boetti

STORIE VERE - A POCHE SETTIMANE DALLA MORTE DI ANNEMARIE SAUZEAU BOETTI IL FIGLIO MATTEO IN UN LIBRO RACCONTA LASUA INFANZIA. TRA UN PADRE GENIALE E SCOMBINATO E UNA MAMMA INTELLETTUALE CHE SPACCA IL CAPELLO IN QUATTRO

Matteo Boetti prefazione al libro "Don’t tell my mum I’m a cowboy in the morning" da  "Il Manifesto"

 

annemarie-e-alighiero-1968-annemarie-e-alighiero-1968-

Da mio padre ho imparato la magia dei numeri, le segrete geometrie della mate­ma­tica, la sim­me­tria para­dos­sale tra mol­ti­pli­ca­zione e divi­sione, la ricerca di un impos­si­bile equi­li­brio tra caso, volontà e desi­de­rio.

 

Altro che Santo Graal. Eppure, come molti sanno, i suoi scritti hanno qua­lità alta­mente evo­ca­tive, una natura deci­sa­mente poe­tica. In una inter­vi­sta dichiarò «non so se sono un bravo arti­sta, ma spero di essere ricor­dato come un buon poeta». Il nostro Buko­w­ski ari­sto­cra­tico.

 

Mia madre invece mi ha inse­gnato a costruire il pen­siero, a strut­tu­rare un discorso, a dare corpo a un’idea, un sen­ti­mento. 70% tec­nica, chia­rezza, flui­dità e 30% con­cetto, per­ché se quel trenta ha una qual­che qua­lità basta anche il dieci. Infatti i suoi scritti – saggi, arti­coli, o testi cri­tici – sono sem­pre ful­mi­nanti, cal­vi­ni­sti, lucidi come serial kil­ler e para­dos­sal­mente fluidi, spesso iro­nici, facili da leg­gere (almeno per chi pos­siede il sesto senso boet­tiano: pen­sare).

 

Entrambi mi hanno incul­cato il valore della curio­sità, vero motore della cre­scita, delle neces­sa­rie meta­mor­fosi, dell’intelligenza, della crea­ti­vità. «It’s evo­lu­tion baby» can­ta­vano i Pearl Jam qual­che anno fa. Lo scia­mano sho­w­man e l’intransigente intel­let­tuale (la car­te­siana spac­ca­palle come la chia­mava affet­tuo­sa­mente Boetti) mi hanno con­ta­giato qual­cosa delle loro rispet­tive for­mae men­tis, diverse ma entrambe con un fondo mania­cale e com­pul­sivo.

 

BoettiBoetti

Come loro, sono inca­pace di fare qual­cosa solo per pia­cere o per pas­sa­tempo, come loro devo tra­sfor­mare tutto in lavoro, in impe­gno con sca­denze e doveri. La gab­bia dorata della pro­get­tua­lità e insieme la corona di spine della ricerca. Anne-Marie, come ogni brava madre, mi ha sem­pre spinto a cer­care la mia strada, mi ha inco­rag­giato con infi­nito affetto che non sem­pre ho ricam­biato. Il volume, rea­liz­zato con l’amico edi­tore Lon­dei e con gli arti­sti Bazan, Pic­colo e Pon­trelli, vuole essere un ten­ta­tivo di com­pen­sare con un po’ di poe­sia, ver­bale e visiva, le ingiu­ste durezze della vita. Mau­ri­zio è un edi­tore di indi­ci­bile finezza; Ales­san­dro, Donato e Gioac­chino sono arti­sti con cui lavoro da anni (…).

 

Per loro Anne-Marie ha scritto i testi cri­tici, nel con­te­sto di mostre da me curate o nelle quali c’era comun­que il mio zam­pino gal­le­ri­stico. Ho poi rac­colto alcuni miei versi, can­zoni e idee per cor­to­me­traggi scritti tra il ’90 e il ’96 (solo 7 anni come Rim­baud, che bla­sfemo…) e chie­sto ai tre arti­sti di com­men­tarle visi­va­mente. Ognuno di loro ha rea­liz­zato 27 dise­gni, per un totale per­ciò di 81 opere; inol­tre ogni volume con­tiene uno degli 81 dise­gni ori­gi­nali, da cui il per­ché della limi­ted edi­tion a 81 esem­plari. Alcuni dei miei scritti sono pale­se­mente dedi­cati a mia madre, per altri solo il tempo e l’esperienza delle dina­mi­che men­tali e affet­tive mi hanno per­messo di ricol­le­garli a lei.ù

Alighiero-Boetti-Roma-©-Gianfranco-Gorgoni-New-YorkAlighiero-Boetti-Roma-©-Gianfranco-Gorgoni-New-York

 

Solo la distanza, tem­po­rale e spa­ziale, mi ha fatto capire che l’impulso ori­gi­na­rio, la matrice incon­scia di que­sti slanci lirici fos­sero ricon­du­ci­bili a lei, al suo esem­pio, alle sue straor­di­na­rie qua­lità umane ed intel­let­tuali, al suo amore per me e al mio amore per lei. Un clas­sico caso edi­pico. Ricon­du­ci­bili, dicevo, a tutto ciò, ma anche alle sue stra­va­ganze, e que­sto è meno noto. 

 

Solo una matta poteva pre­sen­tarsi a casa dei suoi – pic­colo paese della pro­vin­cia fran­cese, anno 1959 — con un fidan­zato nero (e tre anni dopo spo­sare Boetti). Solo un’illuminata avven­tu­riera poteva deci­dere di seguire per amore il con­trab­ban­diere di cera­mi­che di Val­lau­ris attra­verso i vali­chi alpini ster­rati e non con­trol­lati a bordo di una Fiat 500 (sem­pre Boetti).

 

Anne-Marie-SauzeauAnne-Marie-Sauzeau

Solo una dadai­sta fol­go­rata poteva accet­tare di par­tire da Torino il giorno di Natale, dire­zione Istan­bul, per andare a bere un caffè come si deve (ancora Boetti, assieme a Salvo, con una DS Citroën da rot­ta­mare).

 

Anne Marie mi fece sco­prire Vian, Camus, Rim­baud, Ver­laine, Bre­ton, Hesse. Ma anche Col­trane, Davis, Cole­man, Joplin, Dylan e misco­no­sciuti blues dei Rol­ling Sto­nes tipo I’m going home. Nella Sau­zeau appare tal­volta que­sto inso­spet­ta­bile risvolto da cat­tiva ragazza che può farle dire «in fondo i Bea­tles erano dei fighetti snob» oppure «dammi una siga­retta che sono anni che non fumo».

 

Era lei a por­tarmi in giro per mostre, non Boetti. Fu lei a por­tarmi a vedere la Madonna del Parto a Mon­ter­chi, nel pic­colo cimi­tero dove è sepolta la madre di Piero della Fran­ce­sca. Negli anni più bui della nostra fami­glia era lei la colonna, la garan­zia di una par­venza di nor­ma­lità.

Annemarie-Sauzeau-con-il-figlio-Matteo-BoettiAnnemarie-Sauzeau-con-il-figlio-Matteo-Boetti

 

Nel ’77, in viag­gio da soli mio padre ed io, non la chia­mammo per giorni, Ali­ghiero chiuso in hotel a pro­get­tare, oppure in una Opium House a «ammaz­zare il tempo». Io tutto il giorno a cavallo per le strade di Kabul, dico Afgha­ni­stan non Por­to­fino. Ci dava per dispersi, ma stra­na­mente non chiamò l’Interpol, aveva una strana fidu­cia in quell’uomo e un’enorme dose di otti­mi­smo. Sau­zeau è sem­pre stata corag­giosa, deter­mi­nata mal­grado i mille dubbi che affio­rano solo nelle menti intel­li­genti.

 

Negli stessi anni in cui fonda la Casa Edi­trice Edi­zione delle Donne firma con Boetti l’ambizioso Con­cept Book "I mille fiumi più lun­ghi del mondo". Poco tempo dopo lascia l’uomo della sua vita, troppo inca­si­nato e fati­coso, per amore di noi figli, mia sorella Agata ed io, per pro­teg­gerci. (…) Che bello fu saperti orgo­gliosa e felice dei miei primi suc­cessi musi­cali e di gal­le­ria, l’algida rigo­rosa intel­let­tuale fran­cese diven­tava più tifosa e chias­sosa di una matrona napo­le­tana. Che bella che eri con il tuo caschetto di capelli neri e quei mini vesti­tini di zip mul­ti­co­lori di cui dise­gna­sti un’intera col­le­zione che destò scal­pore nella con­for­mi­sta Torino della metà degli anni 60.

 

ALIGHIERO-BOETTI-PORTRAITALIGHIERO-BOETTI-PORTRAIT

Quelle foto in bianco e nero di te e Ali, dav­vero vestiti solo di bianco e di nero, tu appesa al suo brac­cio, lui bef­fardo e sghi­gnaz­zante, sul serio la cop­pia più sexy di que­gli anni. Solo la Deneuve e Mastro­ianni si sono un po’ avvi­ci­nati al vostro livello di stile. (…) Qual­che giorno fa, stu­diando una bella carta di Boetti in archi­vio, abbiamo deci­frato un suo pic­colo com­mo­vente testo (ovvia­mente scritto con la sini­stra) dis­si­mu­lato per pudore in uno dei col­lage dell’opera.

 

Dopo un lungo e far­ra­gi­noso conto mate­ma­tico da lui scritto per crip­tare l’anno di ese­cu­zione si legge «estate orri­bile», seguito da pen­sieri e con­si­de­ra­zioni varie, e si con­clude con «addio Sau­zeau amore mio». Volevo chia­marti per dir­telo, ma poi ho pen­sato che sen­tire un qua­ran­ta­cin­quenne con tre figli grandi sin­ghioz­zare al tele­fono come un bimbo sarebbe stato quan­to­meno disdi­ce­vole, non appro­priato. Sono pur sem­pre il Conte Boetti…eccheccazzo. (…) Quando poi arri­verà il momento del tuo tra­sloco defi­ni­tivo non pre­oc­cu­parti, sono sicuro che ci ha visto bene Wil­liam Blake: «sarà come alzarsi e andare in un’altra stanza». Pro­ba­bil­mente ti rag­giun­gerò in un lasso di tempo che imma­gino non troppo lungo. Sai bene che, da Gio­van Bat­ti­sta «Cheick El Man­sur» Boetti fino a tuo marito, i Boetti maschi non cam­pano poi tanto.

 

svelare rivelare boettisvelare rivelare boetti

Siamo fatti così, punk da secoli, live fast die young. E ci va anche bene, stiamo più con­cen­trati. Mi acco­glie­rai sulla tua nuvo­letta, stile un po’ Klee un po’ Matisse, con un tocco di Rothko, un bri­ciolo di Cézanne, uno spruzzo di Monet, il tutto con­dito di tes­suti Uzbe­chi. Mon­ta­gne di libri ovun­que. Dalle fine­stre ammi­re­remo dei Con­sta­ble e dei Tur­ner. Mi pre­pa­re­rai del tè, il pro­fumo di siò chai afgano e gel­so­mino si span­derà nell’aria, il sole farà risplen­dere la mon­ta­tura dorata dei tuoi occhia­lini e mi addor­men­terò al dolce suono del tic­chet­tio delle tue dita sui tasti dell’Olivetti 64. Non esi­ste suono che io ami più di quello.

 

Quel bal­letto mec­ca­nico denso di pause e sospen­sioni è per me quanto di più sino­nimo ci sia dell’idea asso­luta di «mamma». È la mia «made­leine». (…) Ultima cosa, pro­ba­bil­mente qual­che pet­te­golo ha già spif­fe­rato tutto, ma devo con­fes­sar­telo uffi­cial­mente: io la mat­tina fac­cio il cow­boy. Ti voglio bene Sozò.

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...