inter verona

L'INTER C'E' E MANDA UN AVVISO A NAPOLI E MILAN: DUE SQUILLI AL VERONA (BARELLA E DZEKO) E NOTTE A -1 DAL DIAVOLO CAPOLISTA - IL MIGLIORE IN CAMPO È STATO ANCORA UNA VOLTA PERISIC. AUTORE DEI DUE ASSIST E DI UNA PROVA MAIUSCOLA PER STRAPOTERE FISICO, IL CROATO FINIRÀ CON L'IMPORRE IL RINNOVO A MAROTTA E AUSILIO…

Luca Taidelli per gazzetta.it

 

inter verona

Avviso al campionato. L'Inter è tornata a divertire e soprattutto a divertirsi. Aspetto fondamentale perché l'attrezzo che nel buio di febbraio-marzo era sembrato pesante come una palla ortopedica ora torna a muoversi a tutto campo, leggero come la testa dei giocatori. Stappata dal successo in casa della Juve, la squadra di Inzaghi (con la spinta degli oltre 60mila di San Siro) agguanta il Napoli e risale a -1 dal Milan piegando con Barella e Dzeko un buon Verona, fin troppo coraggioso nel provare a giocarsela faccia a faccia con i nerazzurri. Anche se non finisce nel tabellino, il migliore in campo è ancora una volta Perisic. Autore dei due assist e di una prova imbarazzante per strapotere fisico, il croato finirà con l'imporre il rinnovo a Marotta e Ausilio.

 

PRIMO TEMPO

inter verona

Inzaghi sostituisce lo squalificato Lautaro con Correa, ritrova De Vrij al centro della difesa e concede un turno di riposo a Bastoni. Al suo posto Dimarco. Tudor non recupera Barak e con Caprari, alle spalle di Simeone, punta sull'ex Bessa. Faraoni e Lazovic sugli esterni. L'inizio è uno spettacolo, nella misura in cui l'Inter - reduce da troppi approcci sbagliati - vorrebbe aggredire un Verona che però la va a prendere in ogni zona del campo con dieci marcature a uomo d'altri tempi in quello che in fase difensiva si declina in un 4-3-2-1 con Tameze incollato a Calhanoglu, Ilicic su Brozovic e il supposto difensore centrale Casale a braccare Barella. Una lotta senza quartiere che alla distanza vede l'Inter prevalere e gli ospiti a rincorrere.

 

Grande il lavoro della mediana di Inzaghi, ma come spesso succede a spaccare la partita è Perisic. Il croato prima va vicino al gol (gran parata di Montipò al 18') e poi al 22' approfitta di un errore di Bessa per involarsi a sinistra e mettere un cross al bacio che Barella scaraventa in porta con un esterno di controbalzo. Casale, forza dell'abitudine, nell'occasione accorcia a centro area su Dzeko perdendosi l'azzurro sul secondo palo. Gol bellissimo che accende ulteriormente il Meazza.

 

ivan perisic 6

L'Inter non alza il piede dall'acceleratore e a furia di bussare apre la porta avversaria un'altra volta. Al 29' Dimarco pennella un corner per la spizzata del solito Perisic e sul solito secondo palo (male Gunter) Dzeko appoggia per il 2-0. Il Verona accusa il colpo, ma non rinuncia mai a giocare e al 34' serve una grande uscita di Handanovic su Simeone per evitare che il match si riapra. Il problema dei veneti è che se ti metti a fare il gioco delle coppie contro una squadra più forte, poi emerge la superiorità individuale dei nerazzurri. E a fine primo tempo lo 0-2 è quasi un lusso.

 

ivan perisic 4

SECONDO TEMPO—   Si riparte con D'Ambrosio al posto di De Vrij (affaticamento alla coscia sinistra, era appena rientrato dopo un mese) e Skriniar che scala a destra. Il Verona resta sempre alto, anche troppo, e Dumfries al 49' si mangia il 3-0 dopo una bella azione sulla destra. Ma anche Ceccherini potrebbe fare di meglio subito dopo su una palla liberata male dai nerazzurri. Al 59' Inzaghi toglie Correa per Gosens, con Perisic che sale. Messaggio poco promettente per Sanchez, anche perché a bordo campo si scalda Caicedo e non il cileno. Tudor risponde con Depaoli e Lasagna (che ci prova subito da fuori) per Faraoni e Bessa. Barella al 65' chiede il cambio e con Vidal entra anche Bastoni per un buon Dimarco.

 

IL match rimane sempre vibrante perché l'Inter non sfrutta al meglio le praterie che si aprono soprattutto a destra (palo di D'Ambrosio al termine di una grande azione al 75') e i veneti danno sempre l'idea di poterla riaprire da un momento all'altro. Come dimostrano due conclusioni di Simeone che potevano avere miglior fortuna. Ma la vittoria dell'Inter resta più che meritata. A Napoli e Milan domani toccherà gestire la pressione e risponderle.

ivan perisic 7

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