valentino rossi jorge lorenzo

NON CI SONO PIÙ I SORPASSI DI UNA VOLTA – IL CIRCUS DELLA MOTOGP, CHE GIA' DEVE FARE A MENO DELL'ICONA VALENTINO ROSSI, SI INTERROGA SUI CAMBIAMENTI DELLE REGOLE CHE RENDONO LE GARE “NOIOSE” - NELLE PRIME 11 CORSE DELLA STAGIONE CI SONO STATI 5 DIVERSI VINCITORI, MA NESSUNA GARA SI È DECISA NEGLI ULTIMI GIRI – LE RIVALITÀ TRA I PILOTI E I SORPASSI SPETTACOLARI ERANO IL SEGRETO DEL SUCCESSO DELLO SPORT, SCAVALCATO DALLA FORMULA 1...

Matteo Aglio per la Stampa

 

MOTO GP

Dov' è finita la Moto Gp delle grandi battaglie, quelle sfide all'ultimo giro che mozzavano il fiato? Se lo chiedono i piloti, gli appassionati, tutto il paddock. Moderni Diogene che cercano i sorpassi scomparsi, senza trovarli. Passati i tempi in cui si guardavano con superiorità i cugini della Formula1 e i trenini di monoposto che erano le loro gare, ora i ruoli sembrano essersi capovolti. Con più di metà stagione già in archivio, nessuna delle 11 gare si è decisa negli ultimi giri. 

 

Era il segreto del successo del motociclismo, senza scomodare Valentino Rossi e i suoi innumerevoli duelli (con Stoner, Lorenzo, Biaggi), Marquez ne aveva continuato la tradizione, con la complicità di Dovizioso soprattutto. Ora, invece, lo stile sembra cambiato e le cavalcate solitarie hanno preso il sopravvento, a discapito di quei botta e riposta, stoccate e parate, che portavano al limitatore l'adrenalina in pista e anche sul divano. 

 

lorenzo dovizioso marquez

«È quasi un'altra era» dice Dovizioso, da più di un ventennio del motomondiale si è accorto che negli ultimi 4 o 5 anni qualcosa è cambiato. «La MotoGp è diversa - ha spiegato -. È la normale evoluzione del nostro sport, ma adesso è più difficile vedere molti sorpassi». Perché? Andrea ha le idee chiare: «Ora tutti i piloti sono forti, ma conta anche meno la strategia in gara, la gestione delle gomme per esempio, bisogna solo essere veloci. Inoltre l'aerodinamica non aiuta».

 

lorenzo marquez rossi 1

Ali e alette sono spuntate dappertutto (ieri, anche sul codone delle Ducati di Bastianini e Martin, «Sembra un Pokemon» ha scherzato Enea) e seguire un altro pilota diventa difficile. In scia gli spoiler hanno meno efficacia, le gomme si surriscaldano e salgono di pressione, tutto questo rende sorpassare più complicato, fin troppo. Motivi squisitamente tecnici, ma dagli effetti tangibili. Negli ultimi anni, i regolamenti hanno portato a livellare le prestazioni di tutte le moto per aumentare l'incertezza.

 

Il risultato è riuscito a metà: nelle prime 11 gare ci sono stati 5 diversi vincitori e sul podio sono saliti almeno una volta 12 differenti piloti, la metà dello schieramento. Come se tutti fossero famosi per i 15 minuti dopo un gp, ma nessuno veramente. Così diventa difficile spiegare perché chi brilla una domenica nella successiva piombi nell'ombra, in una MotoGp che è diventata così estrema da non perdonare nessuna incertezza, e spesso non basta nemmeno il talento a metterci una pezza.

 

lorenzo

Anche lo showman per eccellenza della MotoGp, Marc Marquez, aveva lanciato un allarme qualche mese fa: «Chi gestisce il campionato deve capire in quale direzione andare, se vuole avere moto più performanti o maggiore spettacolo. Penso che sia ancora il pilota a fare la differenza, ma se continuiamo su questa strada rischiamo che i rapporti si capovolgano. Per me è meglio essere più lenti, ma con un maggiore intrattenimento con il pubblico». 

 

La MotoGp ha già dovuto fare a meno della sua icona Valentino, ritiratosi a fine dello scorso anno, e si è trovata senza Marquez, ancora a casa dopo l'ennesima operazione al braccio. Una vera fuga dai circuiti non c'è ancora stata - anche se il flop del gran premio di Italia al Mugello non è passato inosservato - ma forse è arrivato il momento di ripensare il motomondiale. 

 

QATAR MOTO GP PODIO

Prima della pausa estiva Dorna, la società che lo organizza, ha invitato gli appassionati a rispondere a un questionario su internet per capire cosa piaccia e cosa non piaccia loro di questa MotoGp, i risultati verranno pubblicati in autunno. Sicuramente chiederanno più spettacolo, perché la perfezione di Quartararo, Bagnaia e Aleix Espargaró può anche stufare. Meno tecnologia e più battaglie è la soluzione che in tanti auspicano, la Formula1 insegna che cambiare (in meglio) è possibile.

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)