IN EXCELSIS LEO: MESSI SI LAUREA CAMPIONE DI SPAGNA PER LA DECIMA VOLTA - GRAZIE A LUI (E ALL’ASSENZA DI CR7) IL BARCELLONA CONTINUA A DOMINARE: PER I BLAUGRANA E’ L’OTTAVA LIGA VINTA NELLE ULTIME 11 STAGIONI – FINORA “LA PULCE” HA OTTENUTO IL 35% DEI TRIONFI COMPLESSIVI DEL BARCELLONA. UN TERZO DELLE COPPE ESPOSTE AL CAMP NOU SONO ROBA SUA. E NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBERO AUMENTARE. JORGE VALDANO SUI DUE MOSTRI SACRI DEL CALCIO ARGENTINO: “MESSI È MARADONA TUTTI I GIORNI” - VIDEO

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Andrea De Pauli per www.corrieredellosport.it

 

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È qui la festa! Al Barcellona è toccato soffrire più del previsto, ma alla fine, grazie all’indispensabile Messi, partito tra i rincalzi in vista della sfida Champions col Liverpool, è arrivata l’anelata vittoria sullo scorbutico Levante che rispedisce l’Atletico Madrid, vittorioso nel pomeriggio sul Valladolid, a 9 punti e sancisce aritmeticamente la conquista del 26º scudetto.

 

Con ancora tre sole giornate da disputare i blaugrana potrebbero, nel peggiore dei casi, solo essere riacciuffati dai colchoneros, ma l’esito favorevole degli scontri diretti garantisce, comunque, il titolo a Leo e compagni. Il 10º personale per l’argentino, nelle sue quindici stagioni in prima squadra.

 

L’8º, negli ultimi 11 anni, per il Barça, a dimostrazione di un incontrastato dominio in terra di Spagna, come sottolineato orgogliosamente anche dalle magliette celebrative indossate dai giocatori una volta terminata la gara. Non ci sarà troppo tempo, però, per i ragazzi di Ernesto Valverde per dormire sui freschi allori. Il primo maggio, infatti, al Camp Nou arriva il Liverpool, per l’andata delle semifinali di Champions League.

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Con tutto già predisposto per i festeggiamenti e la necessità di rispondere alla vittoria pomeridiana dell’Atletico, il Txingurri si vede costretto a ridurre al minimo il turn over in ottica Coppa Campioni. Partono dalla panchina, così, solo Busquets e Messi, alla 7ª partita da rincalzo della stagione. Rakitic in regia, supportato da Arturo Vidal e Arthur, agisce, così, alle spalle del tridente formato da Dembelé, Luis Suarez e Coutinho. Il Levante, che l’anno scorso impose l’unica sconfitta stagionale nel torneo ai campioni di Spagna, risponde con un accorto 4-1-4-1, al servizio del terminale offensivo Borja Mayoral.

 

 

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NON SI SBLOCCA - Il primo tempo si risolve, fin dai primi scampoli, in un monologo ininterrotto dei padroni di casa, che bombardano da tutte le direzioni la porta difesa strenuamente da Aitor Fernandez. Il primo a provarci, dopo appena una manciata di minuti, è Luis Suarez, che obbliga al primo intervento l’estremo difensore ospite. Poi è l’attivissimo Coutinho a confezionare il primo dei suoi quattro tentativi della frazione. Il più sfortunato, una punizione al 41’, centra in pieno la traversa. Si arriva, così, al termine dei primi quarantacinque minuti con i levantini incredibilmente indenni.

 

DECIDE LUI - Tocca correre ai ripari e, così, Valverde si ripresenta, ad inizio ripresa, con Messi per Coutinho. Cinque giri di lancette e la Pulce testa per la prima volta i riflessi del portiere avversario con un rasoterra mancino dal limite. Appena varcato il 10’, tocca a Rakitic, che sfiora l’incrocio con una parabola a giro. Il gol è nell’aria e arriva puntualmente, al 17’, proprio con Messi, che servito dal cocciuto Arturo Vidal, trova lo spiraglio giusto per trafiggere Aitor Fernandez.

 

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E salgono a 34 i gol in campionato per il cinque volte Pallone d’Oro, indiscusso capocannoniere del torneo.   Una volta avanti, però, il Barça si scompone e concede una nitidissima palla per l’immediato pareggio al subentrato José Morales, che a tu per tu con Ter Stegen, spara incredibilmente alto. Valverde, deciso a ridurre al minimo i rischi, getta allora nella mischia Busquets. La sofferenza per i catalani, però, dura fino al termine, con un clamoroso palo colto da Bardhi a pochi istanti dal fischio finale. Sospiro di sollievo. Può iniziare la festa scudetto.

 

 

LIGA, LEO MESSI E L'EPOCA D'ORO DEL BARCELLONA

 

Alessandro De Calò per www.gazzetta.it

 

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Leo Messi vince due campionati su tre, da quindici anni, da quando gioca. Ieri si è laureato campione di Spagna, con la maglia del Barça, per la decima volta. El D10S, eh che storia. Siamo abituati. La sua inarrestabile evoluzione somiglia alla banalità del bene. In Messi coincide tutto: le giocate marziane, il modo di incidere sempre sulle partite, il numero spaventoso di gol che segna e fa segnare. Le statistiche parlano chiaro, nel caso di Leo urlano.

 

Una volta Jorge Valdano ha descritto in maniera folgorante la differenza tra i due mostri sacri del futbol argentino: “Messi è Maradona tutti i giorni”. Vale anche adesso, e non cambia niente se il tecnico blaugrana, Ernesto Valverde, fa partire Lionel dalla panchina nel match della festa al Camp Nou, contro il Levante. Mercoledì c’è la prima sfida col Liverpool, nella semifinale Champions, una delle quattro partite che mancano per centrare un nuovo storico Triplete. Lo sforzo va diluito, perché niente è scontato. Questa volta, nella Liga, Messi ha approfittato dell’assenza di un dirimpettaio all’altezza. Senza Ronaldo, passato alla Juve, il Madrid ha perso qualità in attacco, trovandosi ridotto a terza forza, dietro all’Atletico del Cholo.

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DOMINIO — Però il dominio di Messi è una storia molto più lunga e profonda. Pochi campioni hanno cambiato tanto il calcio e il destino del club in cui giocavano come è successo a lui. Penso a Alfredo Di Stefano nel Real, a Johan Cruijff con Ajax e Barcellona, a Franz Beckenbauer nel Bayern, e so che ce ne sono altri. Per dire, quando Messi ha festeggiato la sua prima Liga, nel 2004-05, la differenza di campionati vinti da Real e Barça era impressionante: 29 a 17. Il Fattore M ha spostato l’equilibrio. Per ora il fixing è 33-26 ma la differenza si può ancora ridurre, considerando che i blaugrana hanno vinto 8 degli ultimi undici campionati. Come si è visto anche ieri, chi gioca al Camp Nou deve affrontare due squadre: una si chiama Barça, l’altra Messi.

 

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Contro la prima il Levante aveva pareggiato (0-0), quando nella ripresa Leo è entrato in scena si è arreso. Col gol numero 34 in questa Liga, Messi si è virtualmente assicurato la sesta Scarpa d’oro. Altri hanno collezionato più titoli dell’argentino, che è a quota 34 col Barça. Negli anni ‘50 e ‘60, Paco Gento è riuscito a vincere 12 campionati con i Merengues. Da quando è arrivato in Europa (2002-03) Dani Alves ha collezionato 40 titoli, compresa la Coppa di Francia vinta ieri col Psg. Pensate pure quello che volete: nessuno di questi record ha la pienezza dei trionfi della Pulce. Finora ha ottenuto il 35 percento dei trionfi complessivi del Barcellona. Un terzo delle coppe esposte al Camp Nou sono roba sua. Nei prossimi giorni potrebbero aumentare.

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