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“LA POLIZIA CI HA SPARATO CONTRO GAS LACRIMOGENI E SPRAY AL PEPERONCINO. CI HA MESSO IN PERICOLO” – UN TIFOSO DEL LIVERPOOL COSTRETTO SULLA SEDIA A ROTELLE RACCONTA DELL’INFERNO ALLO STADE DE FRANCE PRIMA DELLA FINALE DI CHAMPIONS: “ALCUNE DONNE DISABILI SONO STATE AGGREDITE SESSUALMENTE, UN BAMBINO DISABILE DI 8 ANNI È STATO COLPITO DAI LACRIMOGENI. E GLI AGENTI? RIDEVANO” – IL CAPO DELLA POLIZIA DI PARIGI AMMETTE L'ERRORE NELLA GESTIONE DEGLI INGRESSI: “UN FALLIMENTO. CHIEDIAMO SCUSA" - LA FREGNACCIA DEI 30MILA TIFOSI CON BIGLIETTI FALSI

1. «IO, DISABILE TIFOSO DEL LIVERPOOL ALLO STADE DE FRANCE. LA POLIZIA RIDEVA, COME SE FOSSE UN GIOCO»

Da www.ilnapolista.it

tifosi del liverpool allo stade de france 9

 

Le Parisien raccoglie la testimonianza di un tifoso disabile del Liverpool che era presente allo Stade de France la sera della finale di Champions. Si chiama Ted Morris, ha 58 anni, è costretto su una sedia a rotelle. Racconta la terribile esperienza che ha vissuto. Di lui avrebbero dovuto prendersi cura steward e polizia, invece racconta di aver «temuto per la sua vita».

 

Allo stadio è arrivato presto, già intorno alle 15, in compagnia della moglie e di due figlie e già a quell’ora iniziavano le prime rapine ai tifosi. Alle 18 ha iniziato le procedure per il controllo dei biglietti.

 

«C’erano già molti giovani locali che cercavano di intrufolarsi nel cordone di sicurezza. Non c’era quasi nessuno della polizia. C’erano cinque poliziotti armati, ma che non facevano nulla per intervenire».

tifosi del liverpool

 

Morris è stato portato all’ingresso riservato alle persone con mobilità ridotta. Avendo già viaggiato in giro per l’Europa al seguito dei Reds, si è reso subito conto che qualcosa non andava. Davanti a lui c’erano tre persone in sedia a rotelle che aspettavano da più di un’ora perché «Nessuno si era preso cura di loro».

 

Le persone erano in fila con biglietti validi ma gli steward non li scansionavano.«Sembravano completamente persi. Nessuno sapeva come reindirizzare le persone i cui biglietti non funzionavano».

 

Ad un’ora dall’inizio della partita, la tensione, davanti allo stadio, continuava a salire. Per sua fortuna, Morris è stato aiutato ad entrare da personale interno al club, ma gli altri non sono stati così fortunati.

tifosi del liverpool allo stade de france

 

«Nell’associazione di cui faccio parte abbiamo avuto un bambino disabile di 8 anni che è stato colpito dai gas lacrimogeni dalla polizia, così come un altro uomo su una sedia a rotelle. I tifosi ciechi sono stati separati dal loro accompagnatore e si sono trovati soli sul piazzale. È stato terrificante».

 

Dopo la partita, Ted Morris e la sua famiglia hanno lasciato lo Stade de France in un’atmosfera che ha descritto come «tossica». Mentre si dirigevano verso una stazione della RER, sono stati attaccati da centinaia di giovani locali. «Correvano contro di noi da tutte le parti cercando di derubare la gente. È stato pazzesco. E non c’erano più poliziotti a proteggerci. Perché?».

 

Arrivato alla stazione, Ted pensava di essere al sicuro. Invece no. «La polizia ci ha sparato contro gas lacrimogeni e spray al peperoncino. Ci ha messo in pericolo».

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Finalmente è riuscito a tornare sano e salvo al suo hotel e poi a casa, ma è ancora sotto choc. «Abbiamo avuto donne disabili che sono state aggredite sessualmente, abbiamo avuto tifosi disabili che hanno avuto paura per le loro vite, e non sto esagerando. È stato il momento più traumatico della mia vita».

 

Continua: «Quello che la polizia ha fatto quel giorno è una vergogna per il popolo francese e per il popolo di Parigi. Siamo venuti a vedere una partita di football. Immagina di essere totalmente cieco e di essere premuto contro le griglie, agitando il bastone in aria chiedendo aiuto. E sai qual è la parte peggiore? La polizia rideva. Non gli importava di noi, come se fosse solo un gioco».

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Punta il dito contro il ministro dell’interno francese, Gerald Darmanin, che ha parlato di circa 40mila tifosi inglesi senza biglietto o con biglietti falsi.

 

«Quello che voglio dirgli è che dovrebbe dimettersi. Ha detto bugie su bugie. Siamo tutti sotto shock psicologicamente e sta peggiorando le cose. Dovrebbe assumersi la responsabilità! Ammettere la colpa! E assicurarsi che nessuno che venga nel vostro paese debba passare attraverso tutto questo. Quando penso che la Coppa del Mondo di Rugby si svolgerà lì, le Olimpiadi… Non riesco nemmeno a immaginare come la Francia… E se hanno intenzione di farlo, hanno seriamente bisogno di guardarsi allo specchio e mettere in atto misure per proteggere le persone».

 

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2. FINALE DI CHAMPIONS, LA POLIZIA DI PARIGI: «ABBIAMO FALLITO, CHIEDIAMO SCUSA AI TIFOSI INGLESI E SPAGNOLI»

Da www.ilanpolista.it

 

Il capo della polizia di Parigi Didier Lallement ha riconosciuto il “fallimento” dell’organizzazione della sicurezza la sera della finale di Champions League. Si è scusato per aver usato lacrimogeni contro i tifosi che cercavano di entrare allo stadio, e ha anche ammesso la “bugia” dei 30.000 tifosi con biglietti falsi.

 

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“È ovviamente un fallimento”, ha detto Lallement rispondendo ad una commissione del Senato francese che indaga su quella che solo per un caso non si è trasformata in una strage: “È stato un fallimento perché le persone sono state spinte e attaccate. È stato un fallimento perché l’immagine del Paese è stata minata. Chiediamo scusai ai tifosi inglesi e spagnoli”. I lacrimogeni? “Non dovevamo usarli, ma non c’era altro modo per contenere la pressione della gente”.

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“La cifra dei tifosi senza biglietto – ha ammesso – non aveva una basi scientifiche, ma semplicemente veniva dal riscontro di informazioni essenziali. Forse mi sbagliavo sui 30-40.000, ma non ho mai affermato che la cifra fosse perfettamente corretta. Che fossero 40.000, 30.000 o 20.000, non cambia il fatto che c’erano decine di migliaia di persone. Le 30-40.000 persone che ho citato non erano nelle immediate vicinanze dello stadio, erano oltre i posti di blocco. Ovviamente non c’erano dalle 30.0000 alle 40.000 persone davanti ai cancelli dello stadio. È ovvio, nessuno l’ha mai detto, non so da dove provenga questo dibattito”.

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