claudio lotito gianni malago gabriele gravina andrea abodi lorenzo casini italia svizzera

SOLO IN ITALIA IL SISTEMA-CALCIO E’ COSI’ INCROSTATO DA PERMETTERE AL PRESIDENTE FIGC GRAVINA DI ESSERE RIELETTO DOPO IL NAUFRAGIO ALL’EUROPEO - I VERTICI DEL PALLONE SONO ALLEATI O PIAZZATI DA GRAVINA (IN ALCUNI CASI A LIBRO PAGA DELLA FIGC) - “IL FATTO”: “NEI SUOI SEI ANNI ALLA GUIDA DELLA FEDERCALCIO, GRAVINA HA OCCUPATO MILITARMENTE I POSTI DI POTERE, LIQUIDANDO GLI AVVERSARI. ANCHE LE COMPONENTI TECNICHE SONO IN MANO SUA, COMPRESO CALCIATORI E ALLENATORI. DAI PARTITI SI SONO ALZATE VOCI DEBOLI, IL MINISTRO ABODI TENTENNA COME SUO SOLITO. L’UNICA VERA INCOGNITA RIMANE L’INCHIESTA GIUDIZIARIA (È INDAGATO PER LA STORIA DELLE PRESUNTE MAZZETTE ATTRAVERSO LA VENDITA DI LIBRI ANTICHI), UN’EVENTUALE RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO CAMBIEREBBE TUTTO..."

Lorenzo Vendemiale per il Fatto Quotidiano - Estratti

GABRIELE GRAVINA - FIGC

 

Gabriele Gravina non lascia, raddoppia. Invece di chiedere scusa e farsi da parte per i disastri della nazionale sotto la sua gestione, il n.1 della Figc anticipa l’assemblea federale al 4 novembre. Eccola, la risposta dei vertici al fallimento nazionale: auto-confermarsi alla guida del calcio italiano.

 

Le urne erano previste tra marzo e gennaio 2025, la forzatura (che manda nel caos le componenti chiamate a votare prima) ha un intento smaccato: togliere tempo all’opposizione per organizzare un’alternativa, oltre che mettere a tacere le voci su un possibile commissariamento (inutile, se si voterà presto).

 

GIUSEPPE GRAVINA - CLAUDIO LOTITO

Così Gravina potrà dire che resta presidente perché il pallone gli ha rinnovato la fiducia. O al limite piazzare un candidato gradito, eventualità ad oggi comunque remota.

 

Ma come, invece di cacciarlo dopo una simile figuraccia lo rieleggono? Alla domanda che qualsiasi tifoso si pone in queste ore – ovvero come mai nel mondo del pallone nessuno abbia avuto la dignità (inutile aspettarsela dal diretto interessato) di alzarsi e chiedere le dimissioni – la risposta è semplice: i vertici del calcio italiano sono tutti o alleati o piazzati da Gravina, se non proprio, in certi casi, a libro paga della Figc. Per non parlare dei principali quotidiani sportivi e non, inondati di pubblicità dalla Federazione.

 

abodi lollobrigida gravina

Nei suoi sei anni alla guida della FederCalcio, Gravina ha occupato militarmente i posti di potere, liquidando gli avversari. 

 

(...)

Anche le componenti tecniche sono in mano sua. Fra i calciatori c’è Umberto Calcagno, che ha raccolto l’eredità di Damiano Tommasi (grazie all’aiuto di Gravina, che ha convinto Tardelli a ritirarsi dalla corsa con un incarico ben pagato in Federazione), ed è suo vicepresidente in Figc. Gli allenatori sono ancora guidati dal vecchio Renzo Ulivieri, che è pure direttore della prestigiosa scuola federale di Coverciano.

 

 

gravina lotito

E che infatti ha minimizzato: “Le colpe sono di tutti”, il modo migliore per dire che non sono di nessuno. Infine gli arbitri, dove, cacciato Trentalange in seguito allo scandalo del procuratore D’Onofrio (da cui però è uscito scagionato), Gravina può contare su Pacifici, e ha provato a cambiare le regole per far eleggere un suo uomo. Intanto, ha ottenuto la conferma biennale del fidato Gianluca Rocchi come designatore, ruolo temutissimo dai patron di Serie A.

 

Soltanto in Lega Calcio, il regno di Lotito, resiste il dissenso, insieme alla piccola Serie B di Mauro Balata. I presidenti però sono divisi.

 

Infatti la prima mossa di Gravina è stata quella di nominare una pseudo commissione per la valorizzazione dei giovani, dove ci saranno Marotta (Inter), Giuntoli (Juventus), Sartori (Bologna), Marino (Atalanta), tanto per consolidare il favore delle big. Insomma, Gravina ha la certezza di partire da una base tra il 70 e l’80% dei consensi. Percentuali bulgare, contro cui diventa difficile anche solo pensare a un’alternativa (chi accetta di candidarsi rischiando una figuraccia?). È questa la vera ragione per cui rimane imperterrito al suo posto.

gravina abodi e lollobrigida

 

Non a caso, nell’imbarazzante conferenza stampa post Svizzera si è affrettato a chiarire che “la politica non può chiedere le dimissioni”. Sa bene che dentro al mondo del pallone nessuno lo farà.

 

L’unico ribaltone che teme può venire dall’esterno. Ma fin qui dai partiti si sono alzate voci deboli e sparute, Amato dei 5 stelle, anche Fratelli d’Italia con Comba che però è un deputato minore, le solite innocue sparate di Salvini. L’onda che nel 2018 portò al commissariamento della Figc oggi non sembra montare.

 

marotta gravina

Anche perché il ministro Abodi tentenna come suo solito. E Malagò, che all’epoca fece il diavolo a quattro contro Tavecchio, non dice una parola su Gravina, che giusto pochi giorni fa ha pubblicamente sposato la sua causa per la riconferma al Coni.

 

L’unica vera incognita rimane l’inchiesta giudiziaria (è ancora indagato per la storia delle presunte mazzette attraverso la vendita di libri antichi), un’eventuale richiesta di rinvio a giudizio cambierebbe tutto. Ma oggi Gravina si sente invincibile. Se sopravvive non ad una, ma a due apocalissi nazionali, che governi pure in eterno.

Giovanni Malagò e Gabriele Gravina Foto Mezzelani GMT45

 

gabriele gravinatotti antognoni gravina rivera del piero baggio con gli azzurri a covercianola russa gravina malago marotta bobanGiovanni Malagò e Gabriele Gravina Foto Mezzelani GMT43gravina giorgettiluciano spalletti e gabriele gravina foto mezzelani gmt088abodi gravinagabriele gravina foto mezzelani gmt32gravina spalletti buffon

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…