donald trump john bolton

VI ERA MANCATO IL RUSSIAGATE? TRANQUILLI, CE N'È SEMPRE UNO DIETRO L'ANGOLO - STAVOLTA TOCCA ALLA TAGLIA DEI RUSSI SUI SOLDATI USA IN AFGHANISTAN: IL PRESIDENTE È ACCUSATO DI AVER IGNORATO I RAPPORTI DEI SERVIZI DI INTELLIGENCE SU QUESTA PRATICA. LE RIVELAZIONI NEL LIBRO DI BOLTON - TRUMP VOLEVA ESSERE RICORDATO COME QUELLO CHE ''HA FATTO PACE'' COI TALEBANI COSÌ DA RIPORTARE A CASA TUTTI I MILITARI AMERICANI ENTRO IL 2020

Anna Guaita per ''Il Messaggero''

 

IL CASO

 

DONALD TRUMP JOHN BOLTON

Sarebbe stato John Bolton un anno fa, nel marzo del 2019, a informare Donald Trump che Vladimir Putin aveva messo una taglia sulla vita dei soldati americani in Afghanistan. L'ex consigliere per la sicurezza nazionale ha confermato all'Associated Press che il nuovo RussiaGate, rivelato per primo dal New York Times venerdì scorso, ha origini più lontane di quanto si credesse. Dal primo allarme sarebbe dunque passato più di un anno, durante il quale i talebani avrebbero ricevuto oltre mezzo milione di dollari, per aver posto bombe che hanno fatto saltare per aria jeep che trasportavano militari Usa. I fatti raccontati sui media americani sarebbero di una gravità eccezionale, se venissero confermati. Il NY Times rivela anche che i servizi americani avrebbero trovato la traccia di trasferimenti elettronici di somme dai russi ai talebani attraverso una banca russa.

 

I RAPPORTI

 

DONALD TRUMP VLADIMIR PUTIN

L'unica cosa di cui si è sicuri per ora, tuttavia, è che i rapporti di varie agenzie dell'intelligence sono arrivati alla Casa Bianca almeno tre volte. La prima volta nel marzo del 2019, per bocca di John Bolton. La seconda volta nel febbraio 2020 con un rapporto scritto dei capi delle squadre speciali in Afghanistan (Seals, Berretti Verdi, Rangers ecc.) La terza volta a voce durante un incontro del Gabinetto di sicurezza nazionale. Finora la Casa Bianca non è stata molto trasparente nelle sue reazioni. Trump ha twittato che nessuno lo aveva informato.

 

mike pompeo

E i suoi collaboratori hanno sostenuto che le informazioni non erano abbastanza affidabili da essere incluse nel briefing presidenziale. Numerosi esperti sottolineano invece che se l'informazione era stata giudicata abbastanza affidabile da informarne l'alleato britannico, è impossibile che non sia stata data anche al presidente se non altro perché poteva venire a galla in conversazioni fra i due leader. La ritrosia del presidente a far luce su questo possibile nuovo RussiaGate rientra comunque nella sua abitudine di diffidare dei servizi americani e avere fiducia piuttosto in Vladimir Putin.

 

L'AVVICINAMENTO

 

Negli ultimi mesi, poi il presidente ha fatto passi di amicizia verso il collega, dichiarando di volerlo fare rientrare nel Gruppo dei Sette (G7), e poi annunciando il ritiro di 10 mila soldati di stanza in Germania, un atto visto come un grande regalo alla Russia. Ma ieri, dopo un briefing alla Casa Bianca, esponenti del Congresso di entrambi i partiti hanno chiesto che le possibili colpe russe vengano indagate e accertate. Il presidente della Commissione intelligence della Camera, il democratico Adam Schiff, ha raccomandato che «invece di invitare la Russia al G7 si considerino nuove sanzioni per bloccare le sue attività maligne». E repubblicani, come il senatore del Nebraska Ben Sasse, chiedono che «si vada fino in fondo, per capire se il presidente sapeva o no».

 

donald trump e vladimir putin si stringono la mano

Il rivale democrarico di Trump, Joe Biden ha aggiunto che se fosse vero, Trump sarebbe colpevole di «inadempienza del proprio dovere». A dare anche maggior peso alle rivelazioni, è giunto ieri un articolo del noto giornalista Carl Bernstein, che ha raccolto informazioni sulle telefonate di Trump ad altri leader. Numerose testimonianze, confermate anche da membri dei governi interessati ed ex collaboratori del presidente, mostrano un Trump docile con uomini forti come Vladimir Putin e il turco Recep Tayyp Erdogan e villano con leader donne, come Angela Merkel e Theresa May.

 

«Alcune delle cose che le ha detto sono semplicemente incredibili: l'ha chiamata stupida e accusata di essere nelle mani dei russi...», racconta Bernstein riferendosi alla cancelliera. Il suo «cameratismo» con Putin certo non è cosa nuova. Trump ha sempre rifiutato l'idea che i russi abbiano interferito nelle elezioni del 2016 per favorire la sua candidatura. Ha rigettato le scoperte dell'intelligence americana e sostenuto di credere di più al russo. Il rapporto del procuratore speciale Robert Mueller aveva puntato il dito contro i servizi segreti militari russi, il Gru. I rapporti presentati dagli agenti americani oggi puntano di nuovo il dito sul Gru. Il loro mandato sarebbe lo stesso: destabilizzare gli Usa.

JOE BIDEN VLADIMIR PUTINtalebani prima della firma dell'accordo con gli usa

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?