camila giorgi

“IL SOGNO DEI SOGNI È UN TITOLO SLAM, COME FRANCESCA SCHIAVONE E FLAVIA PENNETTA” – DOPO LA VITTORIA AL MASTERS 1000 DI MONTREAL CAMILA GIORGI NON VUOLE PIÙ FERMARSI: “LE CRITICHE A MIO PADRE NON LE TOLLERO: MI HA PORTATA DA ZERO A VINCERE UN MASTER 1000, DOVREBBERO FARGLI UN MONUMENTO. C'È TANTA INVIDIA IN GIRO” – IL COVID, LA LINEA DI MODA E I PROGETTI PER IL FUTURO…

Gaia Piccardi per il “Corriere della Sera”

 

camila giorgi montreal 8

Lo sapevano Camila, papà Sergio, mamma Claudia, i due fratelli, Leandro e Amadeus. E basta. «Noi, contro tutti». Solo i Giorgi avevano l'intima convinzione che un giorno questa bella ragazza di Macerata con il fisico da quattrocentista e il tennis del futuro, figlia di un ex militare italo-argentino che ha combattuto la guerra delle Malvine, sarebbe riuscita a vincere un grande torneo. 

 

Ora che è successo, oggi che Camila Giorgi è la campionessa del Master 1000 di Montreal (seconda italiana dopo Flavia Pennetta a Indian Wells 2014, terzo titolo in carriera), guardarsi indietro è una dolcissima rivincita. 

camila giorgi montreal 6

 

Camila, grazie a chi? 

«A papà, che ci ha sempre creduto dall'inizio. L'unico che nei momenti bui non si è arreso, mi ha spinta, mi ha regalato energia. Il giorno dopo una brutta sconfitta, lui c'era. Nessun altro poteva darmi la convinzione nei miei mezzi. Abbiamo un'intesa unica, una comunicazione continua. Da Montreal ci siamo sentiti dieci volte al giorno». 

 

camila giorgi montreal 7

L'ultima subito prima della finale contro Pliskova. 

«L'ho chiamato io: papà sono pronta, sono forte, posso farcela, gli ho detto. Con lui faccio la dura. Con mamma, invece, mi sciolgo. Abbiamo pianto al telefono insieme. È solo una partita di tennis, Camila, mi ha detto, vai e divertiti che per me sei bravissima comunque». 

 

Papà Sergio dice che il salto di qualità non è questione di colpi ma di testa. 

«Ha ragione, come sempre. È un grandissimo conoscitore dello sport, ha dedicato la sua vita a me. Tante volte mi sono scappate via partite che potevo vincere. E lui a dirmi: Camila, tranquilla, ce la fai. Ma la convinzione dovevo trovarla dentro di me». 

 

camila giorgi montreal 3

Quando è successo? 

«È dall'inizio della stagione che sto giocando bene. Nell'autunno 2020 abbiamo fatto la miglior preparazione di sempre: a Melbourne sono arrivata in gran forma però ho subito avuto un problema all'adduttore. Per trovare il mio tennis avevo bisogno di continuità». 

 

Il Covid a marzo non ha aiutato. 

«L'ho preso a Miami. Nessun sintomo in particolare, mai perso olfatto né gusto. Però ero stanchissima. In Florida ho dormito una settimana di fila e, tornata a casa, ho dovuto praticamente ricominciare tutto da capo. Non è stato facile. Sono arrivata a Roma con pochissima preparazione, sono rimasta in campo quattro ore con la Sorribes Tormo in un match che avrei meritato di vincere. A Eastbourne, sull'erba, finalmente le cose hanno cominciato a girare meglio e ho battuto tre top player (Pliskova, Rogers e Sabalenka). Non mi succedeva da un po'. Poi mi ha fermata un altro risentimento muscolare alla coscia». 

CAMILA GIORGI 9

 

Ai Giochi di Tokyo è stata la migliore dell'Italia: sconfitta nei quarti a un passo dalla sfida per il bronzo. 

«Lì ho ritrovato la fiducia e la continuità. A Montreal non è stato facile battere quattro teste di serie, perdendo solo un set in semifinale. È stata una prova importantissima anche perché in Canada ero da sola, senza papà. Ed è stato bellissimo ritrovare il pubblico, che mi ha sempre sostenuta». 

 

CAMILA GIORGI

Come può un padre che non ha mai giocato a tennis allenare la figlia, è stata la critica ricorrente di questi anni. 

«Papà sa tanto, è molto saggio. Io le critiche non le tollero, non le capisco: mi ha portata da zero a vincere un Master 1000, a mio padre dovrebbero fare un monumento. C'è tanta invidia in giro, la gente parla senza conoscerci e senza sapere. Ma io so quanto vale mio padre e questo mi basta». 

 

La linea di vestiti disegnata da mamma Claudia sta andando a ruba online, Camila. 

«Sono felice. Giomila è un'idea di mamma, partita come un hobby nel tempo libero che le lascia il mestiere di professoressa di arte contemporanea. Mamma è un'artista unica, mi conosce, abbiamo gli stessi gusti. La mia linea preferita è quella dei babydoll, tipo quello con i fiorellini con cui ho giocato a Montreal. Mi piace truccarmi un po', essere femminile anche in campo, non tutte le giocatrici ci tengono. In ufficio andrei curata e, visto che il campo da tennis è il mio ufficio, mi piace non dimenticarmi mai di essere una donna». 

 

Camila Giorgi

Una donna con un amore? 

«Ora non c'è, non sono fidanzata. Ma l'amore per me è importante, ho avuto storie lunghe, quando ho pensato che ne valesse la pena ho saputo conciliare sport e vita privata. Compirò 30 anni il 30 dicembre: il tennis non è tutto, non lo è mai stato». 

 

Ha già un'idea di futuro?

«Adoro la moda ma mi piace anche molto scrivere: un romanzo per bambini è tra i miei sogni. A proposito di bambini: non mi dispiacerebbe aprire una scuola per insegnare ai piccoli le basi del tennis, che sarà sempre una parte importante della mia vita». 

 

Il successo a Montreal spalanca una nuova carriera, Camila, un tempo supplementare imprevisto. 

«L'asticella sale. Il sogno dei sogni è un titolo Slam, come Francesca Schiavone e Flavia Pennetta. Bisogna sempre migliorarsi, darsi nuovi obiettivi. Intanto oggi a Cincinnati torno già in campo: prima ancora di pensare all'Open Usa devo farmi trovare pronta per il match con Jessica Pegula».

camila giorgi 21camila giorgi 20camila giorgi 18camila giorgi 17camila giorgi 16camila giorgi 15camila giorgi 14camila giorgi 13camila giorgi 12camila giorgi 11camila giorgi 10camila giorgi 9camila giorgi 8camila giorgi 7camila giorgi 6camila giorgi 5camila giorgi 4camila giorgi 3camila giorgi 2camila giorgi 1camila giorgi 19

camila giorgi 18camila giorgi montreal 1camila giorgi montreal 2camila giorgi montreal 4camila giorgi montreal 5camila giorgi 17camila giorgi 15camila giorgi 11camila giorgi 10camila giorgi 13camila giorgi 9camila giorgi 3camila giorgi 2camila giorgi 4camila giorgi 7camila giorgi 6Camila Giorgi

Ultimi Dagoreport

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...

renzo ulivieri

DAGOREPORT - AIAC, CHE MALE PER ULIVIERI! NELLA BATTAGLIA MALAGÒ-GALLIANI PER LA GUIDA DELLA FIGC, SCOPPIA UN BUBBONE NELL’ASSOALLENATORI, GUIDATA DA 20 ANNI DALL'85ENNE “COMPAGNO” ULIVIERI: DOPO 20 ANNI DI PUGNO DI FERRO STALINIANO ALL'AIAC, IL "MATUSA" DELLA PANCHINA E' DIVENTATO SPONSOR DEL FORZISTA GALLIANI – IL CASO LOZZI, OPPOSITORE DI ULIVIERI, E IL COMMISSARIAMENTO DEL GRUPPO REGIONALE DEL LAZIO (SCONFESSATO DA UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE) PONGONO QUESTIONI DI TRASPARENZA E SULLA GESTIONE DEL DISSENSO INTERNO - COME PUÒ LA FIGC ACCETTARE UNA SIMILE SITUAZIONE?

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...