carmelo bene falcao platini

ORA E SEMPRE CARMELO BENE! - FALCAO “ARTISTA AL DI SOPRA DI OGNI GIUDIZIO”, LA FERRARI-TRATTORE E PLATINI “DEGNO DEL NOBEL DELLA LETTERATURA BEN PIÙ CHE DARIO FO” - IN UN LIBRO GLI ARTICOLI SPORTIVI DI CARMELO BENE SCRITTI PER IL MESSAGGERO E GLI INTERVENTI ALLA TRASMISSIONE "ZONA" SU TELEPIÙ - AVEVA A CUORE VAN BASTEN TANTO DA RIMPROVERARE IN CAMERINO A FILIPPO GALLI I CALCI ALLE CAVIGLIE DATE IN ALLENAMENTO AL COMPAGNO – "DODO" CHIERICO AL TERMINE DEL SUO "MACBETH" CHIESE: “CHE VOR DI’?”

Estratto dell'articolo di Alvaro Moretti per “il Messaggero”

 

Al Processo del Lunedì Carmelo Bene si presentava pretendendo il sottopancia de Il Messaggero, con i capelli sbiancati da Amleto.

CARMELO BENE 1

 

E discettava di Falcao e altre celestialità calcistiche con il presidente-costruttore dell'Ascoli di Mazzone, Costantino Rozzi (celebre per polemiche e calzini rossi).

Quell'agone va detto era frequentato nel gioco delle maschere dal fiorentino (anti-juventino) Franco Zeffirelli, da Pasquale Squitieri il napoletano. E nella diretta tu potevi avere Zico e Falcao e Liedholm, Trapattoni e Platini.

 

Oltre a giornalisti sportivi da Brera in giù (che sfidò in Campidoglio).

 

Ecco di quel tempo in cui Bene per il calcio rappresentava il meglio sono raccontati da un libro In ginocchio da te che Gog Edizioni (collana Contrasti - 205 pagine, 17 euro) grazie al contributo essenziale della figlia Salomè Bene. Vi troviamo i testi per il giornale e quelli consegnati poi, negli anni Novanta come video-editoriali alla trasmissione Zona di Telepiù (siamo negli anni della nascita delle pay-tv e prima della fusione in Sky).

 

CARMELO BENE - IN GINOCCHIO DA TE

Gli articoli della rubrica tenuta dal 1982 al 1985 sul Messaggero Ripensandoci Bene, appunto sono accompagnati da piccoli quadretti di contesto: Bene scriveva affastellando calcio e altri sport (la Ferrari-trattore), sommando partite viste e giudizi sommatori (più che sommari). E così la spiegazione a lato aiuta a ricomporre un po' il quadro storico. Ma in definitiva servono meno del previsto: tutto quello che descrive il grande salentino è l'extra-ordinario, tutto quello che eccede lo sport.

 

Parte da un assunto che riguarda gli atleti, cui sommamente guarda per le sue intemerate o salite altissime. Chi gioca, in realtà, è giocato. Il gesto è de-pensato: sgorga a prescindere dalla volontà. Eppure nella sua valutazione da Empireo assoluto, riemerge il capo-comico, il responsabile di una compagnia che deve ogni sera proporre-produrre uno spettacolo al pubblico: sceglie Paulo Roberto Falcao come eroe di quegli anni, non perché effettivamente è il trascinatore della Roma più bella, esteticamente e agonisticamente di sempre, ma perché la grazia dei suoi tocchi è igienica e organizza. E certifica la grandezza di un primattore del calcio quando da solista tocca il Sublime sapendo giocare Insieme, come un grande compositore di musica da camera che nell'ensemble tocca le cifre più alte

 

falcao

ESTETICA MENTE Nella sua Estetica calcistica ecco che sono valori assoluti, difesi contro il brerismo che voleva un'Italia nel calcio ossuta e sempre di contropiede, il Brasile Grande Perdente del Mundial 82, Falcao appunto, la Zona di Liddas. E Platini esaltato nel suo evidente ed elegantissimo annoiarsi talora nella Juventus di campioni ma sparagnina di Trapattoni. Luca Buoncristiano, che cura una introduzione essenziale, ricorda anche che queste deviazioni calcistiche di Carmelo Bene e quel momento così popolare ed eppure letterario siano stati essenziali anche per creare una letteratura di genere. E che derivate di questo pensiero Alto del calcio e del gesto atletico siano diventate genere ovunque. Platini era per Carmelo Bene degno del Nobel della letteratura ben più che Dario Fo.

PLATINI

 

LE SANZIONI Bene multava l'elettricista Carlini che dietro le quinte esprimeva «incautamente» un giudizio su Falcao che «in quanto artista è al di sopra di ogni giudizio». Le questioni sull'arte, per Bene, se le doveva vedere domineddio. Si ricorda quella sera in cui gli amori di Carmelo si composero: pochi mesi prima dello scudetto giallorosso, una serata al Quirino con tutta la pattuglia di Liedholm cui viene dedicata la serata per via della zona celeste (lo schema di gioco innovativo). E si dice che al termine di quel Macbeth trattato per Bene, Dodo Chierico, ala destra, chiese a Melidoni: «A dottò, me spiega che vor di'?»

 

VAN BASTEN

Aveva a cuore Van Basten, fragile cigno di Utrecht (per l'attore un Achille pedatorio), tanto da rimproverare in camerino a Filippo Galli, unico del Milan ad accogliere il suo invito al Nazionale di Milano per Hamlet Suite, i calci alle caviglie in allenamento al compagno, poi ritiratosi anzitempo. Ma quella visione amletica fece guadagnare a Filippo Galli un Ti perdono in camerino. Tra storia, leggende e legende rileggiamo quegli anni Ottanta e Novanta sentendone la mancanza oltre che in scena, certo anche nell'elevazione libera del pensiero anti-tifoso perché estetico e oltre-anzista.

MOSCA BENE

odoacre chierico foto mezzelani gmt 051SALOME BENEcarmelo bene giancarlo dottofranco tancredi superchi falcao

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?