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ASCESA E CADUTA DI "SA PIBINCA": L'INCREDIBILE STORIA DI DARIO SILVA, EX ATTACCANTE URUGUAIANO DEL CAGLIARI AMATISSIMO DAI TIFOSI - NEL 2006 GLI VIENE AMPUTATA UNA GAMBA DESTRA IN SEGUITO A UN INCIDENTE STRADALE: "QUANDO SONO ANDATO DALL'ORTOPEDICO MI HANNO FATTO UNA PROTESI. ME LA SONO MESSA E SONO USCITO. IL DOTTORE NON RIUSCIVA A SPIEGARSI COME FOSSE POSSIBILE CHE RIUSCISSI GIÀ A CAMMINARE" - OGGI, DOPO AVER PERSO GRAN PARTE DEI RISPARMI LAVORA IN UNA…

Estratto dell'articolo di Paolo Camedda per www.goal.com

 

 

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Cresciuto nel Peñarol, Darío Silva approda al Cagliari nel 1995 e diventa 'Sa Pibinca'. Amato dai tifosi, ha poi giocato in Spagna e in Inghilterra.

 

 […] L'INCIDENTE E L'AMPUTAZIONE DELLA GAMBA

Il 23 settembre del 2006 la vita de 'Sa Pibinca' cambia per sempre. Di ritorno da una festa assieme a due amici, Darío Silva viaggia a gran velocità con il suo pick-up, perde il controllo e va a sbattere contro un palo della luce. Le condizioni sono subito gravi. L'attaccante riporta la frattura del cranio e la frattura scomposta della gamba destra, mentre i due amici che viaggiavano con lui, anche loro ex calciatori, Elbio Pappa e Dardo Pereira, restano illesi.

 

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"Mentre la sua coscienza vagava lontano - scrive il giornalista Paolo Piras in 'Bravi & Camboni' - i medici gli rimisero insieme le ossa del cranio fratturato, ma non poterono fare lo stesso con la gamba. Gliela amputarono fino al ginocchio". Inizialmente, l'ex attaccante, non si rende conto che non ha più la sua gamba destra.

 

"Al risveglio, solo, in un letto - racconta ancora Piras - pensò di essere a casa di uno degli amici che erano con lui, dopotutto erano diretti lì. Da quel momento in poi fu il cervello a doversi allentare, per lasciare passare piano l'enormità del dolore".

 

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"Darío scese dal letto sulla gamba sinistra e si mise la ciabatta, poi fu come in un sogno, teneva l'altra scarpa in mano e non capiva perché il piede - che sentiva, lo sentiva - non ci andava dentro. Aveva solo una ciabatta in mano e lo sguardo fuori fuoco verso il pavimento, poi sentì una sirena, si girò e vide un'ambulanza passare accanto alla finestra. In quei secondi di nebbia, mentre lentamente la coscienza in affanno lo guidava alla realtà, Darío scoprì che tutta la garra che aveva speso in quegli anni di pallone non era niente rispetto a quella che, a partire da quel giorno, avrebbe dovuto tirar fuori dalla sua testa rattoppata".

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LA NUOVA VITA DI DARÍO SILVA FRA PIZZERIA E SCOUTING

Silva non è però uno che si autocommisera, e i medici se ne renderanno presto conto.

 

"Per fortuna nell'incidente non ho ferito nessun altro e sono stato il solo a subirne le conseguenze - dirà l'ex attaccante -. Quando sono andato dall'ortopedico mi hanno fatto una protesi: me la sono messa e sono uscito. Il dottore mi ha detto che non aveva mai visto una cosa simile: non riusciva a spiegarsi come fosse possibile che riuscissi già a camminare. Secondo lui ripartire sarebbe stato difficile, ma io sono uscito perché volevo andarmene dall'ospedale. Quel giorno ho provato grande gioia: mi sembrava strano camminare di nuovo".

 

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Nemmeno tre anni dopo, il 13 gennaio 2009, 'Sa Pibinca' è di nuovo in campo davanti ad un pallone: in un incontro di beneficenza fra vecchie glorie di Argentina e Uruguay, con incasso devoluto alla Fundación Niños con Alas ('Associazione bambini con le ali'), indossa nuovamente la maglia della Celeste e segna un rigore durante i 90 minuti e poi il penalty decisivo nella lotteria finale.

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Perde gran parte dei risparmi della carriera calcistica, a suo dire truffato dai suoi procuratori, ma si rialza ancora.

 

Fa l'agente di alcuni giovani giocatori, poi, tornato in Europa, si stabilisce a Málaga, dove dal 2019 lavora in un ristorante-pizzeria, la Frascati di Calle Rogelio Oliva, del suo amico italiano Antonello, ex massaggiatore di ciclismo.

 

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"Sono azionista del locale e faccio parte del gruppo che lo gestisce - ha raccontato a 'Il Posticipo.it' -. Faccio un po' di tutto, lavoro anche in sala come cameriere a contatto coi clienti. La nuova vita mi piace: è diversa da quella che facevo prima, ma qui vengono sempre tanti giocatori e siamo vicini al mondo del calcio".

 

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E il calcio di lui non si è mai dimenticato: dal 2020 l'uruguayano è uno scout del Cadice per l'Andalusia e il Sud America. In Sardegna è tornato in visita nel 2018, quasi vent'anni dopo aver lasciato Cagliari. Prima di andare all'allora Sardegna Arena, fa due passi nel nuovo lungomare Poetto, e vedendo una spiaggia molto più profonda di quella che conosceva lui, chiede a chi lo accompagna:

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"Ma hanno spostato l'acqua?"

I suoi goal e i suoi errori clamorosi davanti al portiere resteranno sempre nella memoria dei tifosi rossoblù. Nel loro cuore 'Sa Pibinca' , avrà sempre un posto speciale.

 

"I sardi per me sono come una famiglia: gente semplice e amabile - dirà l'ex attaccante -. Volevo fare come Gigi Riva: restare al Cagliari per tutta la mia vita e non lasciare mai la Sardegna. Ma le cose, purtroppo sono andate diversamente".

Gli eventi lo hanno costretto ad una nuova vita, ma lui ha saputo accettarla senza rimpianti.

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