ancelotti de laurentiis

“ANCELOTTI SI È TROVATO DA SOLO A SUBIRE LE PSICOLOGIE AVIDE DEI GIOCATORI. E COME A MONACO NON CE L'HA FATTA” – SCONCERTI COMMENTA L’ESONERO DI CARLETTO: "UN UOMO CORRETTO E FIN TROPPO ONESTO. È IL PRIMO ALLENATORE CHE SALTA POCHE ORE DOPO AVER PASSATO IL TURNO – L’INTER VA FUORI ED E’ CORRETTO COSI’. NON E’ ANCORA PRONTA PER LA CHAMPIONS, NON SI POSSONO PERDERE 3 PARTITE SU 6..." - L'ANALISI DI GALLO SUL "NAPOLISTA"

inter barcellona

Mario Sconcerti per il "Corriere della Sera"

L' Inter va fuori ed è corretto così. Non è stata fortunata, ma non si possono perdere tre partite su sei. Non è la gara di ieri che la elimina, è questa regolarità del male, una disuguaglianza abbastanza netta rispetto agli avversari europei. L' Inter ha caratteristiche che contro avversari tecnici la costringono alla difficoltà. È successo con la Juventus, due volte col Barcellona, ma è successo anche con la Roma pochi giorni fa.

 

Non è un incidente di percorso, è la prova di una qualità diversa, l' Inter non è ancora a quest' altezza. Non ha sufficiente qualità di gioco per fermare il palleggio dei buoni avversari. La forza dell' Inter è comunque nella qualità degli attaccanti. Lautaro ha giocato ieri una partita eccezionale, senza un errore e contro un avversario al suo livello, Todibo.

 

ancelotti insigne

Credo non ci siano attaccanti migliori alla sua età, Ansu Fati è bravissimo in generale, ma non è ancora paragonabile. Rispetto alla stagione scorsa Lautaro è cresciuto tanto, ha una pericolosità costante, un' arte di uscire vincente dal contatto con gli avversari che prima non aveva. E trova subito il tiro cattivo.

 

L' Inter è una squadra ancora piena di spigoli che in Italia però basta e avanza. Ha due attaccanti che escono da qualunque schema, hanno un rapporto con il gol che quasi non dipende dalla squadra. Forse farà bene anche essere usciti dalla Champions, non era la strada giusta. Meglio giocare in Italia e fare esperienza internazionale con l' Europa League. Il Napoli esce trionfando ma va ricordato che il suo secondo posto non è stato una sorpresa. Il girone era buono, la vera impresa del Salisburgo è stato segnare tre gol a Liverpool, dove poi ne ha subiti quattro.Ancelotti sarà il primo allenatore che salta poche ore dopo aver passato il turno.

 

CARLO ANCELOTTI

Non bisogna giudicare con buon senso né con i soli risultati la sua storia. È successo a Napoli qualcosa di eccezionale, tutta la squadra è ancora multata per milioni di euro, sono volate negli spogliatoi offese e forse più tra dirigenza e giocatori. Una situazione che non aveva più niente di tecnico e non era legata a un risultato. Mi dispiace per Ancelotti che è un uomo corretto e anche troppo onesto. Ma si è trovato da solo a non parlare di calcio, a subire le psicologie avide dei giocatori. E come a Monaco non ce l' ha fatta.

 

 

 

DE LAURENTIIS

Massimiliano Gallo per www.ilnapolista.it

 

È finita la diversità di Aurelio De Laurentiis. Da questa notte può finalmente essere considerato un figlio di Napoli. Uno che ragiona come ragiona Napoli. Ha posto fine alla lunga crisi della squadra con l’esonero di Carlo Ancelotti. Nella sera in cui il Napoli, per la terza volta nella sua storia, ha raggiunto gli ottavi di finale di Champions. Mentre la tanto strombazzata Inter è stata eliminata dal Barcellona baby. De Laurentiis ha preso il progetto Ancelotti e lo ha buttato via. Ha scelto la soluzione più semplice, quella più breve: promessa ai giocatori per le multe e via il tecnico che aveva idee tattiche – e forse non solo quelle – che non piacevano al gruppo, in particolare ad alcuni senatori.

CARLO ANCELOTTI

 

Da stasera c’è una novità. Dobbiamo amaramente constatare che tra i nostalgici del periodo sarrita c’è anche Aurelio De Laurentiis. Che ci ha provato, a modo suo, a cambiare pagina. Poi, come si dice in un gergo che il presidente ben conosce, non gli ha retto la pompa. Ci vuole coraggio. Troppo. È un processo simile alla “Costruzione di un amore” di Fossati. E bisogna saper attraversare il deserto. Non è roba da De Laurentiis, ahinoi. Forse ci eravamo illusi. Forse le persone cambiano. Forse non possiamo comprendere le paure di chi guida un’azienda che probabilmente è cresciuta troppo.

 

 

Fatto sta che non possiamo non riflettere sulla considerazione che De Laurentiis passerà alla storia come il presidente che tra Insigne e Ancelotti ha scelto Insigne. Ha provato a tenere vecchio e nuovo. Ha voluto, o ha fatto finta di volere, imboccare una strada nuova senza abbandonare completamente la vecchia. Con De Laurentiis presidente, Arrigo Sacchi sarebbe stato esonerato. Questa è la cruda realtà.

 

Molto probabilmente a questo punto viene da pensare che il presidente non si sia mai fidato fino in fondo di Carlo Ancelotti. Forse ne ha avuto paura. Il Napoli non si è comportato con Ancelotti come ha fatto l’Inter con Conte. Non ha obbedito alle indicazioni dell’allenatore che peraltro all’Inter ha ripagato i vertici societari attaccando loro spesso e volentieri. De Laurentiis non ha voluto abbandonare il suo certo per l’incerto. Non ha tenuto fede agli impegni di maggio. Ha lasciato appese molte, troppe, situazioni contrattuali. E non ha ceduto chi andava ceduto.

insigne ancelotti

 

Si fa molta fatica a comprendere la ratio dei comportamenti di De Laurentiis se non si tiene in considerazione la paura. De Laurentiis non è un coraggioso e in questa occasione lo ha dimostrato in maniera fin troppo evidente. Ma è un difetto che non gli si può imputare, come ha spiegato Alessandro Manzoni. Resta un grandissimo presidente, ha portato il Napoli in una dimensione sconosciuta. Purtroppo sconosciuta anche a lui. Ha i suoi limiti ben definiti, come tutti noi del resto. Probabilmente abbiamo preferito proiettare su di lui processi che magari noi stessi non siamo riusciti a compiere.

 

ancelotti de laurentiis

Resta la grande incognita sui cinquanta giorni che hanno sconvolto il Napoli. Cinquanta giorni che a scorrerli – come un film – hanno avuto De Laurentiis assoluto protagonista. Ha cominciato a picconare la sua creatura e non si è più fermato. Almeno fino all’esonero di Ancelotti. Ha provato sistematicamente a distruggere il giocattolo. Non ci addentriamo in considerazioni dietrologiche. Restano cinquanta giorni strani. In cui De Laurentiis, di solito lucido, non ha mai compiuto una – diciamo una – scelta costruttiva. Ha solo distrutto. Sistematicamente e senza sosta.

 

ancelotti

E alla fine si è spaventato. Più di tutti. E ha compiuto la scelta che considera la più efficace nel minor tempo possibile. E che nel breve potrebbe anche funzionare. Una scelta tattica. Non strategica. Adesso De Laurentiis una strategia non ce l’ha. Si è aggrappato al gruppo di calciatori cui nonostante tutto è affezionato. E al gruppo che ritiene più influente. Chissà che non abbia sbagliato anche questa valutazione. Si è messo nelle loro mani. Ha ingaggiato – o sta per ingaggiare – un allenatore disposto a giocare come vogliono loro. E qui, sommessamente, da non sarristi chiediamo: ma allora non valeva la pena tenersi l’originale? La speranza è che non commetta lo stesso errore commesso da Ancelotti: l’errore di sopravvalutarli. Come probabilmente abbiamo fatto noi con lui.

ancelotti de laurentiis

 

galliani ancelotti maldini

 

 

 

koulibaly ancelottiancelottiancelotti de laurentiisancelotti inter napoliancelotti ferma i calciatori del napoli

ancelottibarcellona inter contede laurentiis ancelotti

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...