nicolè locatelli

LO SPORT ITALIANO PIANGE BRUNO NICOLE’ E ELIO LOCATELLI - BABY FENOMENO E STELLA DELLA JUVE NICOLÈ RESTA IL PIÙ GIOVANE CAPITANO E MARCATORE DELLA STORIA DELLA NAZIONALE (A 18 ANNI E 258 GIORNI, REALIZZO’ UNA DOPPIETTA CONTRO LA FRANCIA) – EX PATTINATORE SUL GHIACCIO (CON 2 PARTECIPAZIONI OLIMPICHE), LOCATELLI HA DEDICATO UNA VITA ALL’ATLETICA LEGGERA COME ALLENATORE E DIRIGENTE – E SU EVANGELISTI…

Paolo Tomaselli per il Corriere della Sera

bruno nicolè

Andava di fretta, Bruno Nicolè - morto ieri a 79 anni - veloce come l' Italia di quegli anni che preparavano il grande boom. Andava così di corsa che a 16 anni giocava nella squadra della sua città, il Padova di Rocco: attaccante strutturato, veloce e tecnico. A 27 anni, a Ferragosto del '67, aveva già lasciato il calcio, per sempre. «Non gestiva i problemi di peso» dissero poco simpaticamente alcuni suoi ex compagni quel giorno.

 

bruno nicolè

«Era sensibile al massimo grado» disse invece un' artista come Sivori, che di sfumature se ne intendeva: con lui Nicolè duettava alla Juventus, dove restò sei anni, quelli della grande rinascita con tre scudetti e due Coppe Italia (una la vinse anche con la Roma), con il baby presidente Umberto Agnelli, Charles e naturalmente Boniperti. Segnava spesso (65 gol in 175 partite), giocando sia in fascia che da «centrattacco», come si diceva allora, finendo in una strofa del Quartetto Cetra.

 

Si è ritirato presto, ma ha iniziato prestissimo: undici anni di carriera non sono certo la sostanza di una meteora, piuttosto di una stella cometa.

bruno nicolè

Perché ancora oggi Nicolè resta il più giovane marcatore della storia della Nazionale, a 18 anni e 258 giorni, una doppietta addirittura, contro la Francia. Senza contare che in azzurro Nicolè è stato anche il più giovane capitano di sempre a 21 anni e 6 giorni.

 

Non diventò Piola, come profetizzò Gianni Brera. Ma quella sensibilità di cui parlava Sivori, Nicolè l' ha messa a disposizione di bambini e ragazzi, dalle elementari ai licei, come insegnante di educazione fisica. Senza più fretta.

 

 

ADDIO A ELIO LOCATELLI

Gaia Piccardi per il Corriere della Sera

elio locatelli

 

Con la conoscenza enciclopedica di cose, persone e fatti, arricchita dall' umanità del globetrotter partito da Canale d' Alba, Cuneo, alla scoperta del pianeta sport, Elio Locatelli era capace di intrattenerti per ore. Ti ho raccontato di quando...?

 

elio locatelli

E partiva una raffica di gustosi e precisi aneddoti sul ghiaccio, perché le lame lunghe della velocità erano state il primo di tanti amori (due partecipazioni ai Giochi: Innsbruck '64 e Grenoble '68), sulle metodologie d' allenamento in continua evoluzione (era diplomato Isef), sui salti valsi a Giovanni Evangelisti il bronzo nel lungo all' Olimpiade di Los Angeles (ne era stato il coach), sull' Africa (dove era di casa, a Dakar) e sull' Europa (la sua base operativa, che però gli stava stretta), sull' atletica di ieri, oggi e domani: non c' era disciplina preclusa a Elio, punto di riferimento per 40 anni di un ambiente che ora, persa la sua boa («Se ne va un pezzo della nostra storia» dice il presidente della Fidal Alfio Giomi, e ha ragione) naviga smarrito verso Tokyo 2020.

 

Locatelli è morto ieri a Montecarlo a 76 anni, poco dopo aver saputo di avere un brutto male. D.t. azzurro a più riprese, tecnico sopraffino in ambito Iaaf, infine direttore della performance a Formia.

 

Si fa prima a dire cosa Elio non ha fatto in una vita dedicata allo sport.

 

Al Mondiale di Doha, lo scorso settembre, aveva esultato per il bronzo della Giorgi nella 50 km di marcia, conquistato grazie (anche) ai consigli tecnici del guru Damilano. Elargiti per amicizia con Elio. L' ultimo regalo alla sua atletica.

 

elio locatelli

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”