gianni rivera

RIVERA, PIU’ GOLDEN BOY CHE MAI! “TAVECCHIO MI VOLEVA CT, ORA A 76 ANNI INIZIO AD ALLENARE”, LA LEGGENDA AZZURRA RIVELA CHE L’EX PRESIDENTE DELLA FIGC AVEVA PENSATO A LUI PER IL DOPO CONTE: “MA NON AVEVO IL TITOLO E IL PRESIDENTE UEFA CEFERIN…” – "LA MOVIOLA È NATA PER STABILIRE SE IL MIO TIRO NEL DERBY DEL '67 ERA GOL O NO. ALLA VAR ALL' INIZIO ERO CONTRARIO, ORA DICO…" - L’ANEDDOTO SU LIEDHOLM, BRERA E L’ELOGIO DI ALLEGRI: “MI RICONOSCO IN UNA CERTA GESTIONE”

Arianna Ravelli per il “Corriere della sera”

 

gianni rivera

Un' ora con Gianni Rivera al Foro Italico senza parlare di passato (o almeno solo un po'), ma di futuro. Sarà che Gipo Viani gli diceva che era «nato vecchio» («perché ero responsabile anche a 17 anni») ma adesso che ne ha 76, è più golden boy che mai. Meglio, un fanciullo, puro nella convinzione che il pallone sia un linguaggio intergenerazionale, e che Rocco, Liedholm e Fabbri siano i grandi classici in grado di spiegarlo a tutti.

 

Rivera, davvero vuole fare l' allenatore?

«Certo, ho preso il patentino. Prima ho aspettato che gli scienziati dicessero che si campa fino a 120 anni. Ho fatto 20 anni il calciatore, 22 il politico, potrei averne davanti 20 da allenatore».

gianni rivera

 

Come le è venuta l' idea?

«Tutto è partito quando la Federazione, dopo Conte, è rimasta senza tecnico. Il presidente Tavecchio aveva pensato a me e Ulivieri, il presidente dell' associazione allenatori, gli ha detto che non avevo il titolo».

 

Potevamo averla c.t. al posto di Ventura?

«Tavecchio ha chiesto a Ceferin: "ci tengo che Gianni abbia il titolo di allenatore", e quello: "Scrivimi una lettera". Tavecchio lo ha fatto e Ceferin ha risposto che non si poteva. Perché non gliel' abbia detto subito non so».

Così il titolo se lo è guadagnato.

«I primi due corsi, quello per allenare i giovani e per assistente allenatori li ho seguiti quando ero ancora presidente del settore tecnico, per capire. Poi già che c' ero ho preso anche l' ultimo: è stato utile. Ho visto gli allenamenti di West Ham, Atalanta, Juventus: alla fine capisci che sono quelli, il campo è sempre grande uguale».

 

E le tattiche? I sistemi di gioco?

«Rocco a chi gli chiedeva come avrebbe giocato ha risposto: con Cudicini in porta, tutti gli altri fuori».

gianni rivera

 

Ma Rocco non è superato?

«Macché, gli allenatori non devono essere protagonisti. A me diceva "mì te digo de far questo e te digo de far quell' altro però in campo te va tì". Quando parlava era una sentenza».

Sembra che lei possa andare d' accordo con Allegri.

«Sì, mi riconosco in una certa gestione».

 

Torniamo ai corsi di Coverciano: utili?

«Sì, senz' altro. Ci sono settori come comunicazione, medicina, psicologia, in cui fai alcune cose come abitudine ma ti manca la tecnica. Io per esempio mangio senza glutine, mi sono confrontato con il medico».

 

E la tesi finale?

«Ci ho messo anche una proposta di legge che avevo fatto nel '90, con il presidente del Coni ministro dello Sport. Al Coni si erano arrabbiati, ma mi pare che la riforma di ora sia andata molto oltre».

 

Come mai non è diventato allenatore prima?

«Felice Colombo mi ha chiamato subito a fare il vicepresidente del Milan. Il rammarico è che avrei potuto fare il primo corso con Capello. L' altro giorno l' ho visto e gli ho detto "ho aspettato che smettessi tu per iniziare io"».

 

Dell' avvio difficile del Milan che dice?

«Che mi dispiace: non so se è una crisi generale, tecnica, mentale, societaria. Sono tutti coinvolti. Mi sono meravigliato, i giocatori hanno più valore della classifica che hanno. Credo che la società potrebbe fare molto, ha i mezzi, ma l' ad non può pensare solo ai conti. Mi sono un po' preoccupato quando ho letto che non vogliono metterci dieci anni a vincere...».

 

Rivera allenatore del Milan è...?

gianni rivera

«Una domanda da non fare! Io l' allenatore lo posso fare dappertutto. Inaugurerei un sistema diverso».

Cioè?

«Starei più in panchina, seduto. Se hai il vantaggio di essere vicino alla partita, tanto vale guardarla... Sarei tra Rocco e Liedholm, il primo era più caldo ma non è che in campo facesse chissà che, Liedholm non si muoveva proprio. L' unica volta che si è alzato è quando uno a bordo campo faceva casino, ha detto: "ti do un pugno di vantaggio, poi cominciamo a litigare". Si sono messi a ridere».

 

Sono i suoi riferimenti.

«Loro due e Fabbri che ha inventato il libero davanti alla difesa. Purtroppo gli è capitata la Corea».

 

Ma oggi per lei chi sono gli allenatori bravi?

«Quelli che vincono, anzi quelli le cui squadre vincono. Perché in campo vanno i giocatori. Poi l' allenatore è l' unico che paga. È per quello che sono sempre lì a ripetere 3-5-2, 4-3-3, devono dimostrare che sono bravi strategicamente. Io non mi prenderei i meriti, ma sarei pronto a prendere le colpe».

gianni rivera e raffaele cirillo foto mezzelani gmt035

 

Di Mourinho, Guardiola, Klopp, che pensa?

«Per me sono tutti uguali, non studio le strategie degli altri».

 

E da cosa ripartirebbe lei?

«Dalla tecnica. Se non torniamo a insegnare la tecnica individuale prima dell' aspetto fisico atletico non andiamo lontano. Il pallone deve prevalere sempre».

 

Pensa che riuscirebbe a comunicare con i ragazzi di oggi?

«Una volta che gli spieghi che devono andare a letto col pallone, non abbandonarlo mai, solo per darlo a un compagno o per fare gol... È da lì che si deve partire, perché quando hai il pallone tra i piedi devi sapere che fare».

 

Cosa pensa della Var?

«La moviola è nata per stabilire se il mio tiro nel derby del '67 era gol o no. Alla Var all' inizio ero contrario, ora dico: se c' è, perfezioniamola il più possibile, perché la Var non può sbagliare. Certo ci fosse stata ai miei tempi mi avrebbe risparmiato un bel po' di storie».

gianni rivera

 

Tardelli ha appena chiesto scusa a Brera, che però ha trattato molto peggio lei.

«Di sicuro, però noi siamo diventati amici. Brera aveva parlato degli abatini, gli altri due, Mazzola e Bulgarelli, se ne sono fregati, io gli ho risposto e sono diventato l' abatino doc. Dopo la Corea ho fatto il mio miglior campionato, lui mi ha convocato nel suo ristorante di pesce dove beveva vino rosso per dirmi che dovevo tornare in Nazionale. Ma siamo diventati amici soprattutto perché ho apprezzato il vino rosso».

 

Perché non si è mai trovato un altro Rivera?

«Si vede che avevo caratteristiche difficilmente replicabili, forse un talento superiore alla media».

 

E oggi chi le piace?

«Ronaldo, Messi. Gli italiani? A quel livello non ce ne sono».

gianni riveragianni rivera foto mezzelani gmt 083gianni rivera e nicola pietrangeligianni rivera gerardo di lella alda d eusanio e nicola pietrangeliRIVERAberlusconi riveraRivera Carraro Rocco CastelfranchiGIANNI BRERA E IL VINO - GIANNI RIVERArivera foto mezzelani gmt046rivera foto mezzelani gmt048rivera breragianni rivera antonio caliendo e felice pulicirivera 1RIVERA 4rivera cirillo foto mezzelani gmt 097

Rivera in panchina. Sarà difficile, ma quanto sarebbe divertente.

rivera 7rivera 9rivera beppe violarivera berlusconirivera cover librorivera mazzolaRIVERA ROCCORIVERA ALESSANDRIA

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? LA MISURA È DIVENTATA COLMA CON IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI, PUBBLICATO SUI SOCIAL IERI SERA: DA GIORNI IL VICEPRESIDENTE DEL CSM, IL LEGHISTA FABIO PINELLI, ERA IN ALLERTA PER LE VERGOGNOSE PAROLE DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO”. PINELLI SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, POTENTE SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – IL GUARDASIGILLI NORDIO ABBASSA LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” – L’INCAZZATURA MAGGIORE DEL COLLE È CON GIORGIA MELONI: AVEVA PROMESSO DI FAR ABBASSARE I TONI A NORDIO, E POI È STATA LEI A TORNARE ALL’ATTACCO… - VIDEO

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…

meloni board of peace marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI PORTA L’ITALIA NEL CLUB DEI PUZZONI GLOBALI! IL NOSTRO DISGRAZIATO PAESE SARÀ L’UNICA GRANDE POTENZA EUROPEA A ENTRARE NEL “BOARD OF PEACE” DI DONALD TRUMP, INSIEME A DITTATURE, REGIMI MILITARI, AUTOCRAZIE E MONARCHIE ASSOLUTE DOVE I GIORNALISTI VENGONO FATTI A PEZZETTI - IL NOSTRO PENSIERO VA A MARINA BERLUSCONI: UNA SETTIMANA FA IN UN’INTERVISTA AL “CORRIERE” HA TUONATO CONTRO TRUMP (“LA SUA UNICA REGOLA È CANCELLARE TUTTE LE REGOLE. E LUI LA CHIAMA LIBERTÀ”), E SI RITROVA IL SEGRETARIO DEL SUO PARTITO, ANTONIO TAJANI, IN PARTENZA PER WASHINGTON A BACIARE IL PANTOFOLONE DEL TYCOON, IN MODALITÀ MAGGIORDOMO DI CASA MELONI...