coronavirus italia

DIAMO I NUMERI - IN ITALIA I CONTAGIATI POTREBBERO ESSERE 530MILA, I MORTI ALMENO 2800 IN PIÙ DELLE CIFRE UFFICIALI. MA QUESTO VORREBBE DIRE UNA MORTALITÀ DELL'1,1%, NON DEL 10% COME SEMBRA ORA COI TAMPONI FATTI SOLO AI PAZIENTI CON SINTOMI (E SPESSO SOLO A QUELLI GRAVI) - LE STIME DELL'OSSERVATORIO DELLA CATTOLICA GUIDATO DA RICCIARDI

 

Paolo Russo per “la Stampa

 

walter ricciardi

Diminuiscono i nuovi contagi e anche i decessi, 133 in meno del giorno prima, ma gli ospedali restano sotto stress. L' ultimo bollettino ci dice che i nuovi casi di infezione erano 5.974 il giorno prima, sono adesso 5.217. E rispetto alle migliaia di ricoveri di solo pochi giorni fa ieri nei reparti Covid hanno fatto il loro ingresso solo 547 pazienti, anche se 124 sono passati alle terapie intensive. Bene si dirà. Ma buona parte dei nuovi infettati, circa 3.000, sono finiti in isolamento domiciliare. Segno che il virus è meno aggressivo di prima e richiede più raramente del ricovero, dirà chi vede il bicchiere mezzo pieno.

 

Ma i medici in prima linea, come Massimo Galli del Sacco di Milano, scorgono in questi numeri la difficoltà degli ospedali a farsi carico dei pazienti che di un letto avrebbero già bisogno e che restano invece a casa. «Prima vedevamo pazienti con febbre, tosse e un po' di affanno, ora ricoveriamo persone che hanno immediato bisogno di ossigenoterapia», ammette Giampiero D' Offizi, primario infettivologo dello Spallanzani di Roma.

studio ispi – casi attivi plausibili in italia

 

Lo stesso ospedale che insieme ai medici di famiglia della Fimmg sta mettendo a punto uno studio per utilizzare a domicilio i farmaci già in uso sperimentale nei reparti Covid, «da somministrare anche a pazienti meno gravi, sui quali soprattutto la idrossiclorochina potrebbe risultare efficace almeno nel rallentare la replicazione del virus», spiega sempre D' Offizi. Anche se proprio quel medicinale inizia a scarseggiare in Italia per via dell' assalto a farmacie e siti web per accaparrarselo.

 

Una caccia al farmaco e a «terapie fai da te» condannata senza se e senza ma dall' Istituto superiore di sanità, che ha dovuto stilare l' ennesimo decalogo per ricordare a tutti «che le terapie attualmente in studio possono essere assunte solo in ambito ospedaliero; che non esiste alcun medicinale per chi ha avuto contatti con persone affette da Covid; che i siti web che vendono farmaci contro il virus sono illegali e potrebbero vendere medicinali falsificati e pericolosi per la salute».

studio ispi – letalita' apparente coronavirus in italia

 

Intanto continua la discesa anche dei casi nella prima linea lombarda. Il governatore Attilio Fontana si spinge addirittura a vedere vicino l' arrivo del picco e in effetti i dati sono confortanti, perché i 1592 nuovi contagi sono ben 525 in meno rispetto al giorno prima. Anche se preoccupano quelli in controtendenza di Milano, con 546 nuovi contagi rispetto ai 314 di sabato.

 

Buone nuove dal Lazio e dalla Capitale, dove l' aumento dei nuovi casi, 201 nell' ultimo giorno, per la prima volta crescono al di sotto del 9%. Restano sempre tante le vittime dell' epidemia; 756 contro le 889 di sabato, per un totale di 10.779 decessi. Che potrebbero essere ben 2.800 in più secondo le stime elaborate per La Stampa dall' Osservatorio nazionale sulla salute dell' Università Cattolica di Roma, coordinato da Walter Ricciardi.

 

Italia coronavirus

«Il calcolo parte dallo studio dell' Ispi, che verificando come a un maggior numero di tamponi corrisponde un maggior numero di positivi, ha stimato la presenza in Italia di 530mila contagiati e un tasso di letalità del virus dell' 1,14%», spiega Alberto Solipaca, direttore scientifico dell' Osservatorio.

 

«Applicando questa percentuale ai positivi reali stimati in ogni regione - conclude - è ragionevole ipotizzare 2.800 decessi in più di quelli dichiarati». Morti consumate probabilmente nelle mura domestiche in attesa di un ricovero che per molti comincia a diventare una chimera.

Ultimi Dagoreport

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…