gazidis maldini massara milan

L'IMPRESA DEL MILAN VALE MOLTO PIÙ DELLO SCUDETTO - IL FONDO ELLIOTT GODE PER IL SUCCESSO ROSSONERO IN CAMPIONATO IN VISTA DELLA VENDITA A REDBIRD - GLI AMERICANI SI RITROVERANNO CON UN GIOCATTOLO TIRATO A LUCIDO, FORTE DI UN PASSIVO RIDOTTO, ZERO DEBITI CON LE BANCHE E UNA ROSA RIVALUTATA - TUTTO MERITO DEL LAVORO DI GAZIDIS, MALDINI E MASSARA- REDBIRD VORREBBE TRASFORMARE IL CLUB IN UNA MEDIA COMPANY PER…

Arianna Ravelli per il “Corriere della Sera”

 

ZLATAN IBRAHIMOVIC FESTEGGIA LO SCUDETTO DEL MILAN

Quando tra una quindicina di giorni arriverà il momento delle firme, il fondo Elliott potrà vendere una squadra scudettata. E potrà dire di aver fatto un piccolo capolavoro. Se non ci saranno sorprese (al momento non prevedibili) gli americani di RedBird, che a loro volta hanno vinto la corsa con gli arabi di Investcorp, si ritroveranno per le mani un gioiellino da far crescere.

 

Il lavoro sporco è già stato fatto: risalire in parallelo (qui sta il difficile) sulle vette di quelle che il presidente Paolo Scaroni chiama le due montagne, risultati sportivi (prima il ritorno in Champions, ora uno scudetto certo non preventivato) e risultati economici (un bilancio che si chiuderà a giugno con un'ulteriore riduzione del passivo, attorno a -50/-55 milioni, zero debiti con le banche, crescita sul piano commerciale) per una società che è quasi capace di camminare con le sue gambe.

 

casa milan

«Nell'ultimo anno non abbiamo investito in termini di equity nelle casse del club e non dovremmo farlo nemmeno a breve: la barca si è stabilizzata», spiegava al convegno del Financial Times qualche settimana fa Giorgio Furlani, portfolio manager di Elliott nel cda del Milan. Quattro anni fa, si era partiti da una situazione debitoria pesante (-194,6 milioni), un anno fuori dall'Europa per la controversia con l'Uefa, un clima di sfiducia dentro e fuori la società.

 

massara paolo maldini pioli gazidis

Non che gli inizi siano stati facili: gli avvicendamenti di Leonardo e Boban spiegano le difficoltà di trovare un equilibrio tra area tecnica e finanziaria, tra ambizioni sul campo e attenzione a una crescita sostenibile. Il fallimento Giampaolo e gli investimenti infruttuosi (Piatek, Paquetà, Caldara...) sono lì a ricordare le difficoltà iniziali.

 

gazidis maldini

Gli screzi, lo sappiamo, non sono mancati. Ma se Ivan Gazidis, l'ad, e Paolo Maldini, il capo dell'area tecnica, hanno trovato col tempo un'intesa vera e non di facciata è perché nessuno dei due era quello che il luogo comune narrava: il freddo manager disinteressato ai risultati sportivi e l'ex giocatore condizionato dalla grandeur di un calcio che non c'è più. L'intelligenza di entrambi ha fatto il resto.

pioli milan

 

Gazidis per esempio ha sposato la soluzione Pioli dopo aver accarezzato l'idea Rangnick, la proprietà si è sempre resa disponibile a investimenti se in linea con la filosofia di giovani promettenti, Maldini ha accettato il secco no (che sta facendo scuola) verso certi rinnovi che rischiavano di far saltare il banco, Donnarumma in primis, e con Massara ha operato al meglio per trovare il sostituto. Tutti gli ingranaggi hanno cominciato a funzionare al meglio.

redbird capital partners milan

 

E ora? Ora spetta a RedBird l'ulteriore crescita, ma la linea sarà la stessa: niente spese folli, giovani, uso dei dati, in generale un'accelerazione nel percorso di trasformazione digitale, con l'intenzione di trasformare il vecchio club di calcio in una media company in grado di prendersi il mercato dello sport come intrattenimento. Con l'idea chiara in testa che per riuscirci bisognerà però vincere ancora sul campo.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…