colombia proteste

“COME POSSIAMO RIMANERE CON LE MANI IN MANO E PENSARE AL CALCIO?” – IN COLOMBIA PROTESTE FUORI DALLO STADIO DI BARRANQUILLA IN OCCASIONE DELLA PARTITA CON L’ARGENTINA. LA TENSIONE E’ ALTISSIMA. I GRUPPI ULTRAS HANNO UNITO LE FORZE E OGGI SONO L'ANIMA DELLE MANIFESTAZIONI CONTRO IL GOVERNO - QUALCOSA STA CAMBIANDO IN SUDAMERICA: IL PALLONE NON E’ PIU’ L’OPPIO DEL “PUEBLO”. IN BRASILE E IN ARGENTINA DELLA COPA AMERICA NON FREGA NIENTE A NESSUNO E LE PERSONE CONTINUANO NELLE PROTESTE…

Dal corrieredellosport.it

 

Tensione alta in Colombia

colombia proteste

In Colombia la tensione è molto alta. Ogni giorno proteste nelle strade: la proposta di riforma fiscale, voluta dal presidente conservatore Ivan Duque, ha scatenato la rabbia delle classi sociali meno abbienti. Dal 28 aprile a oggi tanti scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine.

 

Migliaia di feriti, un centinaio di persone scomparse e circa sessanta morti. La pandemia Covid-19 picchia duro nel Paese sudamericano attualmente investito dalla terza ondata: al momento si conteggiano oltre novantaduemila morti accertati. Anche causa della pandemia sono milioni i colombiani che adesso vivono stabilmente nella miseria mentre i cartelli del narcotraffico continuano le loro attività avendo messo a coltura nuovi e ampi territori. Un coacervo di situazioni intrecciate fra loro.

 

I militari presidieranno lo stadio

Lo stadio metropolitano Roberto Meléndez è l’impianto ufficiale della Nazionale colombiana con circa cinquantamila posti. Per questa gara sono consentiti diecimila ingressi a persone vaccinate. Quasi cinquemila militari presidieranno lo stadio per evitare che le proteste popolari arrivino sin dentro le tribune del Meléndez. In volo anche elicotteri e droni per controllare la situazione.

colombia copa america 9

 

 

COLOMBIA

Estratto da rivistaundici.com

Il 28 aprile 2021 la Colombia si è svegliata con le piazze inondate di persone: era iniziato il più imponente sciopero generale della giovane storia repubblicana del paese andino. L’obiettivo iniziale della protesta era l’abolizione di una riforma tributaria, la Ley de Solidaridad Sostenible, proposta dal governo del presidente della repubblica Ivan Duque, uomo più in vista del partito conservatore Centro Democratico.

 

colombia proteste copa america

Eravamo di fronte a una storia che si ripete spessissimo quando si guarda alle giovani democrazie sudamericane, troppe volte finite in mano a governi che colpiscono, con riforme economiche discutibili, gli strati più poveri della popolazione, aumentando la forbice già alta tra le classi abbienti e il resto dei cittadini. Lo ha ammesso lo stesso Ministro del Tesoro colombiano, Alberto Carrasquilla Barrera, colui che ha deciso di reprimere con forza ogni tentativo di protesta di piazza.

 

Da allora le proteste non sono ancora terminate, e il numero di vittime dovute agli scontri in strada tra i manifestanti e le forze dell’ordine sale ogni giorno che passa: secondo le Ong Temblores e Indepaz, i morti accertati sarebbero 71; per il ministro della difesa, invece, la quota scende a 48. È una disputa sui numeri che risulta straniante se poi, al conto di questo primo mese di proteste, aggiungiamo anche le migliaia di persone che sono rimaste ferite e le centinaia di persone che sono desaparecidas senza che di loro si sappia niente, come se fosse l’eco di un passato terribile che risuona in maniera sinistra per tutto il subcontinente, non solo per la Colombia.

colombia proteste 2

 

 

Eppure, nonostante la terribile repressione, le proteste sembravano avere avuto successo, tanto che il governo ha cominciato a perdere pezzi importanti: il 2 maggio la nuova regolamentazione fiscale è stata ritirata; due giorni dopo si è dimesso il ministro delle Finanze, Alberto Carrasquilla, promotore della riforma; l’11 maggio, infine, si è dimesso anche l’Alto Commissario per la Pace, Miguel Ceballos, colui che avrebbe dovuto lavorare a una transizione pacifica tra i guerriglieri delle FARC e lo Stato, ma che ha ostacolato in ogni modo il percorso di pace.

 

Nonostante questi provvedimenti e tutte queste dimissioni, le manifestazioni non si sono arrestate, anche perché nel frattempo si sono trasformate in qualcosa di più profondo: un attacco violento e diretto contro il presidente Duque, contro la sua gestione della pandemia, e poi contro la brutalità della polizia, manifestatasi non solo in occasione di queste ultime proteste, ma in tantissimi atti repressivi commessi negli ultimi anni – e infatti anche a settembre 2020 c’erano state delle dimostrazioni contro gli abusi delle forze dell’ordine, puntualmente sfociate in scontri per strada.

 

colombia proteste

Il calcio, anche se indirettamente, è stato protagonista delle mobilitazioni, con una forte presenza delle tifoserie organizzate, tutte in prima linea nelle manifestazioni di piazza – soprattutto con i giovani che appartengono ai gruppi più caldi del Paese. Un esempio importante è quello della città di Cali, uno degli epicentri delle proteste: «No mas muerte por colores», è lo striscione dietro a cui hanno manifestato uomini e donne delle barras bravas di América e Deportivo, le due squadre più importanti della città.

 

Le due tifoserie sono acerrime rivali e i loro scontri hanno avuto tragiche conseguenze, come per esempio nel febbraio scorso, quando sono morti due tifosi nei (consueti) tafferugli prima del Clásico Caleño. I valori e gli obiettivi delle proteste politiche, però, stanno facendo saltare tutti gli schemi, anche quelli che sembravano consolidati e cristallizzati, così le vecchie ferite si rimarginano e l’odio sportivo scompare, almeno per un po’. In un’intervista rilasciata alla CNN, uno dei capi-ultras ha dichiarato: «Siamo di fronte a un momento storico. Possiamo sognare e ottenere un Paese e un mondo migliore. Questo è il motivo per cui ci siamo uniti. La nostra grande rivalità cade di fronte a occasioni come questa».

 

colombia

La presenza più significativa è stata quella del Frente Radical Verdiblanco, una delle barras del Deportivo Cali, da sempre impegnato in campagne sociali nei quartieri più poveri della propria città. Come si legge sulla front page della loro pagina Facebook, per i componenti del gruppo il fútbol è «pace, allegria e passione. Ora non c’è pace sociale e il nostro governo colpisce la povertà da ogni lato. Come possiamo rimanere con le mani in mano?». Guardando quelle facce e ascoltando le loro voci si capisce che la generazione degli olvidados ha preso in mano il proprio destino e sembra non avere alcun intenzione di fare un passo indietro. In questo movimento così importante per un’intera generazione hanno detto la loro anche alcuni dei giocatori più in vista della nazionale tricolor, che in larga parte si sono schierati dalla parte dei manifestanti.

 

james rodriguez

Tra questi ci sono Radamel Falcao, attaccante oggi in forza al Galatasaray e capitano della Colombia, che ha solidarizzato fin da subito con le proteste, e anche il difensore Jeyson Murillo, ex Inter e Sampdoria, che ha dichiarato di essere vicino alle famiglie dei desaparecidos; poi ci sono le mosche bianche che stanno con il Presidente Duque, come Faustino Asprilla, ex calciatore che ricordiamo per le sue giocate funamboliche nel Parma anni Novanta targato Parmalat.

 

Nel mezzo tra questi due gruppi si colloca James Rodríguez, uno degli uomini-simbolo del calcio colombiano: il trequartista dell’Everton, in un lungo post pubblicato sul suo account Twitter il 4 maggio, ha invocato una soluzione pacifica, chiedendo il cessate il fuoco da entrambe le parti e denunciando l’uso sconsiderato della violenza. Una posizione che non è piaciuto alla larga parte dei suoi connazionali, tanto che lo stesso James ha raccontato di aver ricevuto delle minacce: per i colombiani, infatti, non schierarsi significa stare dalla parte del governo.

 

Ultimi Dagoreport

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)

marco rubio giorgia meloni donald trump jd vance vaticano papa leone xiv pietro parolin

DAGOREPORT – MARCO RUBIO ATTERRERÀ GIOVEDÌ A ROMA NON TANTO IN QUALITÀ DI SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, BENSÌ COME CANDIDATO AL DOPO TRUMP – RUBIO SA BENISSIMO CHE LA SUA CORSA ALLA CASA BIANCA È PERDUTA SENZA IL DECISIVO VOTO DEI CATTOLICI AMERICANI, CHE NON HANNO PRESO PER NIENTE BENE L’IGNOBILE GUERRA A COLPI DI INSULTI DELL’IDIOTA-IN-CAPO A PAPA LEONE – UNA VOLTA OTTENUTO DA TRUMP IL VIA LIBERA PER IMBARCARSI PER ROMA, RUBIO È RIUSCITO A STRAPPARE UN INCONTRO CON IL SUO OMOLOGO DELLA SANTA SEDE, IL CARDINALE PIETRO PAROLIN, MA IL DISCO VERDE PER UN’UDIENZA AL COSPETTO DEL TOSTISSIMO PAPA PREVOST NON C’È, PER ORA – PER L’ARRIVO DI RUBIO, L’AMBASCIATORE USA (IN VACANZA) IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, STA ORGANIZZANDO UNA BELLA CENETTA CON I MINISTRI TAJANI E CROSETTO – PER RUBIO UN INCONTRO PREVISTO ANCHE CON LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CHE, VISTI I NEGATIVISSIMI SONDAGGI ITALIANI SUL PRESIDENTE PIÙ MENTECATTO DELLA STORIA, L’HA MOLLATO AL SUO DESTINO RINCULANDO A TESTA CHINA TRA LE BRACCIA DELL’EUROPA….