totti verdone mourinho meme roma lazio

CAPUT MOU-NDI! - ZAZZARONI: "SPECIALE, O DIVERSAMENTE NORMALE, MOURINHO LO È STATO NELLE SCELTE DI FORMAZIONE E NEL PRODOTTO DELLE SUE DECISIONI. DATE L’1-0 IMMEDIATO A JOSE’, LA CUI SQUADRA È INFERIORE A QUELLA DI SARRI, E IL GIOCO È FATTO" – LA REAZIONE CONTRO GLI OLE’ DELLA CURVA SUD: “MOU NON SAPRÀ PERDERE, MA SA COME SI VINCE E COME CI SI DEVE COMPORTARE QUANDO SI È SOPRA” - LA RISPOSTA NEGATA A ZEMAN: “IO HO VINTO 25 TITOLI, LUI DUE SERIE B, NON RISPONDO” - MEME+VIDEO

 

 

Ivan Zazzaroni per www.corrieredellosport.it

 

mourinho

Tutti cercano la persona speciale, Mourinho si preoccupa di esserlo sempre. Vale la battuta consegnata alla stampa subito dopo il pareggio-qualificazione col Vitesse: «Noi pensiamo a recuperare, Sarri fuma sigaretta». Così come la risposta negata a Zeman che sul nostro giornale l’aveva in qualche modo “ridotto”: «Io ho vinto 25 titoli, lui due serie B, non rispondo».

 

 

Quando c’è di mezzo Mou, le parole dicono una cosa e i fatti raramente la tradiscono. Per questo si sente (ed è) davvero “uno a parte”. La sua singolare ascensione romana, sostenuta fin dal primo giorno - e anche nei momenti difficili - dalla tifoseria, che l’ha eletto a unica guida, ha trovato proprio nella partita più sentita dell’anno una sorta di sublimazione.

 

francesco totti carlo verdone

Speciale, o diversamente normale, Mou lo è stato senz’altro ieri pomeriggio: nelle scelte e nel prodotto delle sue decisioni. Lui che mette i valori tecnici e la personalità dei giocatori davanti al resto, a tutto il resto, aveva fatto il possibile per recuperare in qualche modo Lorenzo Pellegrini, che nelle ore precedenti era stato male. E Pellegrini l’ha premiato. Inoltre ha dato di nuovo fiducia ai vent’anni di Nicola Zalewski, giusto per ricordare ai Friedkin, al pubblico e ai media che dal mercato aveva ricevuto Viña e Maitland-Niles. Ma, soprattutto, ha lasciato in panchina l’attesissimo Nicolò Zaniolo per riportare sulla trequarti Mkhitaryan e rendere più solido e protettivo il centrocampo con Cristante. Ha un senso perfino la continua rinuncia a Veretout, la scorsa stagione decisivo: il francese non è tranquillo, ha perso la serenità da quando sono sensibilmente peggiorati (un eufemismo) i suoi rapporti con chi l’assiste.

 

Mou è l’immagine di sé anche quando la sua parte dell’Olimpico comincia a irridere i laziali con gli olé e lui pretende che il coro si esaurisca in fretta perché sul campo l’avversario va rispettato: José non saprà perdere, ma sa certamente come si vince e come ci si deve comportare quando si è davanti e sopra.

meme derby roma lazio

 

Missione sin troppo semplice raccontare un derby che è cominciato uno a zero mandando immediatamente in confusione la Lazio, incapace di ragionare e riprendersi ma solo di incassare anche il secondo e addirittura il terzo gol nel giro di un tempo: date un vantaggio concreto a Mourinho, la cui squadra è inferiore a quella di Sarri - questo è un fatto -, e lui risolleverà il morale ai romanisti.

 

Il gol di Abraham, assistito dalla traversa, è stato un cazzotto al mento dei laziali, avvertito in particolare da Sarri: l’abbiamo visto camminare nervosamente su e giù lungo la sua area tecnica, indicare ad Acerbi che così non si fa, quando ha sbagliato un passaggio elementare, abbandonare a lungo quaderno e appunti. Per Maurizio il secondo derby stagionale ha sconfinato nell’allucinazione: non c’è stata costruzione dal basso né palleggio insistito e il possesso palla è risultato di un’inutilità sconcertante, troppi vuoti, impossibile indicare una sufficienza.

 

meme derby roma lazio 2

Date l’1-0 immediato a Mou - dicevo -, consentitegli di armare la difesa e il contropiede, e il gioco è fatto: la Roma non ha mai concesso ripartenze, spazi e verticalità agli esterni della Lazio e a Immobile, controllato da vicino da Smalling (tra i migliori) e Mancini.

curva sud romaroma laziovenditticurva nord laziovenditti tottitifosa romavenditti 3roma lazio striscioniroma lazio abrahamroma lazio abrahamroma lazio 4

IVAN ZAZZARONImeme derby roma lazio

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…