ZAMPILLANO GUAI DA 'STA FONTANA - IL GOVERNATORE LEGHISTA È ACCUSATO DI ABUSO D'UFFICIO PER AVER INCARICATO IL SUO SOCIO DI STUDIO LEGALE, LUCA MARSICO, SU BASE “FIDUCIARIA”, MALGRADO QUELLA NOMINA FOSSE PASSATA PER UN “AVVISO PUBBLICO” DI SELEZIONE A CUI HANNO PARTECIPATO 60 CANDIDATI - SALVINI LO DIFENDE: "LA RAGGI È INDAGATA DA ANNI ED È AL SUO POSTO" - NESSUNA MOZIONE DI SFIDUCIA DAI GRILLINI

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Grazia Longo per “la Stampa”

 

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Non corrotto, ma disponibile ad abusare del suo potere per aiutare gli amici. La nuova Tangentopoli milanese porta guai a Forza Italia ma anche alla Lega, con il governatore della Lombardia indagato per abuso d' ufficio. Attilio Fontana ha incaricato il suo socio di studio legale Luca Marsico su base «fiduciaria», malgrado quella nomina fosse passata per un «avviso pubblico» di selezione a cui hanno partecipato 60 candidati.

 

Per aver violato questo principio di imparzialità, e per essere ricaduto nel conflitto di interessi (anche se in verità una volta eletto Fontana aveva ceduto le sue quote dello studio alla figlia) lunedì prossimo, assistito dall' avvocato Jacopo Pensa, verrà interrogato in Procura. Dovrà rispondere del «favore» al socio al quale aveva concesso una consulenza di circa 65 mila euro fino al 2021 come componente esterno del Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici.

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La nomina di Marsico, avvenuta con una delibera del 24 ottobre 2018, è dunque ora al vaglio dei magistrati guidati da Francesco Greco. Luca Marsico, peraltro, aveva già ottenuto mandati anche da altri enti, tipo quella da Trenord: circa 8 mila euro all' anno per «revisione e procedure di audit» di ferrovie Nord Milano.

 

L' incarico gli era stato affidato lo scorso settembre da Dario Della Ragione, Direttore Internal audit e membro del Cda Trenord. Con la società ferroviaria, peraltro, la famiglia Marsico è praticamente abbonata: anche il fratello di Luca, Marco Marsico, ha una consulenza. Lo riferisce in una conversazione intercettata con Fontana il «burattinaio» Nino Caianiello, potente ex coordinatore di Forza Italia a Varese.

 

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Mentre cerca di corrompere, invano, Fontana proponendo di nominare Zingale direttore generale all' Afol, in cambio di un aiuto a Marsico per risarcirlo della mancata elezione alle Regionali del 2018, gli ricorda che il fratello, Marco «prende 2.600 euro al mese in Trenord portando in giro i volantini della pubblicità e ci sono i dirigenti incazzati...». Proprio da questa conversione è emerso lo spunto per indagare il presidente della Lombardia per abuso d'ufficio. Caianiello riportava infatti la volontà di Fontana di trovare «un' alternativa» per Marsico. Quell' alternativa, secondo la pubblica accusa, è appunto la nomina alla commissione per gli acquisti.

 

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Nelle 712 pagine dell' ordinanza del gip Raffaella Maraschino - che ha determinato la custodia cautelare per 43 persone, di cui 12 in carcere, per corruzione, finanziamento il lecito ai partiti e associazione a delinquere con l' aggravante mafiosa - Caianiello precisa inoltre le cifre corrisposte all' avvocato Marsico: «11.500 euro come emolumento annuale e 185 euro come gettoni di presenza». E aggiunge che il lavoro è stato concesso grazie alla mediazione dell' assessore Giulio Gallera e l' ex compagna di Salvini Giulia Martinelli, fidata collaboratrice di Fontana. I due non sono indagati.

 

Per l' esponente azzurro varesino comunque, Luca Marsico rappresenta una spina nel fianco. Da un lato vorrebbe sistemarlo, dall' altro però non vuole che venga «piazzato in quota Forza Italia». Ecco allora che al telefono con Angelo Palumbo si mostra preoccupato del fatto che Fontana possa nominare «Marsico da qualche parte considerandolo comunque in quota a Forza Italia». E per evitarlo vuole rivolgersi alla coordinatrice regionale di Forza Italia: «Bisogna parlare con la Gelmini perchè io non vorrei mai che Fontana mi mette lì...Marsico da qualche parte, perché questo sta insistendo.

 

E che se lo mette non è un peso da dare a Forza Italia, eh! sia chiaro!».

GIORGETTI E SALVINI GIORGETTI E SALVINI

In un altro punto delle carte viene invece tirato in ballo Giancarlo Giorgetti, vicesegretario federale della Lega e sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri (estraneo all' inchiesta). Il deputato Fi Diego Sozzani (per cui è stata richiesta l' autorizzazione a procedere in Parlamento ), intercettato sulla possibilità di un intervento di Giorgietti per definire i ruoli apicali di Anas, dichiara : "al tavoloè lui! lui sicuramente nella Lega è quello che... che dice la sua».

 

Quanto a Fontana, il capogruppo regionale del M5S Marco Fumagalli stigmatizza la sua vicenda giudiziaria che «ha la responsabilità politica diretta dei suoi collaboratori».

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Ma al momento non annuncia mozioni di sfiducia. Il governatore dal canto suo, si definisce «sereno». «Ribadisco che la nomina di Marsico è avvenuta come sempre attraverso una procedura caratterizzata da trasparenza e da assoluta tracciabilità.

 

Quanto all'imparzialità, è stato garantito l'assoluto interesse della Pubblica Amministrazione nella scelta di un professionista con competenze richieste per quel ruolo». E il suo leader di partito e vicepremier Matteo Salvini lo difende a spada tratta: «La Raggi è indagata da anni ed è al suo posto. Noi abbiamo nessun problema, la questione morale riguarda altri. Mi dispiace che qualcuno si stia sporcando la bocca su Attilio Fontana».

 

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