gianni mura diego armando maradona

''MARADONAPOLI” – IL BELLISSIMO ARTICOLO DI GIANNI MURA SUL PIBE DE ORO (1985): “LA SUA MAGLIA È BIANCOCELESTE, IL SUO NOME È DIEGO ARMANDO MARADONA, IL SUO SINISTRO NON PERDONA. QUASI TUTTI I SUOI GOL SONO ALLEGRI E BEFFARDI COME LA SUA FACCIA, CHE È FIN TROPPO OVVIO DEFINIRE DA SCUGNIZZO” – “NON È UN GIOCATORE DEL NAPOLI, MA DI NAPOLI. NON IL CAPITANO DEL NAPOLI, MA DI NAPOLI. E COME TALE SI ESPRIME” – VIDEO

 

 

 

Maradonapoli

Gianni Mura per “la Repubblica” del 5 novembre 1985

 

diego maradona napoli

Lui doveva fermare la Juve e lui l' ha fermata. La fantasia popolare non tiene conto del collettivo, parola tanto cara a Ottavio Bianchi. Un uomo solo al comando della nave dei sogni: la sua maglia è biancoceleste, il suo nome è Diego Armando Maradona, il suo sinistro non perdona. Dicono abbia scavalcato san Gennaro, che non ha il vantaggio di esibirsi tutte le domeniche. Pallonetto è un quartiere di Napoli, non solo la specialità di Maradona.

 

gianni mura

Quasi tutti i suoi gol sono allegri e beffardi come la sua faccia, che è fin troppo ovvio definire da scugnizzo. Facce come la sua propongono finte Lacoste e finte Vuitton a Sanità, con vero entusiasmo. Che differenza con Jeppson e Krol, profeti venuti dal Nord, elevati a bandiera più per necessità che per convinzione: Napoli o altrove, per loro, era lo stesso. Forse Sivori s' avvicinava a Maradona, per doti giocolieristiche, ma con una carriera alle spalle, mentre Maradona, tra tante cose, ha anche l' età dalla sua. Adesso non è più importante sapere se Maradona è uomo-squadra: è uomo-città.

maradona festeggia il primo scudetto del napoli

 

Non è un giocatore del Napoli, ma di Napoli. Non il capitano del Napoli, ma di Napoli. E come tale si esprime. Non è colpa sua se spesso gli fanno domande terribilmente banali (ma anche la gioia e il dolore, a pensarci bene, sono banali). Attenzione a come lui parla: come un ministro, un ambasciatore, un uomo di potere e responsabilità. Responsabilmente parla, con profonda sincerità e singolari intuizioni («piaccio tanto ai bambini perché anch' io sono un bambino»). Maradona è quello che sembra e sembra quello che è. Maradona parla per tutti: per Ferlaino e Allodi, per Marino e Bianchi, per Ciccillo e Pascalone. Maradona può. Napoli può.

gianni mura 2

 

Il Napoli ha perso con la squadra povera di Torino, ma ha battuto quella ricca, quella imbattibile, quella recordosa. L' ha battuta in una giornata nordica, pioggia e fango, quando anche Dio sembrava juventino, il campo pesante in favore delle truppe corazzate e contro i giochi leggeri del piccolo re. Macché, anche in un calcio da fermo si esprime il talento balistico, ecco un altro gol da violinista, un trillo ad effetto, con Maradona la palla difficilmente è scaraventata in porta con un tiro secco e forte, ci va come un uccellino, in volo lento e sempre nuovo.

maradona ai tempi del napoli

Il figlio del falegname di Lanús a Barcellona era un emigrante, a Napoli no. Meglio, è come se in jumbo fosse tornato il nipote di quelli partiti sui bastimenti dal molo dell' Immacolatella, forse non c' era e non c' è tanta differenza fra un basso di Napoli e un barrio di Baires. E certe caratteristiche di Maradona (il senso e la necessità della famiglia numerosa e allargata, la casa che non trova) lo napoletanizzano in proiezione esterna e lo fanno aderire sempre più strettamente alla sua città. C' è molto sentimento nel calcio che Maradona produce, è un razzo nella città dei fuochi. Attorno, però, la maggioranza della squadra è, più che nordica, prussiana. Le dichiarazioni di Maradona si sono fatte più realiste, restando sincere. Lui stesso si è fatto più realista, al punto da calciare un pallone in tribuna per perdere tempo. E sincero, perché ha ammesso di meritare l' ammonizione inflitta da Redini.

 

DIEGO ARMANDO MARADONA

Maradona uomo-città: come sembrano lontane le frasi demagogiche sui miliardi per lui (tot milioni al chilo) e non per le fogne, non per gli ospedali, come se costruire fogne ed ospedali rientrasse nei compiti di un club di calcio. Maradona, "Na m' adora", certo: ma è difficile valutare chi si sia arricchito di più (non parlo di soldi, chiaramente). Se lui, esprimendosi da primo fra gli uguali, libero di fiorire e di essere come in una gran serra a cielo aperto, o Napoli. Il nord, le industrie: adesso a Napoli l' industria è il pubblico del San Paolo, che non basta a tenerlo tutto: 60 mila abbonati.

bruno giordano careca maradona

 

gianni mura

Napoli canta ma conta, al di là dei giochi di parole e delle giocate di Maradona, del 34 che non esce mai e del 10 che esce a richiesta e dedica la vittoria alla città. Confrontata a Milano, Torino, Roma, Napoli è l' unica grande città indivisa nel tifo e quindi unanime nell' accendersi e nell' aggrondarsi. Non c' è chi piange e chi ride: o di qua o di là. Maradona l' ha capito subito e non ha avuto bisogno di farsi forza, di venirle incontro. Gli è bastato essere se stesso: maglietta, jeans e scarpe da ginnastica, le partite a calcetto, le visite ad ammalati e carcerati. Tutti i campioni del calcio amano il pubblico, a parole, poi ognuno al suo posto.

 

maradona falcao

Maradona nei bagni di folla ci guazza come un' anatra, tutti quei tifosi li sente con e per lui come lui è con e per loro, ma sul serio. Altri professionisti del pallone, anche molto bravi, non sono così coinvolti, pur non vivendo sulla torre d' avorio. Non ritengono di farsi coinvolgere, per pudore, per paura o per aridità. Maradona no, è attento e sensibile anche alle voci dal basso: non è uno che ci marcia, ma uno che ci crede. Parlando di Napoli si corre il rischio di finire nel luogo comune, che è poi quello dove molti s' incontrano. Parlando di Maradona, idem.

diego maradona

 

Raramente, credo, il nostro calcio ha mostrato un' adesione così immediata fra l' anima di una città e quella di un uomo (non di una squadra, o almeno non direi, ancora). Anche la lingua aiuta: guappo, guapo, lo capiscono anche a Baires, tango e tammurriata hanno le stesse cadenze. Maradona, artefice magico, estrae dal cilindro del suo piede miracoli a gettone. Meglio non credere più ai miracoli, Maradonapoli è oro; è ora, forse.

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