kevin de bruyne 6

RAIOLA DI TUTTO IL MONDO, ORA COME LA METTETE? LA PROCURA FAI DA TE DI DE BRUYNE RISCHIA DI RIDIMENSIONARE IL RUOLO E IL POTERE DEI PROCURATORI. VERRANNO SOSTITUITI DAI VIDEO-ANALISTI? – IL CASO DEL TALENTO DEL CITY CHE HA SPUNTATO UN MAXI RINNOVO TRATTANDO DA SOLO CON LA SOCIETÀ. AL TAVOLO NIENTE AGENTE, SOLO UNA MONTAGNA DI STATISTICHE SUL PROPRIO RENDIMENTO: IL CLUB HA ACCETTATO. ADDIO AI CASI DONNARUMMA?

Gabriele Gambini per "la Verità"

 

La notizia potrebbe sembrare una cosetta da niente, nel bullicame delle soap opera calcistiche. In Premier League, Kevin De Bruyne, centrocampista del Manchester City dal piedino di fata, ha rinnovato il contratto con la sua società.

kevin de bruyne 21

 

Accordo fino al 2025 da circa 50.000 sterline alla settimana in più rispetto all' ingaggio precedente, cifre che fanno di lui il calciatore più pagato del campionato britannico. Ma ecco la novità insinuarsi proditoria: al tavolo delle trattative De Bruyne si è presentato da solo - c' erano il padre e un avvocato per tutelare la forma -, senza alcun procuratore, vale a dire senza quella figura ingombrante che negli ultimi decenni ha stravolto i tira e molla del calciomercato.

 

kevin de bruyne 6

In luogo dell' agente, il giocatore ha snocciolato una sfilza di dati numerici partoriti dal lavoro di un gruppo di data analyst, letteralmente «analisti dei dati», stipendiati meno di un procuratore, e capaci di individuare statistiche puntuali sul rendimento del loro assistito.

 

Giocate vincenti, gol, voti in pagella, prestazioni atletiche nelle partite disputate e negli allenamenti, tenendo conto persino della tipologia di match, della pressione psicologica, variabile a seconda dell' impegno profuso e della qualità dell' avversario, fino all' interazione coi compagni. In parole semplici: mettendo nero su bianco l' impatto del centrocampista sui risultati della squadra, valore necessario e sufficiente a negoziare in autonomia un aumento dello stipendio, saltando un passaggio della filiera mercantile, quello destinato al potere persuasivo - talvolta pervasivo - dei procuratori.

RAIOLA BALOTELLI

 

A dirla tutta, non è proprio una novità, in passato Gary e Phil Neville del Manchester United l' avevano fatto, Raheem Sterling e altri colleghi parrebbero intenzionati a farlo nel prossimo futuro.

 

RAIOLA

Quanto all' analisi dei numeri, già ai tempi in cui Fabio Capello allenava il Milan, il fido Gigi Balestra trottolava negli stadi di mezzo mondo slogandosi le mani a furia di rimpinzar taccuini d' appunti. E però la svolta di oggi è stuzzicante. Da un lato per ragioni squisitamente speculative. Si potrebbe volare alto citando il professor Emanuele Severino e la schiera di pensatori che, con i dovuti distinguo, ritiene inevitabile l' avvento di un' era della tecnica lanciata a briglia sciolta, destinata a produrre scopi, oltre che a soddisfarli. Nel caso specifico, l' era dell'«algocrazia sportiva» - il governo degli algoritmi -, lo studio previsionale del talento di un atleta e della probabilità di affinarlo nella compagine giusta attraverso l' intelligenza artificiale.

 

de bruyne

Dall' altro lato, per mere questioni di portafoglio: rinunciare a un procuratore significa fare a meno di corrispondergli le ricchissime commissioni che di solito si intasca dai club, disinnescando il suo potere di indirizzo (che a volte fa rima con ricatto) nelle scelte di un assistito.

 

Non è detto che ciò si traduca in un immediato campanello d' allarme per figure come i potentissimi Mino Raiola e Jorge Mendes. Ma di sicuro ci si trova di fronte a un precedente. Manna dal cielo per i tifosi milanisti, soggiogati dal tira e molla di Gigio Donnaruma sul rinnovo, o juventini, con la telenovela Paulo Dybala. Al romanticismo pallonaro che vagheggia l' importanza delle bandiere, viene in soccorso la razionalità illuminista che responsabilizza l' atleta e lo rende un po' più padrone della sua carriera. Prospettive allettanti per gli analisti dei dati, in procinto di diventare autentici cardinali Richelieu delle società.

 

DE BRUYNE

Gli appassionati di videogiochi già lo sanno. L' intelligenza artificiale applicata alle simulazioni delle partite ha compiuto passi da gigante negli ultimi cinque anni. I talent scout dedicano a passatempi come Football Manager (il simulatore manageriale più diffuso nel mondo) quasi lo stesso tempo trascorso a visionare campioncini. La compilazione di statistiche e previsioni algoritmiche è la bolla pontificia con cui accreditare un investimento oculato, l' incentivo a sborsare danari diminuendo il rischio dello sperpero. Le relazioni umane, la condotta di un atleta nella sua vita privata, le bizze di personalità fanno il resto.

Geoffrey Moncada 5

 

Ci sono statistiche pure su quello. Sui social abbondano i riferimenti a personaggi come Geoffrey Moncada, capo degli osservatori dei rossoneri di Milano. Eminenza grigia dietro le quinte, ha soltanto 33 anni, di lui dicono che abbia scovato per primo un certo Kylian Mbappé quando ancora sgambettava sui campi coi denti da latte appena cambiati. Spulciando il profilo linkedin di Moncada emerge un particolare gustoso. Professione: videoanalista.

DE BRUYNEDE BRUYNEDE BRUYNEde bruyne

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…