zingaretti renzi

VOGLIAMO LA TESTA DI ZINGARETTI! GLI EX RENZIANI SALTANO AL COLLO DEL SEGRETARIO E CHIEDONO UN SUO PASSO INDIETRO: “TROPPI ERRORI HA BRUCIATO TUTTO. SE CONTINUA COSÌ CI PORTA ALL’IRRILEVANZA CON L’ABBRACCIO MORTALE A CONTE E AL M5s” – ANCHE CASTAGNETTI, GIANNIZZERO DI MATTARELLA, CHIEDE UN CONGRESSO STRAORDINARIO -IL GOVERNATORE DEL LAZIO PROVA A RESISTERE: CONGRESSO NEL 2023. IL MOTIVO? VUOLE ESSERE LUI A FARE LE LISTE DELLE PROSSIME POLITICHE

Stefano Iannaccone per ilgiornale.it

ZINGARETTI RENZI

 

C’è chi parla di “rigurgiti” renziani e chi teme la marginalizzazione del Partito democratico: l’aria a Largo del Nazareno è quella dello scontro totale.

 

Perché il segretario Nicola Zingaretti ha lasciato intendere di non voler cedere il passo. Anzi. E anche l’ipotesi di una sua resa onorevole, ossia lasciare la leadership del Pd per candidarsi a sindaco di Roma, pare tramontata. Una situazione che agita le acque. “Se continua così ci porta all’irrilevanza con l’abbraccio mortale a Conte e al Movimento 5 Stelle”, spiega una fonte parlamentare dem, ostile all’alleanza strutturale con il M5S.

lorenzo guerini

 

“Quando Renzi è andato via – è il ragionamento fatto dalla minoranza – voleva portare il Pd al di sotto del 10%, per inseguire l’operazione-Macron. Ecco quello che non è riuscito a Italia viva, sta riuscendo a Conte. Grazie a Zingaretti”.

 

Uno scenario che nel partito ha fatto scattare l’allarme rosso: per questo l’obiettivo è il cambio alla guida della segreteria. “Non ci giriamo intorno, il capitale di fiducia concesso a Zingaretti è stato bruciato. Dalla vittoria delle primarie a oggi ha compiuto una serie di errori”, accusa con durezza un deputato. Ma l’intento del segretario è quello di resistere, confermando il congresso per la data naturale: il 2023.

CECILIA D'ELIA NICOLA ZINGARETTI ANDREA ORLANDO

 

Il motivo? Vuole essere lui a fare le liste alle prossime Politiche, spiegano dalla minoranza. “Solo che non ce la farà. Il congresso sarà celebrato prima perché lo vogliono tutti”, prevede un esponente di Base riformista, la corrente che fa capo agli ex renziani, Lorenzo Guerini e Luca Lotti.

 

La controffensiva di Zingaretti

Dario Franceschini Lorenzo Guerini

Il presidente della Regione Lazio, comunque, sta approntando la controffensiva. La prima mossa vuole essere la nomina di Cecilia D’Elia come vicesegretaria: un profilo stimato che troverebbe concorde anche una buona fetta della minoranza. Resta da convincere la diretta interessata che è invece restia a diventare la numero due del Pd. Inoltre, Zingaretti ha rinsaldato l’asse con Andrea Orlando, difendendo il suo ruolo di vicesegretario, nonostante il passaggio al governo come ministro del Lavoro. Mezzo partito gli chiede di mollare la poltrona da vice, ma Orlando resiste. E Zingaretti lo sostiene. Le altre pedine che il leader dem vuole muovere portano a un consolidamento della sua posizione. Dopo aver piazzato l’assessore alla Regione Lazio, Alessandra Sartore, come sottosegretaria, sta puntando sul profilo del sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, per sedare i malcontenti del “partito dei sindaci”, capeggiato da Dario Nardella e Giorgio Gori. Con Antonio Decaro più defilato.

NICOLA ZINGARETTI ROBERTA LOMBARDI

 

“Zingaretti vuole promuovere una classe dirigente dem, fatta da giovani amministratori e dirigenti competenti”, riferiscono a IlGiornale.it fonti vicine al segretario. È partito il corteggiamento a Giuseppe Provenzano, l’ex ministro del Sud rimasto fuori dalla composizione del nuovo esecutivo. Ma lo stesso Provenzano non sembra interessato a indossare i panni di pretoriano del segretario. Tanto che l’ex ministro ha lanciato un affondo a Conte: “Rivendicare non tanto il populismo sano (qualunque cosa voglia dire) ma quello del primo governo e al tempo stesso guardare al socialismo europeo è un nonsense. Le alleanze sono necessarie ma per il Partito democratico ora è tempo di ripensare se stesso, per una sinistra che non deleghi niente a nessuno”. Più facile, per Zingaretti, spingere sull’ex deputato romano Marco Miccoli o il dirigente campano Nicola Oddati.

 

Donne al potere

BARBARA DURSO E NICOLA ZINGARETTI

Il contrattacco di Zingaretti non si annuncia facile. Certo, l’uomo cruciale per gli equilibri, Dario Franceschini, è fermo, in attesa degli eventi: ufficialmente sempre dalla parte del segretario. Ma Matteo Orfini, riferimento della componente dei Giovani Turchi, ha lanciato un attacco diretto sulla linea politica: “Ci sarebbe un accordo Zingaretti-Salvini per quel maggioritario a cui il segretario alludeva. Riassumendo: abbiamo tagliato i parlamentari per subalternità al M5s e ora facciamo il maggioritario per compiacere la destra”, ha scritto su Facebook. “Ovviamente – ha aggiunto Orfini – avendo negli organismi deciso di fare esattamente l’opposto”.

 

E nel partito sono in molti a dargli la ragione.

Infine, prende forma la costruzione di una leadership al femminile. La proposta, lanciata dall’ex ministra Paola De Micheli, incontra consenso tra le donne del Pd. “Magari una giovane, capace, e con esperienza”, spiegano fonti interne. I nomi? “È ancora presto”. L’importate, ora, è spingere all’uscita il segretario. E bisogna farlo, osserva una fonte della minoranza, “prima che porti il partito a fondersi con i 5 Stelle”.

 

ZINGARETTI

 

ZINGARETTI ACCERCHIATO

Carlo Bertini per "la Stampa"

 

Alla fine di un' altra giornata di passione, Nicola Zingaretti è esasperato: «Basta, con i contagi che impennano e la terza ondata in arrivo, continuano con le polemiche, così non si va avanti, ora rispondiamo colpo su colpo». Il segretario è sempre più incline ad accettare la sfida di un congresso in estate prima delle comunali.

 

zingaretti salvini

E mette in fila tutti gli attacchi di giornata, uno dopo l' altro, dalla richiesta di un congresso nel Lazio sulla scelta di far entrare i 5 Stelle in giunta (senza nulla in cambio, per fargli fare la campagna alla Raggi, lo accusano i suoi nemici), a quella delle donne dem che spingono Andrea Orlando giù dalla torre di comando.

 

ZINGARETTI MARCUCCI

Ma a colpire Zingaretti è soprattutto l' uscita di una personalità di prestigio, Pierluigi Castagnetti, molto ascoltato nelle stanze del Quirinale in quanto amico di Mattarella. È solo un tweet quello di Castagnetti, ma dice tante cose. «Capisco la resistenza di Zingaretti verso un congresso straordinario. Ma a fronte di sondaggi al 14%, qualcosa di straordinario bisognerà pure inventarsi. E anche subito». Ora, basta ricordare i commenti caustici della sinistra Pd quando Mattarella decise di non ridare l' incarico a Conte per formare un altro governo, per capire il contesto di diffidenza in cui si muove il leader Pd.

la zingarettiana cecilia d elia

 

Un contesto in cui i parlamentari a lui più vicini gli fanno notare che non solo Castagnetti è legato al Colle, ma lo è anche il suo avversario interno più influente, ovvero il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che guida la corrente Base Riformista. La stessa che annovera esponenti come Andrea Marcucci, che ha chiesto la testa di Zingaretti pur essendo capogruppo, i sindaci Gori e Nardella e tutti gli ex renziani rimasti nel partito. Quella che da giorni chiede un posto da vicesegretario o un congresso anticipato vero, che è pronta a schierare Stefano Bonaccini come sfidante.

 

Bonaccini, che dice di «non puntare a niente», ma anche «vediamo chi sarà in campo», che avverte «da soli con M5s e Leu non bastiamo, serve molto più civismo». Insomma.

ZINGARETTI

«Quelli di Guerini stanno logorando Zingaretti per farlo cadere e poter fare loro le liste elettorali quando si andrà a votare», è l' analisi dell' entourage zingarettiano. Ecco perché ieri mattina, dopo aver sentito le bordate di Matteo Orfini contro l' ipotesi di un accordo con Salvini per cambiare il Rosatellum in un sistema maggioritario (poi smentita con l' argomento che la legge elettorale non si riuscirà a cambiare), Zingaretti rigetta ai suoi detrattori le «polemiche degradanti» e chiede «lealtà».

 

Sulla legge elettorale chi lavora sul campo parlamentare racconta che «si è tentata una sortita con i leghisti per vedere se si può sbloccare la legge elettorale che è incagliata».

Ma al di là di questo fattore di tensione, Zingaretti incassa tributi a sostegno e un appoggio strategico: quello della robusta corrente di Dario Franceschini, per bocca di Franco Mirabelli. «Noi lo sosteniamo e sui 5 Stelle non è mistero che noi per primi abbiamo proposto un rapporto...».

MEME SUL SOSTEGNO DI NICOLA ZINGARETTI A BARBARA DURSOluca lotti foto di bacco (2)MEME SUL SOSTEGNO DI NICOLA ZINGARETTI A BARBARA DURSOZINGARETTI GRATTACIELOZINGARETTI BARBARA D URSO

 

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