PITTURA ALLA RISCOSSA! - ALTRO CHE BREXIT: ALLA "HAYWARD GALLERY" DI LONDRA, ARRIVA LA MOSTRA "MIXING IT UP: PAINTING TODAY" CHE SEGNA LA RISCOSSA BRITISH - L'ESPOSIZIONE, CON 31 ARTISTI TUTTI BRITANNICI DAI 28 AGLI 87 ANNI, SEGNA IL RITORNO IN AUGE DELLA PITTURA ALLA FACCIA DEGLI NFT O DELL'ARTE DIGITALE - IL REPORTAGE DI ANTONIO RIELLO

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Antonio Riello per Dagospia

 

MIXING IT UP: PAINTING TODAY

Hayward Gallery

Belvedere Road, Londra SE1 8XX

9 Sett -12 Dic 2021

 

Sophie von Hellermann - Perfida Albione Sophie von Hellermann - Perfida Albione

Le scelte di Ralph Rugoff, il direttore della Hayward Gallery di Londra, sono sempre tenute d'occhio con particolare attenzione. E' considerato uno che "fa tendenza". L'attuale mostra che cura, MIXING IT UP: PAINTING TODAY, non fa eccezione.

 

ANTONIO RIELLO - TO BE OR NOT TO BE ANTONIO RIELLO - TO BE OR NOT TO BE

I 31 artisti in mostra, Tasha Amini, Hurvin Anderson, Alvaro Barrington, Lydia Blakeley, Gabriella Boyd, Lisa Brice, Gareth Cadwallader, Caroline Coon, Somaya Critchlow, Peter Doig, Jadé Fadojutimi, Denzil Forrester, Louise Giovanelli, Andrew Pierre Hart, Lubaina Himid, Kudzanai-Violet Hwami, Merlin James, Rachel Jones, Allison Katz, Matthew Krishanu, Graham Little, Oscar Murillo, Mohammed Sami, Samara Scott, Daniel Sinsel, Caragh Thuring, Sophie von Hellermann, Jonathan Wateridge, Rose Wylie, Issy Wood and Vivien Zhang, rappresentano già un "caso-studio".

 

la mostra mixing it up painting today la mostra mixing it up painting today

Sono tutti britannici (o per nascita o per adozione), ma la loro origine rispecchia (e supera) ampiamente l'estensione del vecchio Impero. La loro età va dai 28 agli 87 anni.  L'idea di Rugoff, semplice e quasi provocatoria, è che non ci sia nulla di più plasticamente concettuale della pittura. Perfetto strumento per mostrare il frammentato presente e le sue geografie. Non è solo un intelligente paradosso.

 

"Perfidius Albion" di Sophie von Hellermann è forse l'opera più potente ed intelligente della mostra: su un campo erboso una giovane donna corre inseguita (mitragliata?) da uno perfido Spitfire. La nonna dell'artista (di origine tedesca) raccontava spesso alla nipote questa esperienza di guerra. Il mitico aeroplano da caccia, simbolo immacolato dell'epica Battaglia d'Inghilterra, viene trasformato in una maligna presenza ostile. La qualità della pittura, volutamente ingenua e quasi da ex-voto, è quella più adatta alla situazione.

la mostra mixing it up painting today 5 la mostra mixing it up painting today 5

 

Alvaro Barrington, che ha appena inaugurato una sua acclamata personale alla South London Gallery, produce una pittura materica molto vivace e colorata (un po' Baj e un po' Tapies). Vivien Zhang realizza immagini caleidoscopiche, geometricamente criptiche e accattivanti (probabilmente una riflessione pittorica sulla transitorietà della immagini digitali).

 

I quadri di Lisa Brice sono assai gender-oriented e ripercorrono, in qualche modo, la Storia dell'Arte dal punto di vista femminile: "Smoke and Mirrors" mostra l'iconico "studio d'artista" in una nuova e polemica prospettiva. Caroline Coon con il suo "Rugged Defensive Play" ci porta nel mondo tipicamente maschile del football (opportunamente rivisto e corretto). Mohammed Sami (nato e cresciuto a Baghdad) introduce lo spettatore nelle atmosfere mediorientali contemporanee, senza dimenticarne gli aspetti traumatici e violenti (impersonati un malefico ragno).

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I colori di Louise Giovanelli giocano (bene) sul potere riflettente della luce (una sorta di sapiente "Cromofilia Ottica"). Lubaina Himid dipinge empaticamente discriminazioni e ingiustizie di stampo coloniale, in piena sintonia con i dettami delle attuali élite culturali anglosassoni. Allison Katz usa invece motivi decorativi che combina e mescola per ottenere risultati visivi spiazzanti e inediti (di grande effetto). Le proposte legate all'astrattismo invece non risultano particolarmente interessanti.

 

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La pittura insomma sta ritornando prepotentemente in auge. Non è certo una novità, lo sappiamo. La multiforme tela dipinta ciclicamente va "fuori moda" e sembra quasi estinguersi per colpa di qualche oscuro "cataclisma del gusto". Dopo un po' gloriosamente ricompare celebrata come una "invenzione nuovissima". Accade con una certa frequenza. E' quello che è successo in Italia negli anni settanta del novecento: le potenti suggestioni dell'"Arte Concettuale" avevano liquidato i quadri che, nello stesso momento quasi clandestinamente, stavano riaffiorando veicolati dalla grande avventura della Transavanguardia.

 

WORKING RIELLO - ANTONIO RIELLO WORKING RIELLO - ANTONIO RIELLO

Cambiano però le ragioni della sparizione e quelle della rinascita. E' ovvio, in questo caso, che la galoppante digitalizzazione della cultura (e quindi anche delle Arti Visive) ha progressivamente scatenato ricerche e atteggiamenti che hanno relegato pittura e disegno in un angolo (anche se forse non così ristretto...).

 

Fatto sta che proprio nell'età degli NFT la pittura torna da essere un bene culturale confortevole e comprensibile. I motivi di questo rinnovato splendore sono vari.

Il primo, forse fin troppo banale, è che, comunque si metta la faccenda, un quadro che si appende al muro è sempre più facile da vendere (e anche da comperare) di file o aggeggi tecnologici che richiedono una certa fatica per essere installati, "addomesticati" e resi fruibili. L'immediatezza paga sempre.

 

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Il secondo riguarda la relativamente maggiore sostenibilità ambientale legata alla produzione della pittura su tela o del disegno su carta: inquina (e anche costa) meno produrre e trasportare una semplice tela che grandi schermi o oggetti ingombranti. Il disegnatore in fondo è una particolare specie di virtuoso ambientale.

Il terzo: la naturale stabilità, accompagnata da un insostituibile piacere tattile-visivo, della fisicità materiale della pittura stessa. Si viene insomma a creare il concetto di "Comfort Zone", come dicono adesso.

 

la mostra mixing it up painting today 4 la mostra mixing it up painting today 4

La vera novità comunque è che gli artisti afro-americani o afro-caraibici che stanno dominando la ribalta dell'Arte Contemporanea, per formazione artistica e per praticità, dipingono. Sono loro che stanno condizionando il mercato e hanno trainato questa riscossa. E comunque ci sono delle ragioni sinceramente poetiche nella loro necessità di dipingere. Vogliono raccontare storie, le storie della loro gente, e niente come matite, colori e pennelli possono condurre al meglio questa missione.

 

Sculture ed installazioni tecnologiche, per quanto sofisticate, non riescono di solito ad avere la stessa immediatezza emozionale e la stessa flessibilità espressiva. Le nuove epopee del mondo sembrano dunque poter essere narrate/commentate meglio da mani abili che sappiano illustrare la frammentata immaginazione di questi anni.

 

la mostra mixing it up painting today la mostra mixing it up painting today

Unica ombra di MIXING IT UP: è evidenziato pubblicamente il "generoso aiuto" delle gallerie Stephen Friedman, Thaddaeus Ropac, Thomas Dane. Naturalmente la trasparenza va sempre benissimo e le gallerie in questione sono rispettabilissime. Ma, ad esser un po' maliziosi, ci si potrebbe chiedere, se queste realtà commerciali (che lavorano con alcuni dei 31 artisti) non possano aver in qualche modo influenzato - magari solo indirettamente - le scelte curatoriali di uno spazio che è, e dovrebbe rimanere comunque, uno spazio pubblico indipendente.

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