silvio baldini

“QUANDO VERRÀ LA DECADENZA INSOPPORTABILE DEL CORPO FARÒ COME I CANI E I CAPI INDIANI. MI ALLONTANERÒ, ANDRÒ A MORIRE PER I FATTI MIEI IN MONTAGNA” - SILVIO BALDINI, DOPO LE DOPPIE DIMISSIONI, SI CONFESSA A GIANCARLO DOTTO - "A PALERMO I NUOVI PROPRIETARI NON CREDEVANO IN ME, A PERUGIA NON ERA UNA FAMIGLIA. A 64 ANNI NON DESIDERO ALTRO CHE VIVERE ALLA MIA MANIERA, ESSERE FEDELE A ME STESSO, AL MIO BISOGNO DI EMOZIONI FORTI" - E POI SPALLETTI E MANCINI: “NON LO SENTO, MA MI DICONO CHE MI STIMA MOLTO”…

Giancarlo Dotto per la Gazzetta dello Sport

 

silvio baldini

Tornato fantasma nella nebbia delle sue Apuane, che fa quel magnifico fuori di senno? Va a funghi. L’hanno cercato in tanti, amici e ficcanaso. Lui ha staccato il cellulare. Irreperibile per chiunque. Poche ore di sonno e sveglia alle quattro (“Ho la prostata ingrossata…”). Due ore dopo, ancora buio pesto, è in viaggio con il suo fuoristrada in compagnia di Medea e di Peck, i suoi cani (“L’altro, Ques, è troppo vecchio, ha 14 anni, non ce la fa più, sta arrivando anche per lui la Signora Nera”).
 

silvio baldini

Destinazione Borgotaro e Verceto, il paese di Stefano Pioli (“Conosco bene Stefano, una persona alla mano. Gli uomini legati alla propria terra sono sempre per bene”), dove si congiungerà con Alberto e Domenico detto “Il Polpa”, compari di porcini. Gente taciturna che non fa domande e bada al sodo. Tornare con le ceste piene.
 
Due giorni prima si era dimesso dal Perugia, a nemmeno un mese dalla firma del contratto. Colpo di scena? Normale amministrazione se ti chiami Silvio Baldini. A fine luglio si era già dimesso dal Palermo. Coazione a ripetere? Probabile. Sicuramente un record da Guinness.
 
Baldini è questo, prendere o lasciare, prima che sia lui a lasciarti. Uno che, a 64 anni, ha preso la strada delle scelte estreme e non sa più tornare indietro. Non vuole. Un Cuore Selvaggio che aspetta il suo David Lynch per essere raccontato come merita. Come tutti i pazzi naif, lui si lascia martellare il cuore da passioni primordiali. Sanguina a tempo pieno. Baldini è nudo anche quando va intabarrato per la montagna a caccia di funghi o a sparare a colombacci e pernici. Con la sua testa inquieta e gli occhi forastici, ma capaci di lacrime e dolcezze inaudite.

silvio baldini

 

Sente le voci di dentro, come Eduardo. Non si limita a sentirle, obbedisce ciecamente. Una di loro gli disse un giorno che per mondarsi l’anima dal peccato d’aver preso troppi soldi da quel satana di Zamparini doveva ricominciare una nuova vita. Accettò di allenare la Carrarese in serie C dopo sei anni di eremitaggio in montagna a una sola condizione: non essere pagato. Zero.

 

Neanche un rimborso spese. Harakiri esemplare. Alla Mishima. Del martire che scopre la voluttà della sconfitta e si da fuoco o si fa esplodere sul più bello, per ricordare a se stesso che non c’è vita sulla terra se non vivendo a tempo pieno nella fornace dei sensi. Troppo per se stesso, troppo per chiunque. Nella tradizione di una terra, tra Massa e Carrara, di anarchici furiosi, a cominciare da Michelangelo e da papà Valentino che si arrampicavano a scegliere il marmo giusto con cui fare all’amore o semplicemente campare.

 

Dovevamo vederci a Perugia. Non c’è stato il tempo.

silvio baldini

“Il tempo è il bene più prezioso. Se non ce l’hai vuol dire che non esisti. E il mio tempo a disposizione è sempre meno. Non mi va di sprecarlo. Le cose accadono in fretta”.

Palermo e poi Perugia in rapida sequenza. Molli prima gli sceicchi e poi Santopadre, a distanza di due mesi e mezzo. Allora è tutto vero, sei un pazzo irrecuperabile, quanto meno un blasfemo.

“A 64 anni non desidero altro che vivere alla mia maniera, essere fedele a me stesso, al mio bisogno di emozioni forti. Per me la famiglia è tutto, se non sono felice con me, non posso esserlo nemmeno con loro”.

 

Andiamo con ordine. Le dimissioni dal Palermo a fine luglio. Il Palermo che avevi portato in serie B.

giancarlo dotto foto di bacco (3)

“I nuovi proprietari non credevano in me. Basti pensare che mi hanno lasciato un anno di contratto mentre a Corini, il mio successore, hanno fatto un biennale. Avevo tre fisioterapisti miei e me ne hanno imposti altri due, insieme a un preparatore atletico di cui non avevo bisogno”.

Ti sei chiamato fuori dopo un mese anche dal Perugia.

“Mi dispiace. Avevo la fiducia del presidente e del direttore, mi affascinava la città, la favola del Perugia di Sollier, Curi, Vannini, come quella del Cagliari, quando le favole erano ancora possibili”.

Ma…

“Ho trovato bravi giocatori ma tra loro non c’era quel legame vero che porta i risultati. Non era una famiglia. Quando non c’è famiglia, non c’è amore, non c’è passione”.

 

silvio baldini

I risultati non vengono solo dall’amore. Hanno vinto squadre nella storia del calcio i cui giocatori si sarebbero volentieri presi a sprangate.

“Non ho il culto della vittoria. Non m’interessano le vittorie dove non c’è amore e spirito di fratellanza”.

Non ti sei dato il tempo di costituirla questa famiglia a Perugia.

“Non c’erano le condizioni. Io vedo le cose con il cuore, non con gli occhi”.

 

Delirante. Parlare di promozione in A con una squadra ultima in classifica.

“Non sono un pazzo. Non c’era questa differenza tecnica incolmabile tra noi e i primi. Ma bisogna credere all’impossibile, bisogna credere ai propri sogni”.

 

Manca al Perugia l’attitudine al sogno?

“Quando ti accorgi che l’egoismo dei singoli è superiore alla capacità di sognare non puoi farci niente. Il calcio non ti dà tempo. Non erano i risultati a preoccuparmi,  ma le prestazioni di una squadra che si rifiuta di sognare”.

Il presidente Santopadre ha provato a convincerti?

SILVIO BALDINI

“Lui è una persona semplice, bellissima la sua storia da imprenditore. Ha provato a chiamarmi ma avevo staccato il cellulare. Quando prendo una decisione non torno indietro”.

Il tuo amico Spalletti dice di te: “Silvio è troppo avanti. Anni di anticipo. Il calcio non è ancora pronto per uno come lui”.

“Ci si conosce con Luciano da quando giocava nello Spezia. Abbiamo radici simili. Lui ama la campagna come me, suo padre gestiva delle riserve di caccia. Ci uniscono tante piccole cose”

 

Sta facendo cose straordinarie con il suo Napoli.

“Gioca un calcio che in Europa non fa nessuno. Merita un premio il suo lavoro e l’otterrà. Lui è uno che fa bene al calcio. Andrò a trovarlo due o tre giorni nella sua tenuta, ma prima vado una settimana a disintossicarmi da Mario”.

 

silvio baldini

Chi è Mario?

“Il mio amico pastore che vive sulle montagne siciliane con le sue mucche, le capre e i cani randagi. Quando vado e lui mi parla io torno bambino. Di quando domava il suo cavallo guardandolo negli occhi. Come quando ascoltavo le favole della nonna”.  

 

Il tuo amico Lele Adani e tanti altri dicono che tu dovevi diventare il Marcelo Bielsa italiano. Un altro “loco” come te.

“Ognuno deve essere se stesso, non si deve vergognare della sua storia. La vita è corta, non sono un tipo che si può adattare. La comodità non fa per me, non mi dice niente. Non ho mai inseguito il denaro, è la mia forza”.

 

Hai ancora un futuro nel calcio?

“Non lo so e non m’interessa. Non penso al futuro, il futuro è la mia decadenza, io voglio vivere intensamente il presente, essere quello che devo essere. Se poi si creano le condizioni giuste…”.

 

E se non si creano?

silvio baldini

“Quando verrà la decadenza insopportabile del corpo farò come i cani e i capi indiani. Mi allontanerò, andrò a morire per i fatti miei in montagna. La Signora vestita di nero verrà a prendermi e io l’aspetterò. Cercherò di ammaliarla con le parole. Le dirò che non ho rimpianti. Che non mi è mancato niente”.

Mai trovato un’anima gemella nel mondo del calcio?

“No, ma tante persone solidali. A cominciare da Spalletti, De Zerbi, Lippi, lo stesso Conte. Mancini non lo sento, ma mi dicono che mi stima molto”.

 

Dicono tutti che sei un grande innovatore del calcio ma poi ti è venuta la sindrome di Gesù, cerchi più apostoli che giocatori, sali e scendi dalla croce.

“Non è follia, non è utopia, è una condizione magica di anime che si scelgono.  È successo l’anno scorso con il mio Palermo. Un dono del destino”.

BALDINI DI CARLO

Si dice che il punto di non ritorno della tua storia di allenatore è quando hai preso a calci in culo in mondovisione il tuo collega Di Carlo.

“Arriva un punto della vita in cui non te ne importa più nulla di cosa pensano gli altri e delle conseguenze dei tuoi atti”.

 

Sei rimasto l’unico in Italia a dimetterti.

“È un problema degli altri, non mio. Ho rinunciato a tutto. La mia famiglia non ha bisogno di soldi ma di me, del mio amore, della mia felicità”.

Cosa scatta nella testa di Silvio Baldini ogni volta che ti parte l’impulso irrefrenabile?

“Una grande tristezza. Ti senti un incompreso. Hai dato tutto, mostrato la più grande diponibilità e alla fine sei costretto fare questi gesti per non subire situazioni che non ti appartengono”.

 

silvio baldini

Cosa fa Silvio Baldini quando è invaso dalla tristezza?

“Penso solamente a vivere. Vedi, ora comincia ad albeggiare, tra mezz’ora respirerò l’aria della montagna e calpesterò foglie secche gigantesche. Penso a mia figlia Valentina. Lei e mia moglie mi hanno segnato la vita. Mi va bene rimanere senza niente, ma non posso perdere le mie donne”.

 

Valentina, la tua figlia gravemente disabile.

“Lei è stata la chiave di tutte le mie scelte. Se sono quello che sono è perché e lei a dirmi che sono nella strada giusta. Lei e i due figli maschi, due uomini pieni di valori”.

Giri sempre con un punteruolo in tasca?

“Sempre. Ora più che mai, sto andando da solo nel bosco”.

 

 

 

 

 

SILVIO BALDINI 44BALDINI 66SILVIO BALDINI 44

 

 

 

Ultimi Dagoreport

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”