conte zazzaroni

"CARO CONTE, SERVE UN DECRETO. MA PER FAR RIPARTIRE IL CAMPIONATO" - LETTERA APERTA DI ZAZZARONI AL PREMIER: “C’E’ BISOGNO DI UN DPCM CHE ISTITUISCA LO SCUDO PENALE A SALVAGUARDIA DELLE SOCIETÀ E AUTORIZZI FREQUENTI TRASFERIMENTI DELLE SQUADRE DA UNA REGIONE ALL’ALTRA. SI PARLA UN’INDUSTRIA DA 5 MILIARDI DI FATTURATO… - LA BORDATA A SPADAFORA: “NON HA CONFIDENZA CON LO SPORT”

Ivan Zazzaroni per il Corriere dello Sport

 

zazzaroni

Caro Premier, vengo subito al punto: il calcio, per ripartire e sopravvivere alla crisi, ha bisogno di un dpcm assai diverso da quello teorizzato dal ministro dello sport. Serve infatti un decreto che istituisca lo scudo penale a salvaguardia delle società nel caso in cui uno o più tesserati risultassero positivi, stabilisca lo stato di necessità e autorizzi frequenti trasferimenti delle squadre da una regione all’altra. Le posso assicurare che è nulla rispetto agli effetti che produrrebbe il blocco del campionato.

 

 

La convivenza con il virus è diventata fondamentale, l’ha appena spiegato la virologa Ilaria Capua: «Possiamo dire che ne siamo fuori tra 15 giorni, dopo questa riapertura. Non cadiamo in trappola: dobbiamo trovare una nuova normalità. Con questo virus si deve fare così. Invito a tenere un comportamento di buonsenso». Alle parole della Capua aggiungo quelle di un epidemiologo italiano che lavora negli Stati Uniti ed è considerato un fenomeno (il suo curriculum è assai diverso da quello di chi lei sa), il professor Alessandro Vespignani, figlio del grande pittore e illustratore romano: «Per sconfiggere il virus servono le 3T» ha spiegato a tpi.it: «testare, tracciare e trattare». E allora testiamo, tracciamo e trattiamo il calcio come merita.

 

Lei, caro Conte, ha nelle mani il futuro della seconda - per importanza - passione degli italiani e di un’industria da 5 miliardi di fatturato, capace di garantirne 1,4 di imposte e soprattutto di dare lavoro a 100mila persone. Per una serie di errori che non sto qui a elencare - sappiamo che è tifoso della Roma e che conosce bene la materia - il settore è superindebitato e esposto con le banche (2,4 miliardi) e affida il suo destino alla continuità nazionale e internazionale. Nella sicurezza, s’intende.

GIUSEPPE CONTE CON LA MASCHERINA

 

Da giorni si inseguono decine di prese di posizione bipartisan a difesa del calcio, immagino che le abbia lette e ascoltate. Questo strano mondo del pallone, al quale apparteniamo noi giornalisti, anche se qualcuno ogni tanto se ne dimentica, invoca solo attenzione, sensibilità e buonsenso: le conclusioni del comitato scientifico sono importanti, ma in casi come questo la politica lo è di più.

ivan zazzaroni (2)

 

Nutro grande rispetto per il ruolo del ministro, anche se purtroppo quello attuale non ha confidenza con lo sport, ma al tempo stesso leggo con attenzione i dpcm. Gliene segnalo uno del 7 giugno 2016, in particolare l’articolo 26. Quello che nella vulgata tutti chiamiamo Ministero dello Sport è in realtà l’Ufficio per lo Sport, il quale a sua volta non è altro che la “struttura di supporto al presidente del Consiglio per l’esercizio delle funzioni in materia di sport”. I compiti dell’Ufficio per lo Sport - e quindi anche del dott. Spadafora -, come avviene per qualsiasi pubblico potere, non sono conquistati sul mercato della comunicazione o decidendo di volta in volta se e come intervenire in relazione a questo o a quel problema. Anche qui, ciò che l’Ufficio per lo Sport può o non può fare è stabilito dal sistema normativo, in quelle che i tecnici del diritto chiamano le “attribuzioni”.

 

spadafora conte

Le risparmio altri passaggi e obblighi del ministro dello sport e grazie all’aiuto di un importante avvocato amministrativista, giungo alla conclusione. Il quadro è chiaro, comunque si voglia leggere la norma, l’Ufficio per lo Sport non esercita alcun potere sullo svolgimento dei campionati delle società professionistiche. Questo per quanto riguarda la vita ordinaria (e non a caso, l’Ufficio per lo Sport non si è mai intromesso su come e quando disciplinare i campionati, anche perché su questa materia vige il principio dell’autonomia sportiva, che riserva ogni decisione alle rispettive federazioni). Ma un’attribuzione dell’Ufficio dello Sport non esiste nemmeno con riferimento all’emergenza sanitaria che stiamo attualmente vivendo. Se ne ricava che la gestione della crisi sanitaria non vede tra i suoi protagonisti (stando alle leggi vigenti) il capo dell’Ufficio dello Sport ossia l’onorevole Spadafora».

 

GIUSEPPE CONTE CON LA MASCHERINA

Caro Premier, non si lasci condizionare da nessuno, tantomeno dalle recenti positività delle tedesche: la convivenza col virus è la chiave, il rispetto di un protocollo serio lo strumento indispensabile e il 14 giugno è ancora lontano. L’ipotetica irregolarità del campionato, poi, andrebbe di pari passo con quella della nostra vita attuale. Si fidi della Capua: consegni il calcio a una nuova normalità.

rigori serie a

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…