giuseppe tomasi di lampedusa benito mussolini

LA VERSIONE DI MUGHINI - ''AH! MUSSOLINI''. L'ESCLAMAZIONE DI TOMASI DI LAMPEDUSA È UNA RIGA CHE STA IN UNA LETTERA ALL'AMICO MASSIMO EREDE. IL GRANDE SCRITTORE SICILIANO HA 29 ANNI, È APPENA STATO A LONDRA, E DA PARIGI SCRIVE: ''STAMANE UN CORTEO COMUNISTA È SFILATO NEL QUARTIERE DELLE BANCHE, MENTRE ESIGEVO UN MODESTO ‘CHEQUE’''. CARO DAGO, CHI LEGGE QUELLE RIGHE, DA CHE PARTE SI SCHIERA?''

 

 

Giampiero Mughini per Dagospia

tomasi di lampedusa ah mussolini

 

Caro Dago, succede che stamane poco prima di uscire per andare a comprare i giornali mi arrivi un pacchetto dalla raffinatissima De Piante Editore con dentro un librino – che avevo appena ordinato – di lettere (dal 1925 al 1927) di Giuseppe Tomasi di Lampedusa al suo amico genovese Massimo Erede dal titolo “Ah! Mussolini!”.

 

Lettere sino a questo momento inedite in italiano. Sono andato a comprare i giornali, sono tornato a casa, ho deposto i giornali e ho subito afferrato il librino di Tomasi di Lampedusa nella convinzione – in me fortissima – che persino uno sbadiglio del grande scrittore siciliano sia mille volte più interessante di quel che si sono detti o si diranno Beppe Grillo e Nicola Zingaretti.

giampiero mughini

 

E poi quel titolo, di cui non era difficile afferrare da subito la valenza. E’ una riga che sta in una lettera all’amico del 25 luglio 1925, quando lo scrittore siciliano ha 29 anni. E’ un tempo di suoi grandi viaggi in giro per l’Europa. Nel maggio di quel 1925 è appena stato a Londra. Da Parigi ecco cosa scrive all’amico: “Parigi delizioso. Ma in istato di bolscevismo latente. Sembra l’Italia del ’19. Stamane un corteo comunista è sfilato nel quartiere delle banche, mentre esigevo un modesto ‘cheque’. Con grida di abbasso, minacce e pietre. Ah! Mussolini!”.

 

Poche righe che valgono più di un intero libro. A leggerle ne sarebbe stato confortato l’ex comunista Angelo Tasca, autore nel secondo dopoguerra del mirabile “Nascita e avvento del fascismo”, cioè del migliore studio sui perché della vittoria del fascismo.

 

TOMASI DI LAMPEDUSA

Diciamocelo francamente tra noi, che siamo persone per bene. Chi di noi a leggere oggi quelle righe si trova più attiguo al corteo con grida e minacce che non all’esclamazione datata 1925 di un borghese medio a favore dell’uomo che prometteva di assicurare l’Ordine? Nel 1925 chi aveva più ragioni nl campo della politica – ossia non del Meglio in Assoluto,  bensì in quello del Possibile –, il corteo con le minacce e le pietre o l’Uomo che voleva placare una tempesta sociale?

 

benito mussolini

Badate bene, nessun equivoco possibile. In una nota allo squisito librino di cui sto dicendo Gioacchino Lanza Tomasi, il figlio adottivo di Tomasi di Lampedusa, scrive e documenta che già a metà degli anni Trenta l’autore del “Gattopardo” aveva radicalmente cambiato opinione sul fascismo e sulla sua dittatura.

 

E comunque esattamente come avevo previsto, il librino è delizioso dalla prima riga all’ultima. E quando penso alle lettere che Tomasi scrisse e ricevette penso a quell’ultima lettera rimasta sul comodino della clinica romana in cui stava morendo. La lettera in cui Elio Vittorini gli scrisse che no, che loro “Il Gattopardo” non lo volevano pubblicare. Quel libro di cui in Italia sono poi state fatte poco meno di 200 edizioni.

 

GIAMPIERO MUGHINI

gioacchino lanza tomasigioacchino lanza tomasi lucio piccolo giuseppe tomasi di lampedusa

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...