nicola zingaretti e giuseppe conte

I VECCHI AMORI NON SI SCORDANO MAI – IERI NICOLA ZINGARETTI HA MESSO LIKE A UN VIDEO DI GIUSEPPE CONTE! IL GOVERNATORE DEL LAZIO HA SPOLLICIATO UNA CLIP DEL COMIZIO FIORENTINO DELL’EX “PUNTO DI RIFERIMENTO FORTISSIMO DEI PROGRESSISTI” – LO STAFF DICE CHE SI È TRATTATO DI UN ERRORE. SARÀ DAVVERO COSÌ OPPURE È UN MESSAGGIO A ENRICO LETTA, CHE HA TUMULATO IL “CAMPO LARGO”? IL SEGNALE MANDATO DA ANDREA ORLANDO: “UN GOVERNO CON IL M5S SE VINCIAMO” (PUÒ STARE SERENO)

 

 

 

zingaretti conte

1 - ELEZIONI: SPUNTA LIKE ZINGARETTI A VIDEO CONTE, MA STAFF PRECISA `E` STATO ERRORE`

(Adnkronos) - Spunta il like di Nicola Zingaretti a un  video di Giuseppe Conte. Su Instagram, la clip del comizio fiorentino  del leader M5S ha incassato oltre 5mila `mi piace`, tra cui quello del governatore del Lazio ed ex segretario del Pd.

 

Ma all`Adnkronos lo  staff del presidente dem precisa che si è trattato di un semplice  errore. In una intervista rilasciata al `Corriere della Sera` lo  scorso 31 agosto, Zingaretti aveva detto di non essere tra coloro che  "hanno gioito" per la rottura con il 5 Stelle, pur definendo lo  strappo col Pd "inevitabile".

 

Nella didascalia che accompagna il video del suo comizio, Conte attacca il governo uscente e i sostenitori  dell`"agenda Draghi": "Basta bugie, un po` di pudore: chi propone  l`agenda Draghi parlasse solo di quella. Quindi stesse zitto: perché  in quell`agenda non c`è scritto nulla".  

CONTE LETTA

 

2 - ORLANDO E IL CAMPO LARGO "SE VINCIAMO UN GOVERNO CON M5S E TERZO POLO"

Carlo Bertini per “La Stampa”

 

«Enrico e tutti noi dobbiamo trasmettere l'idea che la partita è riaperta e che si può formare una maggioranza per governare alternativa a quella di centrodestra». Nei continui scambi di questi giorni tra i big del Pd e il segretario, il capo della sinistra interna Andrea Orlando va ripetendo che sarebbe il caso di indicare una prospettiva chiara agli elettori: che, malgrado tutto, «un campo largo, dal terzo polo ai 5stelle, si può realizzare in una maggioranza di governo dopo il voto».

 

giuseppe conte nicola zingaretti

Un segnale che andrebbe trasmesso ora, per dare ai cittadini un'alternativa concreta rispetto a quella di un governo Salvini-Meloni. Certo, nessuno sottovaluta le enormi distanze tra i vari antagonisti di centrosinistra, sancite in questa campagna elettorale: i colpi bassi tra Calenda e Conte, quelli di Conte verso Letta (e viceversa).

 

Il "voto utile" non decolla

Ma il flop del messaggio del voto utile (quello al Pd) confermato dai gradimenti in crescita per il terzo polo e i 5stelle, è il segnale che gli elettori sono propensi a scegliere la forza in cui più si riconoscono. Un atteggiamento svincolato da altre considerazioni, «con uno spirito proporzionale e non maggioritario», come va dicendo Letta quando prova a convincere i suoi del pericolo di questo trend. Purtroppo per i dem, non passa il messaggio che per vincere quei 221 collegi uninominali bisogna votare solo per il Pd e non per altri partiti, altrimenti vincono i candidati di destra.

 

Conte Zingaretti

Il ministro del Lavoro, nelle conversazioni con i suoi colleghi, ma anche in recenti interviste sul web, ha fissato due paletti: «Qualsiasi campo alternativo alla destra passa per la sconfitta della destra e per una vittoria netta del Pd». Con un rilancio delle parole d'ordine di questa campagna: «Il Pd vuole battersi per il salario minimo, per migliorare le condizioni salariali, per la transizione ecologica. E il voto al Pd è lo strumento per realizzare un'agenda progressista».

 

andrea orlando e giuseppe conte

Non dare l'idea di aver perso Per Orlando, meglio andarci piano con le previsioni, «perché nell'ultima settimana cambieranno i numeri e il voto al Pd può essere una scelta fatta all'ultimo momento. Ma non bisogna dare l'idea che la partita è persa, se no ognuno vota chi gli sta più simpatico».

 

Messaggio simmetrico a quello lanciato da Letta a più riprese. Ma nel caso si realizzasse la sconfitta annunciata dai sondaggi andati in onda fino al 9 settembre, Orlando - come anche Dario Franceschini - garantisce che non chiederà una defenestrazione di Letta. In realtà pensa più in grande: «Ma se ci troviamo con quelli al governo, ci mettiamo a fare le primarie per il segretario?», ha detto il ministro in una recente intervista.

 

E se un congresso sarà d'obbligo, «ci sarà da discutere su come farlo. A quel punto andrebbe organizzato un evento rifondativo del campo progressista. Non un congresso del Pd per scegliere un nuovo segretario, magari tra tesi contrapposte: tra chi vuole allearsi con Calenda e chi con i 5Stelle. Quella sarebbe una manifestazione di subalternità e sarebbe il modo per far estinguere il Pd. Bisognerebbe invece interrogarsi più a fondo su cosa fa e dove va la sinistra in Europa o nel mondo».

CONTE FRANCESCHINI 3

 

Il "like" di Zingaretti a Conte

Non è solo Orlando a paventare una fine del Pd. Sono in molti a temere uno scontro esiziale se si celebrasse un congresso tra due fazioni contrapposte, tra la sinistra dem con Provenzano candidato e i riformisti con Bonaccini. Al Nazareno nessuno dà per scontato che Letta si dimetterà in caso di sconfitta e tantomeno un congresso anticipato. Ma tra i parlamentari dem, circola la preoccupazione che la sinistra del partito possa meditare di staccarsi dalla casa madre.

ZINGARETTI - CONTE - DI MAIO

 

Verso lidi più di sinistra, magari in combutta con Conte per una «cosa rossa» nel segno di Mélenchon, patrocinata magari da personalità come Goffredo Bettini e da Speranza, Bersani e compagni. Non è passato inosservato un «like» di Nicola Zingaretti ad un video di Conte su Instagram, seppur accompagnato subito dalla smentita del suo staff che «è stato un errore». Molti ricordano le parole del governatore, che ha ammesso giorni fa di «non aver gioito per la rottura con i 5stelle», pur definendo «inevitabile lo strappo con il Pd...». Segnali di fumo che fanno tremare chi è ostile alla ricucitura con i 5stelle...

MANIFESTI DI CONTE E LETTA SUGLI AUTOBUSGIUSEPPE CONTE ENRICO LETTAletta conte calenda

giuseppe conte nicola zingaretti 1

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”