LA VERA "CRISI" DI GOVERNO E’ TUTTA INTERNA AL PD - UN EVENTUALE RIMPASTO NON MANDEREBBE IN CRISI IL M5S MA I DEM: ANDREA ORLANDO VORREBBE FARE IL VICEPREMIER, ANCHE PER TENERE CONTE SOTTO CONTROLLO - FRANCESCHINI SI OPPONE - BETTINI FIUTA L’INSOFFERENZA VERSO “GIUSEPPI” E APRE AL RIMPASTO: “SENTO CHE QUALCOSA BOLLE IN PENTOLA, NON SO CHE COSA, MA SENTO UN CLIMA DI NON SUFFICIENTE FIDUCIA NEI CONFRONTI DI CHI GOVERNA…”

-

Condividi questo articolo

Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera”

 

Il Pd è preoccupato. A dir poco. Ce la farà il governo a reggere questa seconda ondata d'urto della pandemia? Il monito di Nicola Zingaretti, che ha aperto i lavori della Direzione del Pd, è questo: «Con la nave in tempesta non è il momento di navigare a vista.

andrea orlando andrea orlando

In questi mesi l' azione dell' esecutivo è stata efficace, adesso c' è bisogno di un cambio di passo».

 

Il vicesegretario Andrea Orlando nella riunione, è ancora più esplicito: «Rischiamo di andare in crisi, l' ultimo Dpcm è al di sotto delle aspettative». E il sottosegretario Andrea Martella avverte: «Siamo in una fase cruciale, il quadro sociale non è più coeso come nella prima ondata, serve una nuova fase». Insomma, il Pd è in pressing su Giuseppe Conte: chiede al premier decisioni e lo sollecita ad accettare il fatto che in questa fase deve «ascoltare la politica», ossia i suoi alleati di governo.

 

dario franceschini con la mascherina 2 dario franceschini con la mascherina 2

E, ancora, i dem vogliono che Conte si esprima finalmente sul Mes, visto che la sanità è diventata un tema da cui è impossibile prescindere. «Il governo - afferma Zingaretti - presenti al tavolo della maggioranza un progetto sulla sanità. Noi riteniamo utile che si acceda al Mes».

 

Nella direzione non mancano i rilievi alla gestione del governo in questa fase : «È mancata la governance», denuncia Orlando. Ma in quel consesso è Goffredo Bettini l' unico a esternare senza infingimenti le perplessità dem, anche nei confronti di Conte. Lo fa a modo suo, senza infierire, ma anche senza mentire. «Sento - dice - che qualcosa bolle in pentola, non so che cosa, ma sento un clima di non sufficiente fiducia nei confronti di chi governa».

 

Bettini e Zingaretti Bettini e Zingaretti

Poi per essere ancora più chiaro, il padre nobile del Pd aggiunge: «Io non vorrei che il premier si "rinfognasse" in una versione solo emergenziale, ci vuole maggiore autorevolezza». Detto da uno che con Conte ha ottimi rapporti colpisce. Bettini chiede poi al presidente del Consiglio di non temporeggiare, di accogliere le novità che si registrano nella maggioranza, quelle che Zingaretti ha definito «le parole positive di Matteo Renzi e la maggior fiducia di Luigi Di Maio rispetto all' azione comune»: «Adesso - esorta - il premier stringa subito e diventi un punto di riferimento che tranquillizza gli italiani sul futuro del Paese».

 

Insomma, accetti la collegialità e «il cambio di passo» invocato dal segretario. Perché è «allarme rosso», dice Zingaretti. E tutti in direzione si rivolgono la stessa, muta, domanda: saprà Conte fronteggiare quello che verrà? Ma la risposta al Pd non l' hanno ancora. O, forse, la ha Bettini, che non esclude un «riassetto» del governo. Tradotto, un rimpasto. Sempre che Mattarella e il premier siano d' accordo, precisa.

 

Condividi questo articolo

politica

ATTENTI, GHEDINI È NERVOSO! - “SUL SITO DAGOSPIA È APPARSO UN ARTICOLO DOVE SI PROSPETTA FALSAMENTE DI UN MIO ASSERITO INTERVENTO SULLA DECISIONE DEL PRESIDENTE BERLUSCONI IN MERITO AL VOTO SUL MES - È RISIBILE OLTRE CHE DIFFAMATORIO PROSPETTARE UNA MIA SUDDITANZA NEI CONFRONTI DEL SEN. SALVINI O UNA CONTRAPPOSIZIONE CON IL DR. LETTA - IL CONTINUO TENTATIVO DI CREARE DISSIDI ALL’INTERNO DI FORZA ITALIA PER EVIDENTEMENTE FAVORIRE ALTRI È DAVVERO DIVENUTO INTOLLERABILE E DIFFAMATORIO E AGIRÒ NELLE SEDI COMPETENTI”

LE MANI IN TASK (FORCE) – ENZINO AMENDOLA NON LO DICE CHIARAMENTE MA TRA LE RIGHE FA CAPIRE COSA PENSA DELLA CARICA DEI 300 TECNICI DI CONTE: “SERVE UN SOGGETTO ESECUTORE VELOCE, EFFICACE E CON NORME BEN CHIARE” – LA MAGGIORANZA LITIGA SUI 6 MANAGER CHE DOVRANNO GUIDARE I PROGETTI: IL PD VORREBBE PERSONALITÀ DI SPICCO PROVENIENTI DALLA GRANDE IMPRESA, PALAZZO CHIGI FRENA (NON BISOGNA OSCURARE IL RE SÒLA “GIUSEPPI”) – I MINISTERI BATTONO CASSA E HANNO GIÀ CHIESTO 600 MILIARDI, MA BISOGNA SCENDERE A 209