapacità del sistema politico di esprimere un' idea che vada oltre gli interessi personali. A chi sospetta che non sia andato con Renzi per rimanere a fare la guardia al bidone Pd al Senato, Marcucci ha opposto lacrime di commozione come prova di purezza: "Mi ha ferito il dubbio di qualcuno come se io avessi fatto cose al servizio di qualcuno altro".

andrea marcucci (2)

 

Purtroppo è vero ed è la la tragedia della politica italiana: Marcucci non è mai stato al servizio di nessuno se non di se stesso. Più che chiedersi se sia un infiltrato di Renzi, Zingaretti dovrebbe notare che Marcucci è l' unico politico italiano (oltre naturalmente a Berlusconi) coinvolto nell' inchiesta Mani pulite non per aver preso soldi ma per averli dati, essendo un ricchissimo industriale farmaceutico con tanto di elicottero.

 

E gli italiani dovrebbero credere che in Senato guiderà la battaglia del Pd contro le diseguaglianze e le ingiustizie sociali il padrone della Kedrion, 700 milioni di fatturato e centinaia di dipendenti. La vera natura di Marcucci tutti la conoscono ma nessuno ne parla. Eppure è tutto molto chiaro. Nel 1992 il 27enne figlio dell' imprenditore farmaceutico e televisivo Guelfo Marcucci diventa deputato del partito liberale. Subito dopo esplode l'inchiesta Mani pulite, e Giovanni Marone, segretario dell' ex ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, accusa Andrea Marcucci di avergli dato almeno 70 milioni di lire per ottenere la pianificazione sulla sua tv Videomusic degli spot anti-Aids.

 

consultazioni la delegazione del pd da mattarella paolo gentiloni nicola zingaretti andrea marcucci

Marcucci si difende e parla del "contributo di un privato cittadino al proprio partito" che in effetti subito dopo lo fa deputato. Marone insiste: se non pagava la stecca gli spot su Videomusic non li avrebbe visti neppure con il binocolo. La storia sfuma in un nebbione di patteggiamenti e prescrizioni e anche Marcucci svanisce. Sulla scena politica dove gli dà il cambio la sorella Marialina che dal 1995 al 2000 presidia la giunta regionale della Toscana (dove sono le fabbriche di famiglia) come vicepresidente in quota Ds.

 

Poi prosegue il suo sostegno padronale alla sinistra acquistando l'Unità. Con le politiche del 2006 torna in pista Andrea candidandosi nella Margherita, fiducioso che le sue disavventure giudiziarie siano dimenticate. Viene trombato, ma la Margherita non può fare a meno del contributo di uno così dotato e ordina a Romano Prodi di farlo sottosegretario. Stare nel governo per Marcucci è strategico.

 

MATTEO RENZI ABBRACCIA ANDREA MARCUCCI

Pochi mesi prima l'ala operaista del governo Berlusconi ha fatto la norma che pone fine al monopolio della Kedrion sui farmaci emoderivati. La legge per diventare efficace ha bisogno di decreti attuativi che ancora aspettiamo dopo 14 anni durante i quali Marcucci è rimasto granitico membro del governo o del Parlamento e il sistema sanitario ha pagato cifre stellari alla famiglia reale della Garfagnana. L'unico che in questi anni ha provato a sfidare il monopolio dei Marcucci è stato Ignazio Marino, anni fa. Poi è diventato sindaco di Roma e i renziani gliel' hanno fatta pagare come sapete. È il modo del Pd di gestire i suoi rapporti con il capitalismo.

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...