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VATTI A FIDARE DELLA GERMANIA – IL GOVERNO TEDESCO PRIMA ANNUNCIA FINANZIAMENTI PER LE ONG CHE SI OCCUPANO DI MIGRANTI E POI, TRAMITE LA MINISTRA DELL’INTERNO NANCY FAESER CONFERMA IL CONGELAMENTO DEL MECCANISMO DI SOLIDARIETA’: “L’ITALIA NON STA RISPETTANDO LE RIAMMISSIONI DEL SISTEMA DI DUBLINO. E FINCHÉ NON LO FARÀ, NEMMENO NOI ACCOGLIEREMO ALTRI RIFUGIATI” – E SALVINI HA GIOCO FACILE NEL CHIEDERE A GIORGIA MELONI IL RITORNO ALLA LINEA DURA SU SBARCHI E ONG – E DALLA LEGA BOMBARDANO: “SALVINI AVEVA RAGIONE QUINDI QUANDO HA PARLATO DI UNA REGIA DIETRO QUESTA INVASIONE”, “È LA GERMANIA A DISGREGARE L’EUROPA, NON ORBAN O MORAWIECKI”

Estratto dell’articolo di Emanuele Lauria per “la Repubblica”

 

MATTARELLA E STEINMEIER

Stavolta la linea è quella dell’understatement. Giorgia Meloni rimane in silenzio e si limita a manifestare “stupore” per la decisione della Germania di finanziare le Ong che si occupano di migranti. A ora di pranzo, quando il portavoce del governo tedesco conferma la notizia, la premier è in viaggio fra Rimini e Genova ma non rinuncia a far filtrare il sentimento di sorpresa e l’intenzione di chiedere chiarimenti al governo di Berlino. […] l’ambasciatore tedesco a Roma, Hans-Dieter Lucas, che spiega che i fondi per le Ong fanno parte di un programma di sostegno finanziario istituito dal Bundestag. […]

 

Nancy Faeser

la sensazione che l’Italia sia sempre più sola nell’affrontare la questione migranti. Anche perché, nel frattempo, la ministra tedesca dell’Interno, Nancy Faeser, conferma il congelamento del meccanismo di solidarietà, dice che «l’Italia non sta rispettando le riammissioni del sistema di Dublino. E finché non lo farà — dice Faeser — nemmeno noi accoglieremo altri rifugiati».

 

Dichiarazione che sorprende Meloni e i suoi collaboratori, perché solo due giorni fa il capo dello Stato Sergio Mattarella, nella sua visita in Sicilia accanto al presidente della Repubblica federale di Germania Frank-Walter Steinmeier, aveva definito superato l’accordo di Dublino: «Basarsi in questo mondo sull’accordo di Dublino, come fanno alcuni Paesi, è come fare un salto nel Pleistocene, o come pensare di collegare l’Europa con le carrozze a cavallo: un’altra era geologica, una cosa fuori dalla realtà». […]

 

STEINMEIER E MATTARELLA

D’altronde, Meloni non può non notare che i finanziamenti alle Ong vengono ufficializzati dopo il suo intervento all’assemblea generale dell’Onu: la premier aveva chiesto che l’Italia non diventi il «campo profughi d’Europa». «Le notizie che arrivano da Berlino sembrano una risposta negativa a quest’appello», commenta un esponente di Fdi. C’è di più: in ambienti di governo si diffonde il sospetto che da parte dell’esecutivo tedesco sia giunta una ritorsione rispetto all’accordo fra Italia e Tunisia, sul contestato memorandum che proprio ieri ha ricevuto il via libera dall’Unione europea, con 42 milioni di euro destinati al Paese africano guidato dal presidente Saied, con l’obiettivo di limitare le partenze verso l’Europa.

meloni salvini

 

Se il gelo, con Berlino, è confermato dalle parole del titolare del Viminale Matteo Piantedosi («Suggerirei alla Germania di proiettare la sua generosità sul territorio nazionale»), di certo Meloni da oggi ha un problema in più. Non solo sul piano internazionale ma anche interno. Matteo Salvini è sempre meno convinto di sostenere la via del dialogo contro il boom degli sbarchi.

 

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI - BY EDOARDO BARALDI

Anzi, ha cominciato un pressing tutt’altro che discreto su Palazzo Chigi per intensificare la linea dura. Cogliendo al volo l’occasione per rilanciare la campagna contro le Ong, un vecchio cavallo di battaglia leghista. Di lì una batteria di comunicati da parte di esponenti del Carroccio. Fino alla nota congiunta dei capigruppo alla Camera e al Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, che additano senza mezzi termini «i Paesi europei che invece di contrastare partenze e morti in mare finanziano Ong per far partire immigrati e portarli in Italia. Salvini aveva ragione quindi quando ha parlato di una regia dietro questa invasione».

 

meloni salvini

Il deputato Stefano Candiani, ex sottosegretario all’Interno, dice che «è la Germania a disgregare l’Europa, non Orban o Morawiecki». […]

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