simone inzaghi

UN BEL LIMONE PER SIMONE – L’INTERVISTA A SIMONE INZAGHI PRIMA DELL’ESORDIO SULLA PANCHINA DELL’INTER: “DOPO LE PARTENZE DI HAKIMI E LUKAKU MI ASPETTAVO CHE NON CI VEDESSERO PIÙ COME FAVORITI” – UFFICIALE L’ADDIO DI LELE ORIALI, MA IL MESSAGGIO DI ZANETTI PER SALUTARE L’EX TEAM MANAGER NON È PIACIUTO PER NIENTE ALLA PROPRIETÀ CINESE: “PERDIAMO CON GRANDE DISPIACERE UN VINCENTE. AI TIFOSI NON BISOGNA MENTIRE, PER L'INTER SARÀ UNA STAGIONE DIFFICILE E COMPLICATA” - A CHI SI RIFERISCE? E QUANTO TEMPO PASSERA' PRIMA CHE CACCIANO ANCHE LUI?

Guido De Carolis per il “Corriere della Sera”

 

inzaghi inter

La curiosità di voler scoprire qualcosa di nuovo, la fiducia di partire con lo scudetto sul petto, l'incognita di un passato pesante, da gestire e difendere, ma da lasciarsi alle spalle. Simone Inzaghi presenta la nuova Inter, carica di aspettative, ambiziosa, senza la veste di favorita. La parola scudetto il nuovo tecnico non la pronuncia mai, preferisce la formula «obiettivi ambiziosi» e garantisce che «a fare la differenza saranno le motivazioni: sono fiducioso». 

 

Per l'esordio con il Genoa i nerazzurri ritrovano il pubblico, dopo oltre un anno di vuoto. Sono attesi a San Siro un po' meno di 30 mila tifosi, speranzosi di vedere subito come Edin Dzeko si è calato nel ruolo che fu di Lukaku. «La sua è stata una partenza inaspettata, le cessioni servivano per mettere in sicurezza il club», ha ammesso Inzaghi. Il pensiero non si discosta da quello del vicepresidente Javier Zanetti, schietto nel sottolineare che «ai tifosi non bisogna mentire, per l'Inter sarà una stagione difficile e complicata». 

 

inzaghi inter

Esplicito il riferimento alle incognite legate alla proprietà di Suning, vera spada di damocle sulla nuova stagione nerazzurra che inizierà senza Lele Oriali. Dell'esonero del dirigente si sapeva da tempo, ora è ufficiale. Zanetti lo ha ringraziato sui social: «Perdiamo con grande dispiacere un vincente». Un messaggio che non è piaciuto alla proprietà. Il primo ballo di Simone sarà una prova generale per vedere com' è cambiata l'Inter e qual è la nuova impostazione tecnica, tattica e, perché no, mentale. 

 

inzaghi inter

«Dzeko è stata una mia richiesta, Calhanoglu lo conosciamo bene, Dumfries è molto interessante, avrà bisogno di tempo per ambientarsi». Il sipario s' alza senza lo squalificato Lautaro e con cristallo Sensi a supporto di Dzeko, su cui graverà il peso dell'attacco. «Arriverà un'altra punta a completare il reparto», conferma Inzaghi. L'ad Marotta e il ds Ausilio sono in discorsi avanzati con i tedeschi del Borussia Monchengladbach per Marcus Thuram, si può chiudere a inizio settimana per 25 milioni. L'alternativa è il laziale Correa. 

zanetti oriali

 

Inzaghi è un realista pieno di fiducia nella sua creatura, non è un illuso, forte di «un grande rapporto con la società». È cosciente dell'opportunità, «quando ho accettato l'Inter, sapevo sarebbe stata una sfida importante, anche per me. Sappiamo ci saranno difficoltà». Sa pure che davanti all'Inter ci sono altre squadre. «Dopo le partenze di Hakimi e Lukaku un po' me lo aspettavo che non ci vedessero più come favoriti». 

 

zanetti oriali

Le soluzioni tecniche ci sono, la necessità aguzza l'ingegno e le avversità possono cementare in fretta il gruppo. È stata una delle chiavi del successo l'anno passato, potrebbe esserlo ancora se «saremo capaci di restare uniti e andare tutti dalla stessa parte». La concorrenza è agguerrita, l'Inter da completare con il poco messo a disposizione dal presidente Steven Zhang, Inzaghi è pronto a giocarsi la sua chance. 

zanetti oriali

 

«Fare griglie di partenza o proclami mi risulta difficile. Ci sono sette squadre attrezzate, l'Inter ha motivazioni da vendere e sarà importante partire bene». Il Genoa di Ballardini è il solito cantiere agostano. Per l'Inter la partenza è morbida, Inzaghi vota la fiducia alla squadra campione d'Italia.

SIMONE INZAGHI INTERsimone inzaghi allenatore intersimone inzaghi

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…