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“IO DI CALCIO NON SO NULLA, NON SO NEANCHE CHI SIA ZOFF” – VITA GIALLOROSSA DI GIUSEPPE CIARRAPICO, EX PRESIDENTE DELLA ROMA DOPO GLI ANNI D’ORO DI VIOLA E PRIMA DELL’EPOPEA DI SENSI - QUELLA VOLTA CHE SCAPPO’ DALL’OSPEDALE DOPO IL GOL DI CANIGGIA E SI PRESENTO’ ALL’OLIMPICO IN PIGIAMA (VIDEO) - IL RUOLO DI ANDREOTTI, LA CONSULTA CON ALBERTO SORDI E ORNELLA MUTI, IL NO A BEPPE SIGNORI, L’ESORDIO DI TOTTI - VIDEO

ciarrapico caniggia

Francesco Persili per Dagospia
“Io di calcio non so nulla, non so neanche chi sia Zoff”. Si presentò così ai tifosi giallorossi Giuseppe Ciarrapico, presidente della Roma dal ’91 al ’93, scomparso a Roma all’età di 85 anni. Plenipotenziario di Andreotti (si conobbero nel 1953 all’inaugurazione di un centro ittico a Latina) e editore, il ‘re delle acque minerali’ poteva vantare il ruolo di grande mediatore della spartizione della Mondadori fra Berlusconi e De Benedetti quando prese dalle mani di Flora Viola la Coppa Italia appena conquistata a Marassi contro la Sampdoria.
 
Un passaggio simbolico di consegne tra la famiglia che aveva portato la Roma al punto più alto della sua storia e l’imprenditore che, travolto dalle inchieste di Tangentopoli, la lasciò sull’orlo del fallimento nelle mani di Sensi e Mezzaroma.
 

ciarrapico letta confalonieri

L’operazione che lo portò sul ponte di comando di Trigoria venne raccontata anni dopo da Luciano Gaucci, anche lui interessato al club giallorosso: “Andreotti era un amico ma lo era anche di Ciarrapico, che era appoggiato anche da Craxi e Pomicino. La politica sul filo di lana ha prevalso…” Il presidente della Figc Antonio Matarrese confermò: “La politica ha avuto una presenza pregnante ma tutto è stato fatto nell’interesse della Roma”.
 
All’arrembante ‘Ciarra’ bastarono pochi mesi per innamorarsi del giocattolo Roma al punto da non voler più nessuno a fargli ombra. Silurò il vicepresidente Gianni Petrucci, che poi sarebbe diventato presidente del Coni e numero 1 della Federbasket. Si circondò di una corte di pretoriani-ultrà e varò una Consulta giallorossa con i tifosi vip (Alberto Sordi, Ornella Muti, Lorella Cuccarini). Fiumi di parole e di polemiche (“Se avessi comprato la Fiat o la Rai non avrei avuto tanto riscontro sui media”), assemblee degli azionisti con scontri feroci sulle azioni dell’Elettrocarbonium, bilanci contestati. "C'è chi, attraverso la Roma, sta cercando di farmi male come imprenditore", protestò lui.

ciarrapico 5

 
La sua gestione è legata all’esordio in A, il 28 marzo 1993, di Francesco Totti, che un mese prima aveva deliziato gli infreddoliti spettatori del Flaminio in un’amichevole con l’Austria. Ma quel giorno a Brescia a commentare le gesta del futuro Capitano giallorosso non c’era Ciarrapico ma il suo vice Vincenzo Malagò, legato alla Roma dal 1954 e padre dell’attuale presidente del Coni: “Totti? Un ragazzo molto interessante”.
 
La Roma del 'Ciarra' portò in Italia Sinisa Mihajlovic, bocciò Beppe Signori e puntò forte su Caniggia che non fu mai all’altezza della sua fama. Tranne una sera. Semifinale di andata di Coppa Italia, contro il Milan degli Invincibili. Il gol del due a zero su pallonetto, dopo una galoppata in contropiede, portò la squadra di Boskov a ipotecare la finale (poi raggiunta grazie al rigore parato a Papin da Cervone nella gara di ritorno). Ma nella notte quella dell’argentino non fu l’unica fuga leggendaria. Al fischio finale, infatti, Ciarrapico scappò dall’ospedale e arrivò in pigiama e vestaglia all’Olimpico...

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GIULIO ANDREOTTI E ALBERTO SORDI NE 'IL TASSINARO'

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