roberto mancini nazionale italia

MANCINI, LO CHEF DI COVERCIANO: CON POCHI INGREDIENTI DEVE FARE UNA NUOVA MINESTRA – LA NAZIONALE HA DELLE CARATTERISTICHE MOLTO DIVERSE DA QUELLA CHE HA TRIONFATO L’ESTATE SCORSA AGLI EUROPEI (E FALLITO DI QUALIFICARSI AI MONDIALI): GIOCATORI PIÙ FISICI, GIOVANI BUTTATI NELLA MISCHIA DALL’INIZIO, MENO PALLEGGIO E MAGGIORE PROPENSIONE ALLE RIPARTENZE – GLI ESPERIMENTI STANNO DANDO DELLE RISPOSTE POSITIVE, MA FINITE LE SFIDE DI NATIONS LEAGUE, COSA SUCCEDERÀ QUANDO MANCINI CERCHERÀ DI MISCHIARE IL VECCHIO E IL NUOVO?

Alessandro Bocci per il “Corriere della Sera”

 

MANCINI GNONTO

Un gioco più verticale, una squadra più fisica almeno a centrocampo e una spruzzata di gioventù. La nuova Italia non è una ricetta poi così misteriosa: meno palleggio e maggiore propensione alle ripartenze. Roberto Mancini ha ritrovato il coraggio di osare.

 

Willy Gnonto, 18 anni e mezzo, ha debuttato con l'assist a Pellegrini e non si è smarrito nella prima da titolare contro l'Ungheria. Ieri, insieme a Scalvini, un altro in rampa di lancio, ha trascorso la mattinata libera sui libri di scuola perché il 22 giugno comincerà la maturità.

 

ITALIA GERMANIA

È una Nazionale trasversale quella che cerca di ritrovare l'orgoglio perduto. Ci sono nuovi leader, Donnarumma e Barella, che legano quella vecchia a quella nuova: Gigio ha cambiato numero di maglia, dal 21 all'1 e la mossa ha un alto valore simbolico. Barella, con 8 reti, ha raggiunto Immobile e Belotti in testa alla classifica dei marcatori manciniani e anche questo è un segno. 

 

Basta solo non illudersi, perché siamo all'inizio del viaggio e la confortante partenza nella terza edizione di Nations League non può essere presa come una svolta definitiva. Inghilterra e Germania in trasferta ci diranno qualcosa in più, oltre a dare un volto più chiaro alla classifica del girone.

italia germania

 

Mancini andrà dritto per la sua strada. Sei esordienti a Bologna, un altro a Cesena e la domanda è chi sarà il prossimo, a Wolverhampton, nella rivincita della finale europea: forse Gatti, accanto a Acerbi e a sentire gli spifferi dello spogliatoio già nel cuore dell'artigiano Mancini, o magari il più vecchiotto Caprari, 29 anni a luglio. 

 

SALVATORE ESPOSITO

Forse Salvatore Esposito, classe 2000, della Spal, che parla con la saggezza di un veterano: «Ho preferito lasciare la comfort zone per gettarmi nella mischia». Ha preferito voltare le spalle alla Primavera dell'Inter per andarsi a misurare in serie C: «Una scelta che consiglio a tutti. Non dobbiamo perdere l'occasione che Mancini ci ha dato. Per convincere il calcio italiano a aprire gli occhi sui giovani italiani, serve darsi una mossa».

FEDERICO GATTI IN NAZIONALE

 

La gioventù porta entusiasmo e l'entusiasmo aumenta la convinzione. Dopo le defezioni dei giorni scorsi sta nascendo un gruppo, magari forte nello spirito come quello precedente. Ma diversi sono gli uomini e lo stile. La domanda, semmai, è cosa succederà a settembre quando Mancini cercherà di mischiare il vecchio e il nuovo. Ora l'Italia ha cambiato pelle e ci piace così. 

 

gianluca scamacca

Contro l'Inghilterra altri cambiamenti e qualche certezza: Acerbi nel cuore della difesa, Dimarco terzino sinistro (Biraghi infortunato ha lasciato il ritiro), Tonali interno e Scamacca centravanti. A Wolverhampton si giocherà a porte chiuse ma assisteranno alla partita 1500 ragazzini under 14 accompagnati da qualche adulto. Gli azzurri dovranno decidere se inginocchiarsi di fronte all'Inghilterra ed è probabile che lo faranno come era successo nella finale dell'Europeo.

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?