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UN FISCO PER L’ESTATE - LA FASE 2 RIPARTE CON LE TASSE E MANCANO I SOLDI PER LA CASSA INTEGRAZIONE - A LUGLIO LE AZIENDE PAGHERANNO L'ANTICIPO FISCALE 2020 BASATO SUI GUADAGNI 2019. UN PARAMETRO SPROPORZIONATO, PERCHÉ CAUSA VIRUS IL FATTURATO SARÀ MOLTO INFERIORE, PER ALCUNE CATEGORIE - TENSIONI NELLA MAGGIORANZA…

Giuseppe Marino per “il Giornale”

 

Salvo correzioni di rotta, sarà fase 2 soprattutto per le tasse. Le imprese, che ancora aspettano gli effetti al rallentatore della promessa «potenza di fuoco» della liquidità, si troveranno a fare fronte a ingenti versamenti fiscali e contributivi.

 

TASSE

La bozza dell' ex «decreto aprile» sembra ancora meno attenta alle aziende del «Cura Italia». «Se nella stesura finale non cambia nulla -denuncia Nicola Spadafora, presidente di Confapi Milano- le imprese si troveranno a versare in luglio, come ogni anno, il saldo delle tasse sul 2019 e l' anticipo del 100 per cento delle tasse sul 2020, calcolate sui redditi dell' anno precedente. Un parametro sproporzionato, perché causa virus il fatturato sarà molto inferiore, per alcune categorie».

 

Già a marzo, del resto, le entrate fiscali sono calate di 2,5 miliardi, meno di quanto temuto, ma comunque una cifra ingente. Al momento, l' unica apertura rimane una circolare dell' Agenzia delle entrate in base alla quale se si «sbaglia» versando fino al 20 per cento in meno, non verranno erogate sanzioni. Uno «sconto» di fatto che, aggiunge Spadafora, «è completamente insufficiente a riflettere il calo degli affari per aziende che a fine giugno, se va bene, avranno appena ripreso a fatturare».

milena gabanelli e le tasse in italia 1

 

Oltretutto, in contemporanea, bisognerà pagare tutti i versamenti contributivi e fiscali mensili sospesi a causa del Covid-19. Nonostante le pressanti richieste delle organizzazioni di categoria e di alcune parti politiche, non c' è stato verso di avere una proroga fino a fine anno. È stato concesso solo un mese in più, fino a fine luglio, oltre a una possibilità di dilazionare, pagando un interesse, in quattro rate.

 

«Per i professionisti -spiega Gianluca Timpone, docente di Politica economica all' Università europea- c' è un' ulteriore beffa: il governo ha concesso loro di evitare la trattenuta Iva quando fatturano prestazioni per conto di aziende. Ma a luglio, sempre che in questo periodo siano riusciti a lavorare, dovranno restituire in un colpo solo tutte le somme».

 

i paesi con il fisco tortuoso

«La scarsa attenzione alle imprese - insiste Spadafora - emerge anche dal fatto che hanno prorogato gli adempimenti fiscali al 30 giugno, ma per le società di capitali hanno permesso l' approvazione dei bilanci in ritardo il 28 giugno. Per la maggior parte dei contribuenti non ci saranno i tempi. Qui si scherza con il fuoco: molte aziende non riapriranno a queste condizioni». Allo stesso tempo, il governo assegna alle imprese un forte ruolo sociale: lo stop obbligatorio ai licenziamenti è stato allungato a cinque mesi.

L' unica via d' uscita sarà la cassa integrazione. E anche qui non mancano problemi.

 

Al vertice di eri sera tra il premier Conte, il ministro dell' Economia Roberto Gualtieri e i capi delegazione della maggioranza è emerso che mancano sette miliardi per coprire la Cig. Ci sarebbe stato un errore di calcolo, che alcune fonti attribuiscono all' Inps mentre altre ritengono responsabile il ministro del Lavoro.

 

Poi i ritardi delle regioni, che stanno rallentando la procedura per la Cig già coperta.

 

Alla faccia dell' invocazione di «burocrazia zero» lanciata ieri dal vice segretario del Pd Andrea Orlando. Del resto, è lo stesso ministro dello Sviluppo economico, dopo le scuse agli imprenditori presentate dallo stesso Conte, ad ammettere che «siamo già in ritardo, dobbiamo accelerare sulle risposte alle Pmi». Stona però l' esortazione a «una massiccia iniezione di liquidità a fondo perduto diretta e sotto forma di ricapitalizzazione delle imprese, assieme ad ulteriori interventi sugli oneri dei costi fissi». Nel decreto, infatti, mancano completamente proprio questo tipo di interventi. Anzi: è sparito pure lo sgravio pari al 60 per cento dell' affitto.

tasse

 

Brutta botta per i commercianti, in particolare per bar, ristorante ed estetisti, ovvero gli ultimi nella stralunata lotteria delle riaperture. Unica reale concessione: non servirà più la comunicazione al Prefetto per la riaperture di aziende che fanno parte di filiere strategiche.

 

«Non hanno visto un euro dei soldi promessi e devono applicare protocolli di sicurezza talmente poco chiari da rischiare pesanti sanzioni penali», attacca la capogruppo di Fi Anna Maria Bernini.

 

Temi per un nuovo vertice governo-maggioranza, dopo quello di ieri sera, ancora da fissare. Il decreto aprile è diventato maggio, ma i giorni continuano a passare.

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