schlein zingaretti

ZINGARETTI PRIMA DICEVA CHE NON SI SAREBBE CANDIDATO ALLE EUROPEE, ORA GIURA CHE NON LO SA. TRA UN PO’ DICHIARERA’ CHE IGNORA CHI L’ABBIA MESSO IN LISTA – L’EX SEGRETARIO DEM CHE SI DIMISE IN POLEMICA CON “UN PARTITO CHE PARLAVA SOLO DI POLTRONE” CI RIFILA UNA INTERVISTONA IN CUI PARLA DI LISTE, POSTI E CANDIDATURE (COMPRESE QUELLE DI TARQUINIO E ILARIA SALIS: “SE LE E’ UTILE, PERCHE’NO?”) - "MA-ZINGA", CHE DICEVA DELLA SCHLEIN “CON QUESTA ALLE EUROPEE NON PRENDIAMO MANCO IL 17%”, ORA PARE ESSERSI RIALLINEATO ALLA SEGRETARIA MULTIGENDER DEM…

Francesca Schianchi per la Stampa - Estratti

 

schlein zingaretti

«Le elezioni europee saranno un’occasione di chiarezza», esordisce l’ex segretario del Pd Nicola Zingaretti, oggi deputato e presidente della fondazione Demo. «Un appuntamento cruciale per scegliere tra chi vuole un’Europa forte che lavori per la pace, e i nazionalismi che storicamente hanno sempre portato alla guerra».

 

Per il momento, nel suo partito, sono occasione di scontro e tensione sulle liste…

«Io ci vedo un elemento positivo: un anno e mezzo fa, si discuteva se il Pd fosse morto e i poli di attrazione erano Conte e Calenda. Oggi torna ad essere protagonista e calamita che attrae».

 

(...)

Le cito la sua collega eurodeputata Pina Picierno: se la capolista è un’esterna e in terza posizione ci sarà la segretaria, per essere eletta dovrei invitare gli elettori a non votare una delle due. È possibile?

schlein zingaretti

«Ma le liste non ci sono ancora! Questa discussione è giusto farla all’interno dei gruppi dirigenti tenendo conto delle esigenze di tutti. Ricordandoci però della sostanza: il Pd sarà determinante per un’Europa più forte e con meno nazionalismi».

 

Lei si candida? Accetterebbe una posizione defilata in lista?

«Se mi candido, giuro, non lo so. In che posto in lista, dove sarà eventualmente utile. Siamo in una fase di formazione delle liste, la sintesi arriverà alla fine. Lavoro come deputato e presidente di Demo, se posso servire in Europa lo decideranno i gruppi dirigenti».

 

Se la segretaria Schlein si candiderà, dovrà farlo da capolista, come chiede una parte del Pd?

«Lo spirito che sta infondendo la segretaria, per cui tutti e tutte si impegnino e ci mettano la faccia, è giusto. Poi deciderà lei come declinarlo».

 

GAY PRIDE 2023 - ELLY SCHLEIN E NICOLA ZINGARETTI

È favorevole all’ipotesi di candidare Ilaria Salis?

«Quello che sta passando Ilaria Salis è una vergogna, e facciamo bene a tenere alta l’attenzione denunciando l’oscena subalternità del governo. Per quanto riguarda la candidatura, è una valutazione che spetta a lei, alla sua famiglia e al gruppo dirigente del Pd: tutto il resto è rumore di fondo. Perché si tratta di una situazione delicata, da trattare con prudenza e non gettare nel tritacarne. Io non so cosa possa comportare la candidatura per la sua situazione, ma se può esserle utile mi chiedo: perché no?».

 

Nel Pd si è acceso un dibattito sulla probabile candidatura dell’ex direttore di Avvenire Marco Tarquinio, da sempre contrario all’invio di armi in Ucraina.

«In un partito pluralista come il Pd ogni punto di vista è una ricchezza. Anche perché non ci divide l’anelito alla pace. Dopodiché, io credo che la pace passi dalla costruzione di un’Europa politica più forte, a cui noi possiamo contribuire».

 

La guerra in Ucraina è quello che vi separa anche dal M5S di Giuseppe Conte. È una distanza colmabile?

NICOLA ZINGARETTI ELLY SCHLEIN

«Non ho mai pensato che il M5S fosse la stessa cosa del Pd. Esattamente come non sono la stessa cosa Meloni, Salvini e Tajani. Ma si può trovare un compromesso».

 

Pensa ancora che Conte sia «un punto di riferimento fortissimo dei progressisti»?

«Quando dissi quella frase, Conte era il presidente del consiglio di forze progressiste. Insieme abbiamo salvato l’Italia e conquistato il più grande investimento economico e sociale dai tempi del piano Marshall. Il problema è semmai la disinvoltura con cui abbiamo archiviato passaggi di cui dovremmo essere orgogliosi, come il contrasto al Covid».

 

Crede sempre nella linea della segretaria «testardamente unitaria»?

«Assolutamente sì, anche perché sono convinto che si sia aperta una fase nuova e positiva per le opposizioni».

nicola zingaretti durante i funerali di stato di arnaldo forlani

 

(...)

Zingaretti, un’ultima domanda: lei si dimise da segretario Pd vergognandosi di un partito che parlava solo di poltrone. È cambiato o è ancora così?

«Il livello di degenerazione contro una linea unitaria che si è poi rivelata corretta era insostenibile. Io pronunciai quella frase per costruire, non per distruggere: se ora siamo tornati a una misura, è perché è servita».

zingaretti bettini

 

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